28/01/2021
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Verso il XX Giugno con Ranieri di Sorbello, Lello Rossi, Catanelli, Pirro Montesperelli, R. Tenerini
Il nascondiglio dei coniugi Perkins - Il sentimento del XX Giugno - Un XX Giugno garibaldino - Le famose scritte del 41

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Non era passata mezz’ora che altri saccheggiatori sopraggiunsero devastando ancora una volta l’albergo, ma Wellauer seppe stornarli con le chiacchiere e non trovarono il nascondiglio dei Perkins. Per ore questi rimasero in quel bugigattolo aspettando una incursione e ascoltando le diradanti schioppettate, i pianti, i canti ebbri e gutturali che venivano dalla città.
Possiamo ben immaginare di che animo la mattina seguente misero mano alla penna, Perkins per scrivere al ministro degli Stati Uniti a Roma, la signorina Cleveland per scrivere al “Times” di Londra… giunti (a Firenze) fecero partire le missive che dovevano riuscire tanto, ma tanto mai scomode per il cardinale Antonelli, e che misero a rumore l’Europa.

Uguccione Ranieri di Sorbello, Perugia della bell’epoca, Volumnia

Parole e sentimenti (quelli del XX Giugno) in cui tutte le generazioni si sono riconosciute, valori ideali, di progresso civile e sociale che non erano circoscritti ad alcuni schieramenti politici e nei quali larga parte del mondo cattolico ormai si riconosceva. Erano entrati in un diffuso senso comune già quando il cattolico Don Luigi Piastrelli poteva affermare che, se fosse stato vivo nel 1859, sarebbe accorso anche lui al Frontone in difesa della città.

Raffaele Rossi, Un simbolo di libertà, Comune di Perugia, Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea, Perugia, 1988

I superstiti garibaldini, sempre orgogliosi e battaglieri, non tollerano coloro che intendono contestare il loro passato. L’avvocato Francesco Andreani, in un discorso commemorativo al Cimitero per la ricorrenza del XX giugno, provocò l’intervento della Pubblica Sicurezza, il cui delegato in sciarpa tricolore intimò lo scioglimento della manifestazione. I presenti, tra cui molti garibaldini in camicia rossa, si ribellarono prendendo come armi le croci di ferro delle tombe.

Luigi Catanelli, Usi e Costumi nel Territorio Perugino agli inizi del ‘900, Edizioni dell’Arquata

Ché sei anni or sono in quest’ora istessa un’orda di ladroni da Roma sguinzagliava alla nostra volta, vinta la poca, ma valorosa resistenza di un pugno di armati, scorazzava le contrade della desolata città, a sacco ed a ruba ponendo le nostre sostanze, appiccando incendio alle case, contaminando gli altari, a viva forza penetrando entro gli asili d’innocenti orfanelle, fanciulli inermi, imbelli donne, tremanti vegliardi ferendo o trucidando barbaramente.

Discorso dell’avvocato Pirro Montesperelli, assessore municipale, nell’inaugurazione del 1865 preso da: Studenti Liceo scientifico “G. Alessi” (a cura), Il cimitero monumentale di Perugia, Editrice Minerva, Assisi 1999

Era una notte magnifica e la gente, nonostante la guerra d'Africa e di Grecia, era intenta alla tradizionale passeggiata serale. Uscimmo verso la mezzanotte con barattolo e pennello dalla casa di Cardinali. Finalmente le prime scritte di protesta dopo tanti anni a Perugia! Da dove iniziare? Ci recammo davanti al monumento al XX Giugno, simbolo del primo Risorgimento e della liberazione di Perugia dal dominio papale, e sul piedistallo scrivemmo “Viva la libertà, morte al fascismo”.

Riccardo Tenerini - partigiano


(postato da Vanni Capoccia)




Inserito mercoledì 16 giugno 2010


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