11/04/2021
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Un monumento a Craxi?
Intitolare uno spazio di Perugia a Bettino Craxi?

Associazione Lettere Riformiste
 Altiero Spinelli

 Perugia

 

Ogni tanto riaffiora la questione Craxi. Questa volta il movente è l'ipotesi  di intitolare uno spazio di Perugia a Bettino Craxi. La cosa, come era da attendersi, ha suscitato forti apprezzamenti in casa socialista e forti reazioni di segno contrario. Io non sono né tra gli uni né tra gli altri, ma confesso che la faccenda mi ha sconcertato.

Craxi è stato un grande uomo politico che ha portato a compimento la linea di autonomia socialista aperta da Riccardo Lombardi prima ancora che da Pietro Nenni, e non è poco merito; come leader di partito ha tenuto – è vero - una linea un tantino spregiudicata, ma quando si giudica un personaggio politico bisogna avere un po' di bocca buona tanto più che sotto la sua leadership il Psi ha toccato vette di consenso elettorale non più eguagliate. E’ stato in Italia il primo presidente del consiglio organicamente socialista, e su questo non ci piove; da premier ha fatto delle cose ottime, altre meno riuscite, altre ancora che sarebbe meglio dimenticare: come la maggior parte di quelli che l'hanno preceduto e seguito. Su entrambi i fronti di statista e di leader ha fallito il suo progetto di vita, il che non è un bel viatico per un uomo politico, ma capita.

E allora dove è il problema? il problema è che quando si dedica a una persona un luogo pubblico, si addita un esempio virtuoso. Certo, la toponomastica è un monumento di bugie, ma i monumenti di pietra non si prestano a essere sfogliati per verificare se un giudizio lusinghiero viene attenuato 30 pagine più avanti. E siccome non si fanno monumenti a caso, dietro una scarna targa stradale ho tutto il diritto di immaginarmi una persona eticamente virtuosa, a prescindere dalle idee. E Craxi, persona complessivamente degna di rispetto, porta ai miei occhi almeno due responsabilità: avere delegittimato la magistratura, denigrandola (a suo danno); avere aperto i rubinetti della spesa pubblica a go go, accontentando tutti meno che chi verrà dopo di noi. Sono responsabilità che pesano come macigni "esemplari", la prima per aver asfaltato la strada a chi oggi sta facendo scempio dello Stato di diritto, la seconda per avere lasciato un'eredità che sopporteremo per chissà quanto ancora.

No, non sono d'accordo.



Gianni Barro

Inserito giovedì 29 luglio 2010


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Commenti

Nome: Claudio Santi
Commento: No non concordo con l"analisi Di Barro. Craxi alla storia ha lasciato prima di tutto uno stile clientelare opportunistico e corrotto del quale la mia generazione e quelle successive continueranno a lungo a pagarne le conseguenze. Craxi è responsabile del terreno fertile su cui è nato poi il berlusconismo tradendo di fatto qualsiasi idea di socialismo e legalità. Craxi plurinquisito ha codardamente preferito concludere la sua storia in una lussuosa latitanza sottraendosi di fatto al giudizio di una storia che oggi no può celebrarlo nemmeno con la dedica di una via o di una piazza senza di fatto cadere in un pericoloso revisionismo.

Nome: Saverio
Commento: Sono d'accordissimo ad intitolare una strada o ad erigere un monumento a Craxi, ma ad una condizione, che sotto il suo nome venga anche scritta la motivazione: A BETTINO CRAXI, CHE DICHIARO' A SUA DISCOLPA DI AVER RUBATO PERCHE' TUTTI RUBAVANO E POI SE LA DIEDE A GAMBE

Nome: Giuliano
Commento: Sono pienemente daccordo con quello che ha scritto il sig. Barro, ma si è dimenticato, anche, di ricordare che fu il Presidente del Consiglio on. Craxi il promotore del referendum sull'abolizione della 'scala mobile', meccanismo che salvaguardava gli operai dalla galoppante svalutazione, referendum che passò anche con l'appoggio della CGIL, segretario Lama. A livello locale ci siamo dimenticati che nel 1985, una cordata di industriali (Berlusconi, Ferrero, Barilla, ecc.), su suggerimento dell'on. Craxi, impedì alla IBP (Industrie Buitoni Perugina), proprietario De Benedetti,l'acquisto dall'IRI della SME (Alemagna, Bertolli, Cirio, Mellin, Motta, Star e Surgela) per creare un polo alimentare tutto italiano, a grandezza europea, di cui il cervello sarebbe stato a Perugia. Risultato: de Benedetti rinunciò all'obbiettivo che si era prefisso e vendette la Perugina e la Buitoni alla Nestlè che, qualche anno dopo, acquistò anche la SME e il tutto passò sotta la proprietà della multinazionale svizzera. Un ultimissimo particolare, non certo di meno importanza, ma per la legge italiana il cittadino Craxi era un condannato e un latitante, pertanto mi sembra veramente improprio dedicargli anche un monumento. Saluti Giuliano

Nome: Cesare
Commento: Non voglio discutere il personaggio politico Craxi, voglio solamente dire che chi si rifiuta di presenatarsi davanti alla magistratura non merita certo riconoscimenti pubblici, non mi sembra un bell'esempio.

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