17/02/2020
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E tutti i pesci vennero a galla per vedere... GIUSTIZIA
Per la strage di pesci del 31 luglio 2008

Si è svolta regolarmente la conferenza stampa di sensibilizzazione per la strage di pesci avvenuta il 31 luglio 2008. Noi siamo ancora lì a chiedere giustizia perchè i responsabili vengano processati, gestione sostenibile dell'ecosistema Tevere nell'interesse della collettività. Le stesse cose che chiediamo da due anni, ma finora inutilmente.

In allegato il comunicato stampa di oggi, e anche quello di un anno fa, a dimostrazione che non è ancora cambiato nulla, e alcune foto.

Anna Rita Guarducci Presidente Legambiente Perugia

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31 luglio 2010
COMUNICATO STAMPA             
CIRCOLO DI PERUGIA

1a udienza 9 novembre 2009 rinviata per sostituzione del Giudice e nomina del nuovo Giudice
2a udienza 20 gennaio 2010 rinviata per difetto di notifica, mancava la notifica al Ministero dell'Ambiente (che è per legge parte offesa in tutti i processi penali per danno ambientale)
3a udienza 8 giugno 2010 rinviata per legittimo impedimento del Giudice che ha preso un congedo straordinario dal servizio in quanto occupato in altre attività incompatibili con la carica di Magistrato
4a udienza 18 novembre 2010 per la discussione relativa alla costituzione di parte civile con relative eccezioni della controparte e provvedimento del Giudice sulla ammissione o esclusione a parte civile
 Purtroppo sono questi i tempi della giustizia italiana, speriamo che una volta partita proceda più velocemente. A distanza di due anni dalla strage il processo che vede imputata la proprietà della distilleria, per quanto possano essere state veloci le indagini del NOE, e lo sono state, non è ancora iniziato. 
 Tutte le voci si sono spente. Invece noi continuiamo ad essere convinti che il reato ovviamente trascende i quintali di pesci morti, ma è una scelta di civiltà quella di tutelare l’ecosistema Tevere. Un fiume che molto ha rappresentato e rappresenta per la nostra regione e non può essere lasciato così alla mercé di chiunque voglia considerarlo una fogna a cielo aperto, sicuro dell’immunità che le cosiddette autorità costituite e competenti, alla fine consentono. Ricordiamo che la distilleria è sempre lì, indipendentemente dalle sue eventuali responsabilità del reato, simile ad un ecomostro in pessimo stato di conservazione appollaiato sulla riva destra del fiume e che alita fumi e odori nauseabondi. Una minaccia sempre aperta per risolvere la quale si era parlato di aprire un tavolo con la nuova giunta regionale. Gli interventi di controllo continuano ad essere insufficienti e il disinteresse regna sovrano. Quell’impianto forse è il più grande per la produzione alcolica della regione e dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, muovere una fitta rete di interessi perché potrebbe servire a chiudere opportunamente la filiera della viticoltura. E il prodotto, poi, potrebbe arrivare sul mercato anche come base di offerte di specialità liquorose di grandi tradizioni.
 Ricordiamo anche che in questo periodo la condizione si è aggravata a causa della siccità, nonostante le abbondanti piogge cadute in inverno primavera e inizio estate, la situazione che desta maggiori preoccupazioni riguarda la media e alta valle del Tevere, praticamente l’asta fluviale a monte della confluenza con il fiume Chiascio, con iniziali processi di eutrofizzazione e notevole riduzione di portata idrica.
  Una situazione che desta molte preoccupazioni  e fa salire il livello del rischio se si pensa che in queste condizioni basterebbe poco, come uno scarico abusivo industriale, un depuratore mal funzionante, per causare un grave danno ambientale all’ecosistema acquatico, come già avvenuto due anni fa.
A causa dei cambiamenti climatici, le disponibilità idriche sul nostro territorio sono sempre più limitate e non più sufficienti a soddisfare l’incalzante domanda proveniente dalle attività umane, in particolare dal settore agricolo che in questo periodo consuma circa il 75 -80% delle acque superficiali e in parte quelle sotterranee dei pozzi.
 
Ci rivolgiamo ancora una volta a Provincia e Regione affinché nell’immediato siano prese misure urgenti di salvaguardia, cominciando senza ulteriore ritardo con la sospensione delle licenze di attingimento per uso irriguo insistenti nei fiumi e torrenti più a rischio,  predisponendo un sistema di vigilanza efficace in grado di monitorare rigorosamente il territorio e avanzando nell’immediato delle trattative per pianificare maggiori rilasci dall’invaso di Montedoglio.

CIRCOLO LEGAMBIENTE PERUGIA            COMITATO MOLINI FORTEBRACCIO

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COMUNICATO STAMPA 1 agosto 2009


Strage dei Pesci 31 luglio 2008

Dopo un anno dalla strage di pesci verificatasi, in questo periodo e in questo punto, sul Tevere che cosa è cambiato nella gestione del fiume e del suo ecosistema da parte degli enti preposti?
Abbiamo invitato a questa conferenza stampa i rappresentanti delle amministrazioni di comune, provincia e regione per avere delle risposte perché prima ancora degli esiti giuridici ci interessa che non si ripeta più.
Invece ieri il Tevere presentava le stesse macchie rosso-marrone che c’erano l’anno scorso e un’altra serie di segnali di criticità che ci hanno spinto ad allertare le autorità competenti.
Non è cambiato niente? Dopo la strage chiedemmo un incontro all’assessore provinciale all’ambiente lasciandogli un promemoria sulle cause di criticità e sulle possibili azioni:
- aggiornamento del catasto degli scarichi
- analisi quantitativa delle concessioni e licenze di attingimento
- verifica degli idrometri di riferimento ed eventualmente installazione di uno a Ponte S. Giovanni
- Installazione di un turbidimetro per il monitoraggio in continuo delle acque del fiume
- Attivare un patto (Patti di fiume) fra istituzioni e cittadini per la gestione partecipata della risorsa acquatica   
Ci fu risposto che c’erano 8 milioni di euro per fare i percorsi ciclo pedonali collegando Umbertide a Todi, dopo un po’ diventarono 4 milioni di euro senza aver cominciato i lavori e oggi c’è un’altra giunta. Il progetto di parco fluviale è stato abbandonato definitivamente.
Progettare un parco fluviale significa avere a cuore tutto l’ecosistema, ma principalmente il fiume.
Invece il Tevere viene sfruttato, anche in fase di crisi idrica, per una quantità di attività come: irrigazione, produzione energia idroelettrica, scarichi abusivi, scarico del depuratore di Ponte Valleceppi e della Distilleria Di Lorenzo.
Infine, ma non meno importanti, gli sviluppi delle indagini che il PM Sottani sta conducendo con il rinvio a giudizio, per il prossimo 9 novembre, dei proprietari della distilleria Di Lorenzo ritenuta responsabile dello sversamento di etanolo e altri derivati che hanno alterato l’equilibrio biologico provocando la strage.
Legambiente è stata riconosciuta come parte offesa e potrà costituirsi parte civile nel processo. 


LEGAMBIENTE PERUGIA
COMITATO MOLINI DI FORTEBRACCIO



Legambiente Perugia e Comitato I mulini di Fortebraccio


Inserito domenica 1 agosto 2010


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