03/07/2020
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Gravi ritardi nel trasferimento del "repartino"
Dottorini: Salute mentale cenerentola della sanità umbra?



Interrogazione a Riommi: “Perché l’Azienda ospedaliera non si muove? Questa situazione non può reggere a lungo, a rischio di ripercussioni sulla tenuta del sistema”

“La giunta regionale deve spiegare come mai, nonostante gli impegni reiterati, anche propagati a mezzo stampa dalle diverse amministrazioni regionali, non è stato ancora operato il trasferimento del cosiddetto Repartino presso il Silvestrini, così come previsto sin dal Piano sanitario 1999-2001. Occorre che le istituzioni diano una risposta immediata, non sono più tollerabili rinvii da parte della Azienda ospedaliera nella individuazione degli spazi da dedicare a tale reparto. La salute mentale non può diventare la Cenerentola della sanità umbra”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un’interrogazione alla Giunta regionale con la quale chiede di conoscere quali siano i provvedimenti che la regione intende attuare per risolvere in tempi brevi il problema del mancato trasferimento del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, meglio conosciuto come “Repartino”, presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia.
“E' una situazione – spiega l’esponente dell’Italia dei Valori – che non può reggere a lungo e che rischia di avere ripercussioni sulla tenuta del sistema, soprattutto tenendo conto del forte aumento dei disturbi psichici e dell'affievolirsi delle risposte dei servizi territoriali. In gioco c’è una reputazione che i servizi psichiatrici dell’Umbria si sono guadagnati sul campo, rappresentando per molti anni un modello che ha fatto scuola in Italia e in Europa anticipando gli stessi principi innovatori della legge Basaglia. La mancata ubicazione di questo servizio all’interno dell’ospedale di Perugia impedisce di garantire ai pazienti un adeguato ed equo accesso alle cure sanitarie e, allo stesso tempo, non consente una reale integrazione in caso di emergenze psichiatriche. Tale situazione, che si protrae ormai da troppo tempo, comporta anche un aggravio di spese per la manutenzione e la messa in sicurezza degli spazi attuali e per il personale medico ed infermieristico, costretto a doppi turni di guardia per garantire la presenza in ambedue i luoghi. Un carico di lavoro che va a ricadere su servizi territoriali già in forte sofferenza per la contrazione di risorse di personale”.
“Gli standard nazionali parlano di un posto letto ogni 10mila abitanti. In Umbria il rapporto è pressappoco di un posto letto ogni 30mila abitanti. Per questo diviene ancora più grave che non si provveda a rendere almeno funzionali i servizi previsti. Con la nostra interrogazione – conclude Dottorini – chiediamo che la giunta regionale ci spieghi i motivi che hanno provocato una così grave inadempienza rispetto a quanto previsto dai Piani sanitari regionali e quali provvedimenti intende prendere affinché si proceda in tempi brevi al trasferimento e ad una integrazione completa del Servizio psichiatrico sia nell’ambito del Dipartimento di salute mentale che all’interno dell’Azienda ospedaliera”.

Perugia, 9 agosto 2010




Inserito lunedì 9 agosto 2010


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