23/01/2021
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La Pace in bici: Trieste-Gorizia-Udine-Pordenone-Aviano
In bici per mandare in pensione le bombe atomiche

Le bombe atomiche compiono 65 anni:
 Mandiamole in pensione

PACEinBICI 2010
6-9 agosto
Trieste-Gorizia-Udine-Pordenode-Aviano
2° edizione di km 268

di Lamberto Salvatori

▪ Cronistoria
▪ Obiettivi
▪ Note personali

Cronistoria
E’ stata un’esperienza straordinaria ed emozionante, ancora migliore di quella vissuta lo scorso anno, partecipare alla 2° edizione di PACE in BICI 2010, organizzata dai Beati Costruttori di pace di Padova, che gestisce la segreteria operativa del comitato “Un futuro senza atomiche” e che ha riproposto l’iniziativa in occasione del 65° anniversario delle stragi atomiche di Hiroshima  e Nagasaki avvenute  il 6 ed il 9 agosto 1945.
Oltre 50 i partecipanti provenienti da Emilia, Friuli, Lombardia,Piemonte, Romagna,  Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto in rappresentanza di  ben 13 province.

La carovana ha preso il via da Trieste la mattina del 6 agosto alle ore 8.15, ora in cui fu sganciata dall’aereo americano denominato Enola Gay, la prima bomba atomica della storia, chiamata Little Boy. Enola Gay, tra l’altro, era il nome della madre del pilota del bombardiere B 29 Superfortress, Paul Tibbets, che aveva a bordo altri 12 membri d’equipaggio.

Il luogo dove è stata ricordata questa triste pagina della storia dell’umanità, (che comunque ancora non ci ha insegnato abbastanza, visto come è ripresa  la corsa al nucleare, anche attraverso notizie false e menzognere che vengono diffuse in Italia con  lo scopo di “far credere” che il nucleare non è poi così pericoloso) è stata, non a caso,  la  Risiera di San Sabba, anch’essa teatro di morte, sofferenza ed umiliazione dell’uomo. Tra il 1943 ed il  1945 i tedeschi realizzarono proprio a San Sabba, un campo di concentramento, unico in Italia ad avere un forno crematorio, in cui vennero uccise oltre 5000 persone.

Alle 8.15 in punto al suono della sirena, 5 minuti di silenzio hanno creato momenti di grande emozione tra tutti gli intervenuti, comprese alcune autorità locali. Dopo la cerimonia alla risiera di San Sabba ed una sosta davanti al municipio di Trieste, partenza con sosta a Duino ricevuti dall’assessore comunale. 

A Staranzano, siamo stati ospiti per il  pranzo, dell’associazione culturale di solidarietà  Benkadi (che in lingua africana significa “Assieme è meglio”) Bottega del commercio equo solidale,  Banca Popolare Etica Tenda per la Pace e i Diritti.

Nel pomeriggio, accompagnati in bicicletta dall’assessore alla provincia di Gorizia, Marko Marincic, anche lui pedalatore, siamo stati ricevuti dal vice sindaco di Ronchi dei Legionari Marina Cuzzi.

Da qui a Sagrado, ricevuti dall’assessore alla cultura Nevio Del Bello, abbiamo proseguito per Gradisca d’Isonzo dove ad attenderci vi era l’assessore ai sevizi sociali e giovanili Linda Tomasinsig.

Poi abbiamo proseguito per Savogna d’Isonzo,  ricevuti dall’assessore alla protezione civile Slavko Tomsič.

Dopo Savogna abbiamo costeggiato il confine e siano entrati in territorio Sloveno attraversando la cittadina di Miren  per poi entrare a Nova Gorica.

Qui era ad attenderci il vice sindaco Matej Arnon, che nella piazza Transalpina, che prende il nome dalla linea ferroviaria che collegava Trieste all’europa centrale, ha ricevuto i partecipanti proprio nel punto in cui il muro che divideva la città è stato abbattuto e del quale ne resta visibile una piccola parte, dove è stata posta una targa a ricordo. Grande è stata l’emozione nel trovarci in un luogo che ha fatto la storia non solo del Friuli, ma dell’Italia intera.

Alle 18 dopo circa 80 km,  siamo giunti presso la comunità Arcobaleno, coordinata da don Alberto De Nadai, dove è attivo un centro di accoglienza che gestisce anche un banco alimentare. Qui siamo  stati ospitati per la cena e per la notte. In serata un incontro con gli ospiti della comunità, coordinato da Andrea Bellante, ci ha regalato ancora un momento di emozione e riflessione.

Lo stesso Andrea Bellante il giorno successivo ci ha accompagnato in bicicletta fino al castello di Gorizia da dove abbiamo potuto ammirare dall’alto, il luoghi storici del Friuli come il monte Sabotino e San  Michele, l’altipiano del Carso, il sacrato di Oslavia, oltre naturalmente la città di Gorizia.

Ripartenza da Gorizia in mattinata  e dopo aver attraversato Mossa, San Lorenzo Isontino, Capriva del Friuli, siamo giunti a Cormons, la città del vino, dove era ad attenderci il vice sindaco Alessandro Pesaola che ci ha ricevuto a palazzo Locatelli, nella sala del consiglio comunale insieme ad alcuni membri di giunta. Nel cortile dello stesso palazzo l’amministrazione comunale ha allestito il pranzo,  dopo il quale abbiamo avuto modo  di visitare la mostra sulla storica ditta goriziana dei Fratelli Abuja.

Alle 15 prosecuzione  per Brazzano, Corno di Rosazzo, Roccabernarda, Ipplis. 

A Cividale del Friuli, alle ore 15.30,  l’assessore alla protezione civile Davide Cantarutti ci ha ricevuto con cordialità nella sala comunale. Poco dopo ripartenza per Remanzacco dove anche qui  siamo stati ricevuti dal sindaco Dario Angeli e dall’assessore alle pari opportunità Barbara de Carli.

Nel tardo pomeriggio del 7 agosto siamo giunti nel centro di Udine accolti dall’assessore provinciale Sandro Bassi e dall’assessore alla cultura del  comune Luigi Reitani.

Dopo circa 90 km. pernottamento e cena al centro di accoglienza Balducci di Zugliano a pochi km dalla città, accolti dal sindaco di Pozzuolo del Friuli Nicola Turello e da suor Marina Kuruvilla, indiana,  che si occupa da tanti anni dell’accoglienza del centro, che oltre ad immigrati, accoglie anche persone italiane che non riescono ad essere autosufficienti.

La mattina successiva, dopo il saluto del direttore del centro Luigi di Piazza, partenza alla volta di Flaibano, dove troviamo ad attenderci il vicesindaco Luca Picco, che ci ha accolto calorosamente durante una manifestazione sportiva in atto.

 

Da qui siamo saliti fino a Spilimbergo e i magredi del Cellina,  accolti all’interno del palazzo comunale dall’assessore Roberto  Mongiat. Il pranzo invece è stato offerto dalle Suore della Divina Volontà, ammirevoli per cordialità ed ospitalità,  dove tra le 9 religiose, la superiora suor Lucia, è la sorella di don Albino Bizzotto.

Nel primo pomeriggio di nuovo in sella per raggiungere poco dopo S. Foca e rifornirci di acqua fresca alla fonte (senza uso di bottiglie di plastica) e proseguire per Tauriano, Vivaro, S. Quirino e poi Cordenons, dove anche in questa città ci aspettava il sindaco Carlo Mucignat.

Da Cordenons a Pordenone, dove gli onori di casa sono sati fatti dal vice sindaco Chiara Mio che ci ha accolto sotto la loggia del palazzo comunale.

Dopo questo ultimo incontro con le amministrazioni comunali, dopo aver percorso circa 70 km, si arriva a Vallononcello, a pochi km da Pordenone, dove il parroco Giacomo Tolot ci accoglie per la cena ed il pernottamento, come già avvenne lo scorso anno.

La mattina del 9 agosto,  giorno dello scoppio della bomba atomica su Nagasaki, alle ore 9 partenza dei pedalatori per raggiungere la base USA di Aviano, dove era in programma la cerimonia in ricordo della strage. Qui davanti all’ingresso della base, guardati a vista da alcune pattuglie di agenti, (mi chiedo perché si controllano i pacifisti e non i fabbricanti di armi) di fronte a circa 150 persone, hanno preso la parola le autorità in rappresentanza dei comuni di Carbonera, Aviano, Giavera del  Montello, Mira, Udine, Cordenons, e della provincia di Udine, oltre naturalmente a don Albino Bizzotto, Lisa Clark e tanti altri.

Dopo la cerimonia, che ha avuto come a San Sabba, momenti di emozione,  il ritorno a Vallenoncello, dove la parrocchia aveva allestito un momento conviviale con la partecipazione dei pedalatori e di tutti gli ospiti delle comunità che avevamo incontrato durante il nostro viaggio, rendendo il pomeriggio davvero speciale, con attimi di vera emozione al limite della commozione. 

Ad ogni incontro con i tanti amministratori dei comuni attraversati che ci hanno ricevuto, sempre cordialmente e con grande disponibilità, Lisa Clark ed Albino Bizzotto hanno consegnata una pergamena inviata dal sindaco di Hiroshima Tadatoshi Akiba, presidente dell’associazione “Mayors for Peace”. Obiettivo per il prossimo anno, la partecipazione di almeno 100 persone, questa la richiesta di don Albino Bizzotto, presidente dei  “Beati i costruttori di Pace” condivisa da tutti i partecipanti dell’edizione 2010.


Questi i loro nomi:
Agostini Cinzia PD - Baldini Marco LI - Bannelli Alessandro PN - Barabani Paolo PG - Barolini Rino PD - Baruffaldi Lino PD - Beggiato Nadia PD – Bizzotto Albino PD - Bodon Francesco PD - Bodon Rosanna PD - Bodon Umberto PD - Buso Nadia TO - Camani Carmela  PN – Clark Lisa (Auto Al Seguito) FI - De Salvador Elias (auto e bici) TO - De Salvador Luca TO - Fantoni Nicola BS - Ferracin Francesca PD - Florian Diego PD - Fornero Elisa (auto) TO - Giannelli Barbara PN - Grilli Michele PG - Liviero Antonio PD (Autista Furgone) Marcolini Flavio BS - Mazzucato Alessandro PD - Mini Nevio RA - Morsut Paolo PD - Murgia Sandra OG - Ortega  Adriana (Argentina) PD - Panozzo Mariagrazia PD - Pasolato Carlotta RO - Pasolato Remo RO - Piva Anna PD - Polato Nico PD - Prevedello  Giulio VE - Quaremin Giampaolo  PN - Ragaini Alfredo BO - Rampazzo Anna PD - Salvatori Lamberto PG - Santini Maria Angela VR - Sartori Daniele VR -  Scussat Damiano - PN Scussat Leonardo PN - Sgarbossa Sante PD - Storti Rita  PD - Tissino Tiziano - PD Trevisan Giulia PD - Vavolo Giovanna VE - Vecchione Chiara Stella BO - Zadnick Federico TS - Zambello Maria RO -  Brugnerotto Sonia VE


Obiettivi
L’obiettivo di PACEinBICI non è naturalmente di tipo sportivo ma piuttosto quello di sensibilizzare e raccogliere adesioni di amministrazioni locali per aderire all’associazione “Mayors for Peace” ed alla sua campagna  “2020 Vision per un mondo libero da armi nucleari entro il 2020”. 

Nel 2009 i comuni che avevano aderito in tutto il mondo erano 2777 per 134 stati. Gli ultimi dati, agosto 2010 danno 4069 comuni per 144 stati aderenti.  I comuni italiani che hanno aderito sono 319. Solo Belgio (352) e Germania (346) hanno fatto meglio. L’Umbria, purtroppo, ha per il momento solo i comuni di Assisi e Foligno tra gli iscritti ed io cercherò di impegnarmi per aumentare questo numero già dal prossimo anno. 

Anche dopo Hiroshima e Nagasaki le bombe hanno continuato ad esplodere sia nel sottosuolo  che in atmosfera, sotto forma di esperimenti nucleari che hanno devastato ambienti e popolazioni locali, sprigionando radiazioni che hanno fatto e faranno aumentare a dismisura i tumori in tutto il pianeta.

E’ in atto, in tutto il mondo, ma soprattutto in Italia, una campagna informativa, falsa e mendace, che informa (direi deforma) sulla non pericolosità del nucleare civile. Questo falso messaggio non deve avere il sopravvento sulla reale pericolosità  del nucleare, che come la storia ci insegna, ha fatto e fa ancora troppi danni all’umanità.

Grazie quindi all’impegno dei Beati i Costruttori di Pace che su questo tema si battono da anni.


Note personali
Ho partecipato a PACEinBICI già lo scorso anno, anche se quasi per caso, avendo saputo dell’iniziativa solo  pochi giorni prima della data di partenza. Naturalmente ho voluto aderire per il motivo più importante che è quello del disarmo atomico e nucleare, anche se mi ha attratto il modo semplice di viaggiare, i pernottamenti in sacco a pelo, il contatto con le realtà locali, e la conoscenza di tante  persone con cui condividere questi momenti.

Nel 2009 sono partito da Perugia da solo, poi tra i partecipanti ho incontrato un altro perugino, Paolo Barabani.

L’esperienza dell’anno passato, assolutamente straordinaria, ha fatto si che anche nell’edizione 2010 quasi tutti i partecipanti dell’anno scorso fossero presenti. Inoltre noi perugini siamo passati da 2 a 3, con Michele Grilli che ha partecipato, credo con grande interesse. Nei  4 giorni vissuti insieme, sembrerà strano, ma si sono creati dei rapporti sociali e personali interessanti, anche perché si condividono tutti i momenti della giornata. Molto bello anche il contatto con la gente che si incontra, con le comunità di volontariato, dove si tocca  con mano la difficoltà delle persone, ma anche la volontà e lo spirito di  solidarietà dei tanti volontari che operano per il bene comune.

Ecco, tutti questi motivi, rendono PACEinBICI una iniziativa unica, che da  merito all’associazione  Beati i Costruttori di Pace ed ha coloro che l’anno pensata ed organizzata.



Lamberto Salvatori

Inserito martedì 17 agosto 2010


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