17/04/2021
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Iran, nuove lapidazioni. L’Europa levi la propria voce
Ci sono centinaia di donne, ogni giorno, che vengono torturate e uccise in Iran

Riprendiamo questo articolo da:

http://www.cronachelaiche.it/2010/09/iran-nuove-lapidazioni-l%e2%80%99europa-levi-la-propria-voce/

 [3 set 2010]

L’aveva detto la donna iraniana che ieri aveva partecipato alla manifestazione di protesta davanti all’ambasciata iraniana a Roma: «Sakineh è fortunata, perché i media ne parlano. Ci sono centinaia di donne, ogni giorno, che vengono torturate e uccise in Iran. Io sono qui per tutte le donne».

Nel corso della stessa giornata si è infatti venuto a sapere da fonti ritenute affidabili da Amnesty International che la Repubblica islamica d’Iran ha emesso altri due verdetti di lapidazione per adulterio contro due donne iraniane, Vali Janfeshani e Sariyeh Ebadi, rispettivamente di 32 e 30 anni, e che un’ ulteriore condanna per lapidazione sarebbe stata emessa contro un giovane di 18 anni, reo di essere omosessuale. Si tratta di Ebrahim Hamidi, arrestato all’età di 16 anni.

La Francia ha già espresso viva preoccupazione per la condanna a morte di Hamidi e il portavoce del ministero degli Esteri francese ha affermato: «Condanniamo questa decisione che rivolta le coscienze per le gravi violazioni dei diritti umani fondati sugli orientamenti sessuali in Iran».

Da ieri, sulla facciata del ministero delle Pari opportunità, per volere del ministro Carfagna, campeggia la foto di Sakineh, per ricordare al governo iraniano che l’Italia vuole che Sakineh sia risparmiata.
Un bel gesto, doveroso, quello del ministro Carfagna, e altrettanto belle sono le parole del portavoce del ministero degli Esteri francese. Qualunque azione intrapresa in questo senso è lodevole e imperativa. «l’Italia e gli italiani sono dalla parte di Sakineh», avrebbero detto in una dichiarazione congiunta il ministro delle Pari opportunità e quello degli Esteri Frattini.

Gli italiani sono senza dubbio dalla parte di Sakineh, e ora anche dalla parte di Vali, di Sariyeh e di Ebrahim. Ma da che parte sta l’Italia? Da che parte stanno i governi europei? Se anche attraverso la mobilitazione popolare e la pressione mediatica si riuscisse a impedire il brutale assassinio di questi innocenti, sacrificati sull’altare del fanatismo religioso, chi impedirà che altre centinaia di donne e uomini senza nome vengano torturati e massacrati? Ciò avviene per legge tutti i giorni in certi paesi.

L’idea di interrompere le relazioni diplomatiche e commerciali con governi così sadici e barbarici, che calpestano platealmente e quotidianamente i più fondamentali diritti dell’uomo, come quello di vivere e di non essere torturati, non dovrebbe neanche sfiorarci?
Equilibri troppo precari reggono i rapporti diplomatici con certi regimi, interessi troppo grossi interferiscono con le richieste di giustizia.

La donna iraniana che ieri protestava per avere salva la vita di Sakineh e di tutti gli altri infatti aveva anche detto: «Non aiutate, non appoggiate più questo regime». Ma chi l’ascolterà?



Alessandra Maiorino


Inserito venerdì 3 settembre 2010


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