27/05/2020
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Processo Brushwood: tredicesima udienza
Michele: “Speriamo di vedere almeno noi giustizia, di non morire – ovviamente di vecchiaia – prima della fine di questo processo

Udienza brevissima questa mattina. La Corte, il PM e gli avvocati non
hanno potuto fare altro che prendere atto del fatto che le
intercettazioni che andavano trascritte entro il 21 agosto non erano
ancora disponibili. Sono stati quindi concessi al perito ulteriori 60
giorni. La prossima udienza è stata fissata per il 19 ottobre, ma è
probabile che verrà anch’essa rinviata in attesa delle trascrizioni
delle intercettazioni. La vera e propria ripresa di questo processo
che non riesce a trovare fine sarà quindi il 18 gennaio 2011.

Sono state rigettate tutte le richieste del PM Manuela Comodi in
merito alla perizia calligrafica: non è stata al momento accettata
quella di parte dell’Accusa, arrivata fuori tempo massimo per i legali
degli imputati, e non ne è stata disposta una nuova dalla Corte,
decidendo che se ne dovrà discutere solo dopo la conclusione delle
trascrizioni, quindi probabilmente il prossimo anno.

Dentro e fuori l’aula qualche decina di solidali si sono dati
appuntamento, questa volta non solo per esprimere la loro vicinanza ai
giovani spoletini imputati, ma anche per ricordare Fabrizio Reali,
morto lo scorso 23 giugno. Al presidio sono sventolate le bandiere
anarchiche e quelle dei Cobas, è stato fatto un fitto volantinaggio
all’ombra di uno striscione con su scritto “FABRIZIO ASPETTA
GIUSTIZIA”.

Fabrizio era uno dei 5 arrestati. Ha passato 2 durissime settimane in
isolamento totale e qualche altro giorno ai domiciliari. Uscito molto
presto dall’inchiesta, non ha mai però avuto davvero giustizia. Il PM
infatti non ha nemmeno chiesto il rinvio a giudizio, dimostrando
quanto fosse del tutto gratuito il suo arresto.  Ma non ha nemmeno
archiviato la sua posizione.

Proprio dedicate a Fabrizio sono state le parole di Michele Fabiani
dopo la fine dell’udienza, rivolgendosi ai solidali e ai microfoni del
telegiornale regionale di Rai3:

“ La tragica morte di Fabrizio è stato l’ultima violenza cominciata
con questa inchiesta. Ora questa farsa sarà per sempre macchiata di
sangue. E’ morto nel limbo di chi non è né assolto né processato. E’
morto senza vedere giustizia, senza una parola di scuse né una lira di
risarcimento”. Ha concluso Michele con amaro sarcasmo: “Speriamo di
vedere almeno noi giustizia, di non morire – ovviamente di vecchiaia
il più tardi possibile!!! – prima della fine di questo processo
lunghissimo”.

P.S.

Ricordiamo alle tante persone che sono interessate a questo processo
che le prossime udienze, essendo completati i lavori di
ristrutturazione, si svolgeranno non più in via Bramente, ma nella
sede storica del tribunale ternano in Corso del Popolo.



Comitato 23 Ottobre


Inserito mercoledì 22 settembre 2010


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