23/02/2020
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Centrale di Bastardo: la riconversione è l'unica possibilità
Indiscrezioni spudorate e preoccupanti sul rilancio del carbone



“Inaccettabile abbassare i parametri ambientali sulle emissioni. Rispettare mozione approvata dal Consiglio regionale nel 2007 che punta su fonti rinnovabili”

“Rimaniamo in attesa di documenti ufficiali da parte della giunta regionale. Le anticipazioni che leggiamo dai giornali ci appaiono spudorate e preoccupanti. Pensare di rendere compatibile con l’ambiente e la salute umana un impianto obsoleto abbassando i parametri sulle emissioni sarebbe inaccettabile. Una maggiore capacità progettuale deve farci optare per un serio progetto di riconversione, non a rimettere insieme i pezzi di quella che ormai deve essere considerata come una testimonianza di archeologia industriale ed energetica”. Con queste parole il capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini, commenta le recenti notizie relative a presunte iniziative mirate a far rimanere a pieno regime la centrale a carbone  “Pietro Vannucci” di Bastardo, abbassando i parametri di tutela ambientale e riproponendo progetti di combustione delle biomasse.
“A noi preme solo ricordare che il Consiglio regionale ha deciso nel 2007, approvando la mozione che ci vedeva come primi firmatari, di abbandonare il progetto di co-combustione delle biomasse e a valutare invece una progressiva riconversione dell’attuale centrale verso impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, quali fotovoltaico, solare termondinamico ed eolico, secondo i limiti posti dall'attuale Piano energetico regionale. Oggi qualcuno pare voler mettere in discussione quella deliberazione per tornare alla carica con un progetto senza futuro, incurante delle prospettive economiche e ambientali del nostro territorio e delle linee programmatiche di legislatura che fanno della economia verde il cardine delle politiche regionali. Se fosse vero quanto apprendiamo rispetto alla volontà dell’assessorato all’Ambiente di predisporre un piano per abbassare i parametri di legge in fatto di emissioni in modo da permettere alla centrale Enel di ottenere il rilascio della Autorizzazione integrata ambientale (Aia), si tratterebbe di un progetto che incontra la nostra ferma opposizione. La salute dei cittadini si tutela chiedendo il rispetto di parametri restrittivi e non abbassando il livello di guardia. Quanto alle biomasse, noi sappiamo che il Piano energetico regionale non consente iniziative di queste dimensioni che comporterebbero l’importazione di materie prime da fuori regione e l’eventualità di bruciare rifiuti. Per quanto ci riguarda, continuiamo a ritenere che l'impianto di Gualdo Cattaneo presenta enormi criticità di carattere socio-sanitario che richiedono verifiche che non ci risultano siano state mai condotte. Così come non sono pervenute risposte alle nostre numerose interrogazioni sui carbonili scoperti. Ci preoccupa il fatto che il ministro Calderoli definì quell’impianto come altamente inquinante”.
“E' proprio giunto il momento - conclude Dottorini - di abbandonare progetti assurdi come quello del rilancio della centrale e porre invece finalmente sul tavolo delle politiche di governo, a fianco di una decisa opzione a favore delle energie rinnovabili, il tema della riconversione di un impianto che può trasformarsi nel fiore all’occhiello dell’impegno umbro per la economia verde e per le energie rinnovabili”.


Perugia, 5 ottobre 2010



Oliviero Dottorini

Inserito giovedì 7 ottobre 2010


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