18/01/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Il vestito a pois
Un racconto, un ricordo...?

Doveva  essere sobrio ed elegante,una carezza sulla pelle.
Sì, parlo del mio abito da sposa, ricco di sfumature… ma coinvolgente con le sue perle grigie e bianche, un po’ romantico, con il respiro del
Tevere, nei pressi del quale fiume era nata una famosa boutique.
Un segreto, il vestito a pois, violato appena dalla curiosità della mia bambina, Dafne, arricchito dai cappelli di Antonella, e con un tocco finale:
tacchi a spillo con fiocco nero!
Accanto al mio sogno di nozze, Giuliano, l’artista, dipingeva gli inviti, inoltre aveva contattato un sarto parigino per poter brillare in eleganza accanto agli sposi…
Il sette maggio millenovecentoottantotto, Giuliano ci condusse al palazzo dei Priori, in un carosello di gigli bianchi, ghirlande e papillon, il tutto confezionato nella mitica automobile di Kostas, un maggiolino decappottabile celeste, in tinta con il frac di seta.
Un conte, orgoglioso nella sua barba nera, ben curata, il nostro testimone, Giuliano, era il più ammirato.
Francesco, nel suo abito di seta grigio, mi porgeva il suo braccio, accanto alla Fontana Maggiore, dove molti amici e parenti si erano annidati.
Il vestito a pois era leggermente movimentato dalla fresca aria di maggio; dal giro vita si dipanavano alcune pieghe, fedeli come ancelle, che si tuffavano nell’anello finale dell’abito, scoprendo appena le ginocchia.
La sala dei Notari, austera, illuminata dai raggi del sole che entravano timidi dalle vetrate, ci attendeva.
Esitai sulla soglia, con lo sguardo fisso sull’abito di Giovanna, testimone di nozze.
Giovanna era elegante, bella, nel suo vestito a pois, il suo bel sorriso mi tranquillizzò…
Eravamo tutti troppo uguali… per non amare le stesse cose…
  



Edy

Inserito venerdì 8 ottobre 2010


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