29/02/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Il repartino deve essere trasferito, non smembrato né duplicato
Serve una convenzione con l'Azienda ospedaliera


“A quanto pare non c'è alcuna intenzione di trasferire il servizio psichiatrico nella sua interezza. L'attuale struttura rimarrà distaccata senza una reale integrazione"

 “Trasferire le competenze della struttura nota come ‘Repartino’, che afferisce alla Asl2, all’azienda ospedaliera di Perugia avrà l’effetto di disgregare il dipartimento di salute mentale o di creare una duplicazione per motivi poco comprensibili, andando così in contrasto anche con la normativa nazionale. Non è chiaro quale sia l’obiettivo: forse creare un nuovo primariato? Sarebbe molto grave, soprattutto in tempi di ristrettezze economiche e di necessità di contenimento delle spese. Per una soluzione reale al problema della mancata integrazione del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Perugia nella rete degli ospedali è necessaria una convenzione tra la stessa Asl 2 e l’azienda ospedaliera che dovrebbe normalmente regolare sia la collocazione del repartino negli stabilimenti ospedalieri che i rapporti tra il servizio psichiatrico di diagnosi e cura e gli altri servizi ospedalieri in uno spirito di reciproca utilità ed integrazione, nell’interesse dei cittadini utenti”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, commenta la risposta che l’assessore ha dato oggi in aula all’interrogazione che lo stesso Dottorini ha presentato relativamente al mancato trasferimento del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, meglio conosciuto come ‘Repartino’, presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia.

“Sia la normativa nazionale che il Piano sanitario regionale ribadiscono che il Dipartimento di salute mentale (Dsm) è l’organismo di coordinamento ed integrazione della rete dei servizi di salute mentale (composta dai centri di salute mentale, comunità terapeutiche e centri diurni, servizi psichiatrici di diagnosi e cura) finalizzata a garantire programmi di cura e riabilitazione individualizzati, continuità terapeutica, integrazione con soggetti ed istituzioni del pubblico, del privato e della società nella sua interezza. I Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) sono dunque parte integrante della rete dei servizi della salute mentale e dei Dipartimenti di salute mentale delle Asl della nostra regione. Passare ora le competenze del Servzio psichiatrico  all’azienda ospedaliera rischia di far mancare un pezzo importante a tale rete di servizi. Serve integrazione tra servizi e non passaggio di competenze”.

“Quello che è a rischio è la tenuta del sistema, soprattutto tenendo conto del forte aumento dei disturbi psichici e dell'affievolirsi delle risposte dei servizi territoriali. In gioco c’è una reputazione che i servizi psichiatrici dell’Umbria si sono guadagnati sul campo. Per questo auspichiamo che si arrivi entro l’anno alla stipula di una convenzione in grado di garantire una reale integrazione del repartino nella struttura ospedaliera del Silvestrini”.

 

Perugia, 12 ottobre 2010



Oliviero Dottorini

Inserito mercoledì 13 ottobre 2010


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