21/02/2020
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Trasporto pubblico: sbagliato aumentare le tariffe
La regione predisponga un piano di rilancio: L'Umbria è il fanalino di coda della mobilità pubblica


Servono nuovi piani urbani, disincentivare uso dell'auto privata e più attenzione alle fasce deboli"

"E' urgente che la giunta regionale affronti in maniera complessiva e integrata la questione del trasporto pubblico locale, mettendo in campo un serio e corposo piano di rilancio. Solo portando più cittadini ad utilizzare mezzi alternativi a quelli privati si potranno sanare i bilanci delle aziende della mobilità pubblica". Lo ha dichiarato il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini.
"Rispondere agli scellerati tagli del governo sul trasporto pubblico locale aumentando il prezzo dei biglietti pagati dagli utenti è una soluzione sbagliata - ha spiegato Dottorini, commentando il recente aumento delle tariffe dei biglietti dei mezzi di trasporto pubblico operanti nel comune di Perugia -. Una scelta che avrà solamente l'effetto di allontanare ancora di più i cittadini dall'utilizzo dei mezzi pubblici incrementando così i costi per la collettività. Occorre invece che la Regione si faccia carico di avviare serie politiche integrate per un reale rilancio del trasporto pubblico. Servono nuovi piani urbani della mobilità, associati a misure di disincentivazione dell'uso dell'auto privata, e servono politiche più attente alle fasce di reddito e a particolari fasce di utenza, come ad esempio gli alunni delle scuole".
"Ancora una volta dobbiamo constatare che la mannaia del governo continua a colpire i cittadini, soprattutto quelli appartenenti alle fasce più deboli, che sono quelli che maggiormente utilizzano il trasporto pubblico locale. Come avevamo previsto, infatti, i tagli operati alle regioni stanno mettendo a serio rischio la sostenibilità economica delle aziende di trasporto locale. Un aumento delle tariffe pari al 50 per cento, in un comune, quale Perugia, in cui adesso i cittadini pagano più di quelli di altri comuni come Roma, Firenze, Napoli, Milano e Torino, rischia però di produrre l'effetto opposto a quello desiderato. Già l'Umbria detiene il poco invidiabile record del numero di auto per abitante (2 auto ogni 3 abitanti), se ora si attuano pure politiche dei prezzi che hanno l'effetto di scoraggiare l'utilizzo del mezzo pubblico, si avrà necessariamente un ulteriore incremento del trasporto privato, con il conseguente ed inevitabile aumento dei costi per la collettività in termini di infrastrutture, inquinamento, traffico congestionato e manutenzione stradale. D'altronde, gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti coprono solo una minima quota dei costi di fornitura del servizio, che per la maggior parte sono a carico della collettività. Serve quindi incentivare quanto più possibile l'utilizzo del trasporto pubblico, anche prevedendo condizioni favorevoli per alcune fasce di utenti, e contemporaneamente  disincentivare l'utilizzo del mezzo privato. Si può cominciare subito, con una politica tariffaria più equa ed efficace che ad esempio preveda un forte sconto per l'abbonamento scolastico del secondo figlio e ancor più del terzo, e così via. In questo modo la Regione Umbria potrà mostrare anche come risponde a un governo nazionale che continua a sbandierare, ma solo a parole, la 'tutela della famiglia', per poi, di fatto, tagliarle ogni servizio, a partire da quelli del trasporto pubblico".
Perugia, 16 ottobre 2010



Oliviero Dottorini

Inserito domenica 17 ottobre 2010


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Commenti

Nome: elisa
Commento: Sarei curiosa di sapere qual è la percentuale di non paganti sulla rete di mezzi pubblici a Perugia. Se la percentuale fosse alta, sarebbe più opportuno cercare di aumentare la quota di paganti piuttosto che aumentare il biglietto. Altrove lo fanno delegando al conducente il compito di controllare il biglietto e/o di richiederne l'acquisto a chi non ne sia in possesso. Mi chiedo: perché non introdurre un biglietto ridotto per corse brevi? Quando vado dalla Cupa alla zona di Fontivegge per una commissione da più di un'ora (INPS, Regione, Agenzia Entrate...) mi conviene - valutando l'aspetto economico ponderato con quello pratico - andarci in auto e pagare il parcheggio che spendere 3 euro di biglietto del bus. 3 euro son davvero una esagerazione. La gente agisce per comodità e convenienza. Io non so quanto siano comodi i mezzi a Perugia (li uso molto raramente) ma quelle poche volte che li ho usati mi sono sorbita lunghe attese alla fermata e lunghi giri sul mezzo che a volte fa percorsi poco diretti per andare da un posto all'altro. Bisogna rendere preferibile il mezzo pubblico. Ma non a discapito dell'auto. Perchéio già me la vedo la scena: colpire le auto senza introdurre un miglioramento effettivo del servizio pubblico.

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