26/02/2020
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Eurochocolate e il paese di Berlusconi
...E ogni volta mi si fa più stucchevole dover sottrarre tempo e attenzioni a questioni serie per dedicarle alle sue invenzioni

Domenica 7 novembre il patron di Eurochocolate Eugenio Guarducci, intervistato come consuetudine da Lia Sabelli Fioretti in merito alla polemica scaturita con i commercianti del centro di Perugia diceva: "...tra i tanti esponenti critici di Eurochocolate c'è sempre stato Oliviero Dottorini. Qualcuno quest'anno l'ha sentito dire qualcosa?", affermando che Dottorini non sarebbe intervenuto su Eurochocolate perchè è passato all'Italia dei Valori che a livello comunale sarebbe favorevole ad Eurochocolate (il che non ci risulta), concludendo con la frase "...La coerenza è un valore che purtroppo molti non hanno." riferita a Oliviero Dottorini.

Per la gioia di Guarducci pubblichiamo la risposta che Oliviero Dottorini ha inviato al Corriere dell'Umbria che oggi pubblica a pagina 11.

 

 

Eurochocolate e il paese di Berlusconi

di Oliviero Dottorini

 

Vorrei tranquillizzare Guarducci: la mia idea su Eurochocolate non è cambiata. Lui se ne preoccupa in una delle sue ultime interviste (Corriere dell'Umbria del 7 novembre) e così voglio rassicurarlo. Se non ho avuto modo di manifestare le mie consuete perplessità è stato solo per questioni di priorità con altri impegni e per il fatto che mi è sembrato di poter sottoscrivere appieno le pesanti critiche che gli hanno rivolto i commercianti del centro storico e varie associazioni culturali cittadine. Tuttavia capisco che per chi è abituato a concentrarsi sul proprio ombelico possa essere avvertita come un'imperdonabile scortesia la mia di-strazione dal ribadire cosa penso della sua creatura.

Così lo accontento, se non altro per dargli l'opportunità di rilasciare qualche altra intervista di risposta. Ho sempre considerato molte delle idee di Guarducci discutibili, un po' provinciali e a volte pacchiane. Non solo quelle realizzate (i bagni nel cioccolato, i simboli fallici giganti su statue e campanili) ma anche quelle soltanto concepite dalla sua brillante inventiva. Ricordo, ad esempio, quella che prevedeva l'installazione sul Pian Grande di Castelluccio di un'enorme insegna riportante la scritta ”Hollyfood" (capito il doppio senso?). Durò giusto il tempo di occupare le pagine dei quotidiani locali per qualche giorno. Ma intanto lui il suo pensiero ce lo fece conoscere. Perugia è una città tollerante, abituata a digerire tutto, compreso Eurochocolate. Non è questo il punto. Caso mai siamo noi - cittadini, politici, società civile - a doverci domandare come sia stato possibile trasformare un imprenditore di successo in un dispensatore di idee e suggerimenti per il futuro dell'Umbria e del suo capoluogo.

Come sia stato possibile appaltare una città intera per un paio di settimane all'anno agli interessi (legittimi) di un privato cittadino. Ma siamo nel paese di Berlusconi, niente riuscirà più a stupirci. Da parte mia posso solo sottoscrivere le parole di Massarelli e Tenca che, con le ragioni del buon senso, hanno tentato di far comprendere come sia inopportuno trasformare la Fontana Maggiore nel ripieno di un cioccolatino ancora più grande e di usare un po' più di misura nel dispiegamento degli stand.

Detto questo, credo di aver soddisfatto, come da tradizione, le aspettative di Guarducci e di aver espresso la mia consueta opinione su Eurochocolate. Gli chiederei di stamparla e conservarla per l'anno prossimo, visto che - a meno di mutamenti che non ardisco immaginare - non dovrebbe mutare di molto. E ogni volta mi si fa più stucchevole dover sottrarre tempo e attenzioni a questioni serie per dedicarle alle sue invenzioni.




Oliviero Dottorini

Inserito martedì 9 novembre 2010


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