10/04/2020
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Umbra acque si sdoppia?
La Giunta regionale smentisca voci di operazioni con ricadute pesanti sull'utenza

“Quanto c’è di vero nelle indiscrezioni che vedrebbero la società in procinto di creare una Srl distinta dalla Spa? Quali sono le finalità?”

“Ci piacerebbe sapere se risponde al vero la notizia che vedrebbe Umbra acque in procinto di creare un’altra società a intero capitale privato, alla quale affidare la gestione dei servizi, lasciando alla Spa la gestione del patrimonio pubblico, quali le reti idriche. E’ evidente a tutti che se questa novità trovasse fondamento, ci troveremmo di fronte a un’operazione ad altissimo rischio di ricadute negative sugli utenti e sulla gestione di un bene comune come l’acqua che deve essere tenuto il più lontano possibile da speculazioni e tentativi di privatizzazione. Sarà opportuno che la giunta regionale riferisca su quanto c’è di vero in questa che per ora non è che un’indiscrezione. Nel caso sarà interessante comprendere anche le finalità per cui è stata concepita un’operazione del genere”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia la presentazione di un’interrogazione alla giunta regionale per chiedere conto delle novità negli assetti societari di Umbra acque Spa.

“Se ci fosse veramente l’intenzione di creare una Srl a cui affidare i servizi, lasciando alla gestione pubblica solo le reti e le infrastrutture, il messaggio sarebbe chiaro: si tenterebbe di aggravare il pubblico a vantaggio dei soggetti privati che verrebbero liberati della parte notoriamente più gravosa del servizio idrico. Facile immaginare le ripercussioni sulle bollette delle famiglie, in una situazione che già vede ad esempio Perugia posizionarsi ai vertici nazionali quanto alle tariffe sull’acqua, secondo i dati dell’Osservatorio «Prezzi e Mercati» di Indis relativi al 2009. Ora giunge la notizia, che confidiamo possa essere smentita o motivata in maniera trasparente, del tentativo di Umbria acque di sdoppiare la società, distinguendo la gestione della rete infrastrutturale da quella del servizio, lasciando alle amministrazioni pubbliche solo la parte più gravosa del servizio. Ci piacerebbe conoscere anche l’opinione dei comuni interessati, magari prima che i cittadini si trovino di fronte al fatto compiuto”.

Perugia, 16 novembre 2010?



Oliviero Dottorini

Inserito mercoledì 17 novembre 2010


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