11/04/2021
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Risposta all'A.d. di Gesenu sull'inceneritore e la salute
L'utilizzazione di filtri e la messa a norma per le diossine non costituisce in realtà alcuna protezione efficace contro le migliaia di sostanze cancerogene, mutagene e tossiche - con due documenti di Associazioni di medici

Gentile Dottor Noto La Diega,

     sono un  medico, Giovanni Vantaggi, coordinatore di Isde-Italia per l’Umbria, non abbiamo il piacere di conoscerci, nonostante da oltre cinque anni sia in Umbria, che in altre parti d’Italia, tratti la problematica dell’incenerimento e del coincerimento ed il loro rapporto con ambiente e salute, in convegni e conferenze  (per questo stesso motivo martedi 23 sarò in provincia di Modena ed il 15 dicembre a Verona). Le scrivo questa lettera aperta perché mi è molto dispiaciuto e amareggiato leggere sui giornali alcune sue affermazioni riguardo alla necessità di costruire l’inceneritore per Perugia e provincia; in particolare questa : <>.  Pensi seriamente a questa sua affermazione, perché  PURTROPPO per lei e soprattutto per noi, le prove che gli inceneritori (compreso quello di Brescia, a proposito si è chiesto perchè la raccolta differenziata a Brescia è a meno del 25%?) siano industrie insalubri di classe I, non lo dico io ma il DECRETO MINISTERIALE 5 settembre 1994: Elenco delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie (GG.UU. 20 settembre 1994, n. 220, suppl. ord. e 10 dicembre 1994, n. 288, suppl. ord.). Fra le 28 elencate nella prima classe ci sono gli inceneritori e le centrali termoelettriche; testualmente: ”la prima classe comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni”.  Penserà come me, credo, che il termine INSALUBRE per definire gli inceneritori non sia stata usata a caso! Lei cita Brescia, in allegato le metto la tabella della diossina che è stata misurata dalla stessa ASL (Dr. Celestino Panizza medico del Lavoro ASL di Brescia) al camino e nel piazzale dell’inceneritore. 
Come sa, la Diossina, senza considerare atri prodotti della combustione e i metalli pesanti, è considerata un cancerogeno di classe 1 dalla IARC (International Agency for Research on Cancer).
Infine,  le allego quanto affermato da una delle massime autorità in campo oncologico, che ho avuto l'onore di conoscere personalmente al congresso internazionale che si è tenuto ad Arezzo il 19 e 20 us, il Prof. Dominique Belpomme,  presidente dell'Artac - Association pour la Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse  (Paris, 5 novembre 2009). Ecco alcuni stralci “L'incenerimento, un vero scandalo sanitario. L'inceneritore Isséane d'Issy-les-Moulineaux, situato nella prima periferia di Parigi, costituisce un vero scandalo sanitario. Deve essere preso come esempio di ciò che non si deve fare e su questo tema i nostri amici italiani non devono fare lo stesso errore. […]. Ogni inceneritore va immaginato come un brulotto [ndr Galleggiante carico di esplosivo destinato a far esplodere o incendiare le navi nemiche] gigante che emette numerose polveri, in particolare polveri fini (PM<2.5) e ultra fini estremamente tossiche e, in più, veicolanti migliaia di sostanze chimiche presenti nei fumi e nelle ceneri. Da leggere a questo proposito il rapporto "Statement of Evidence Particulate emissión and Health. Proposed Ringaskiddy waste-to energy facility" di giugno 2009 del Professor C. Vyvyan Howard… 
L'utilizzazione di filtri e la messa a norma per le diossine non costituisce in realtà alcuna protezione efficace contro le migliaia di sostanze CMR (cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione) che emettono gli inceneritori […]. Questo spiega il rischio di cancro, di leucemie, di malformazioni congenite e di disturbi della riproduzione in prossimità e anche a distanza dagli inceneritori.
L'incenerimento è inoltre un metodo assurdo sul piano ambientale perché aumenta l'effetto serra liberando vapore acqueo e anidride carbonica. Inoltre, sul piano socioeconomico, il costo del trattamento dei rifiuti è molto più elevato rispetto ai metodi alternativi.[…]  L'incenerimento è dunque diventato oggi una totale assurdità, sul piano sanitario, ambientale e socioeconomico e, infine, un vero scandalo.
http://differenziati.wordpress.com/2009/11/12/300/

     Cordiali saluti                                                    
   Giovanni Vantaggi, coordinatore per l’Umbria Isde-Italia

N.d.R.: A titolo di documentazione, aggiungiamo due documenti: il primo è un documento dell'Associazione dei Medici di famiglia, già pubblicato su questo sito:

http://www.latramontanaperugia.it/articolo.asp?id=2612
Il medico di famiglia e gli inceneritori
L'incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l'ambiente e per la salute umana

“ Gli inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente alla immissione nell'ambiente di polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle note polveri PM10. L'incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l'ambiente e per la salute umana. Gli inceneritori producono ceneri (sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in discariche speciali) e immettono nell'atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti , contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5) costituite da nanoparticelle di metalli pesanti , idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine, estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi.
Queste "nanopolveri", sfuggendo ai filtri dell'inceneritore, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare. Inoltre a fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo dai ricercatori (diossine, furani, metalli pesanti) gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l'impatto sulla salute umana, così come risultano non ancora indagati gli effetti della combinazione di vari inquinanti.
Ogni processo di combustione produce particolato . Se è vero che la natura è produttrice di queste polveri (vulcani), è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova in atmosfera.
È l'uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine: più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano.
Si tratta di particelle inorganiche, non biodegradabili né biocompatibili . La combustione trasforma anche i rifiuti innocui, come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi, sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.
Perciò è opportuno che si incentivi una politica della produzione, raccolta differenziata , riciclaggio, recupero dei rifiuti. Le micro e nanoparticelle, prodotte in qualsiasi modo, una volta entrate nell'organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie.
Le forme patologiche più comuni sono le neoplasie , ma ci sono anche malformazioni fetali , malattie infiammatorie allergiche e perfino neurologiche.
L'incenerimento dei rifiuti è inoltre il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e tutti gli italiani, a loro insaputa, pagano generosi incentivi a suo sostegno.

Il 7% dell'importo della bolletta elettrica che pagano è infatti devoluto, sotto forma di sussidi, anche alla costruzione degli inceneritori: basta prendere una fattura dell'ENEL per leggere, sul retro, nella parte delle varie voci e costi: "Componente A3 - Costruzione impianti fonti rinnovabili". La somma che compare a fianco viene devoluta ai gestori di inceneritori di rifiuti perché, la legge italiana assimila alle varie fonti energetiche rinnovabili non fossili, quali l'eolica ed il solare, quella ricavata dall'incenerimento di ogni tipologia di rifiuti urbani ed industriali.
Oltre a questa fetta di incentivi prelevati dalle tasche degli utenti, i gestori degli inceneritori ricevono, da parte dello Stato, altri sussidi.
L'Italia è quindi l'unico Stato europeo che finanzia l'incenerimento dei rifiuti .
Tutti gli altri Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Germania)impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l'incenerimento dei rifiuti”.

Dal Notiziario FIMMG - Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, maggio 2006

Il secondo documento è stato pubblicato dall'Isde Italia ed è leggibile sul sito

http://www.nanodiagnostics.it/Caso.aspx?ID=13
Caso: INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

L’Associazione dei Medici Per l'Ambiente (ISDE Italia) è fortemente  preoccupata in merito all’ incremento dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) tramite incenerimento, che si sta proponendo nel nostro paese, sia con la costruzione di nuovi impianti, sia con l’ ampliamento di quelli esistenti.

Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi tutto, una seria politica delle “R” come  Razionalizzazione, Riduzione della produzione, Raccolta differenziata, Riciclaggio, Riuso, Riparazione, Recupero.

Solo dopo aver attuato tutti i punti precedenti, si potrà eventualmente  valutare correttamente la migliore tecnica impiantistica per lo smaltimento della frazione residua scelta tra i sistemi che garantiscono meglio salute umana ed ambiente (pensare al trattamento con recupero energetico dell’'esigua frazione residua). Solo con questa politica, oltre a ridurre i costi economici, si possono ottenere impatti ambientali e sanitari inferiori a quelli prodotti dagli inceneritori e dalle discariche.

L' incenerimento degli RSU è, fra tutte le tecnologie, la meno rispettosa dell' ambiente e della salute. E’  inevitabile la produzione di ceneri (che rappresentano circa 1/3 in peso dei rifiuti in ingresso e devono essere smaltite in discariche speciali) e l'immissione sistematica e continua nell’atmosfera (di milioni di m3) di fumi, polveri grossolane (PM10) e fini (PM2.5 , ovvero con diametri inferiori a 2.5 micron) costituite da nanoparticelle di sostanze chimiche (metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine e furani, ecc.) estremamente pericolose, perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi.

La combustione trasforma infatti anche i rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e ceneri residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.

Per noi, Medici per l’Ambiente, è prioritario pensare agli effetti sugli esseri umani più fragili, perché già malati, o più suscettibili come bambini, donne in gravidanza, anziani. Il rischio non è solo riferibile ad una maggiore incidenza di tumori (già segnalata), ma anche ad altre problematiche quali: incremento dei ricoveri e della mortalità per cause respiratorie e cardiocircolatorie, alterazioni endocrine, immunitarie e neurologiche.

Si ribadisce che in problematiche così importanti e complesse  devono sempre essere privilegiate le scelte che si ispirano al principio di “precauzione”, alla tutela e salvaguardia dell'ambiente, consci che la nostra salute e quella delle future generazioni  è  ad esso indissolubilmente legata  come le drammatiche esperienze su amianto, benzene, piombo e polveri fini dovrebbero averci insegnato).

L’Associazione Medici per l’Ambiente chiede che:

1. Venga istituita immediatamente una moratoria sui progetti di termodistruzione (o termovalorizzazione) in corso;
2. Venga incentivata economicamente la politica delle “R”;
3. A cura delle Autorità competenti, vi sia una efficiente ed efficace azione di verifica e controllo, in continuo, dei possibili inquinanti (al camino, aria, terra e falde acquifere) per gli impianti già in funzione e che questi controlli siano simultaneamente affiancate da rigorosi monitoraggi sanitari delle popolazioni già potenzialmente esposte;
4. Siano istituzionalizzati i Garanti delle popolazioni che dovranno conoscere in tempo reale i risultati delle campagne ambientali, sanitarie e l’andamento delle misurazioni di tutte le possibili emissioni causate dal sistema di smaltimento operante, al fine di proporre tempestive soluzioni.

TUTTI    GLI    UOMINI    SONO   RESPONSABILI    DELL’ AMBIENTE,
 I    MEDICI   LO   SONO   DOPPIAMENTE!

Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia (www.isde.it) affiliato a International Society of Doctors for the Environment




Inserito mercoledì 24 novembre 2010


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