29/02/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Rocca S. Angelo: non vogliamo diventare una cava!
La nuova destinazione non ha alcuna giustificazione sotto profili culturali, paesaggistici, urbanistici e storico-architettonici

Circa 60 cittadini della zona di Rocca S. Angelo ( cioè buona parte dei
locali abitanti) hanno presentato, nei regolari tempi previsti dalla
normativa, una osservazione al Piano Regolatore di Assisi recentemente adottato dal consiglio comunale.
Nell'allegato spieghiamo le motivazioni dell'osservazione, che abbiamo
sintetizzato, pronti però anche a fornire, se richiesta, l'osservazione per intero.
Facciamo presente inoltre che questi cittadini si sono uniti in un
costituendo "Comitato per la Tutela dell’area dei castelli e delle
Case coloniche nella valle del Chiascio" e quanto prima organizzemo
una pubblica assemblea per spiegare a tutta la popolazione le ragioni
dell'opposizione presentata.

Per il Comitato
Luigino Ciotti

Alcuni cittadini proprietari e residenti nel comune di Assisi, in Loc.
Rocca S.Angelo, espongono le loro perplessità nei riguardi del nuovo PRG adottato con delibera del C.C. n. 96 del 22.07.2010
e in particolare di un’area agricola di pregio paesaggistico e
ambientale, che inspiegabilmente è stata trasformata in area edificabile, con molteplici destinazioni possibili tra cui anche quella ESTRATTIVA.
I suddetti cittadini sono mossi da un forte interesse per la TUTELA
dell’ambiente in cui vivono e delle caratteristiche morfologiche del territorio.
Tale trasformazione da area agricola ad area edificabile appare priva
di qualsiasi giustificazione sotto il profilo dell’interesse pubblico urbanistico e ambientale, oltre che in VIOLAZIONE DELLA
NORMATIVA REGIONALE DI SETTORE.
Si può anche affermare che nella bozza di PRG presentata nel gennaio
2008 al comune dall’urbanista all’epoca incaricato, illustre Prof. Veneziano, l’area interessata era confermata come zona agricola, mentre i nuovi progettisti di PRG, subentrati al precedente, hanno presentato una nuova bozza nella quale appare la stessa area con le ambigue destinazioni sopra indicate.
Ciò che preoccupa fortemente gli abitanti di Rocca S. Angelo e che li
sta spingendo a costituire un comitato sono due fatti accertati:
- I proprietari della cava limitrofa hanno acquistato il terreno interessato ed hanno ottenuto il rinnovo della concessione estrattiva dalla Provincia per ulteriori dieci anni.
- L’area interessata potrà essere utilizzata anche come ampliamento
della cava esistente.
Salvo che il comune in sede di approvazione definitiva non escluda
espressamente una tale destinazione correggendo quella attuale, ciò che si legge nelle tavole esecutive e sulle NTA.
La nuova destinazione non ha alcuna giustificazione sotto profili
culturali, paesaggistici, urbanistici e storico-architettonici di pubblico interesse.
Inoltre non dobbiamo dimenticare che tale area è inclusa tra le AREE
di MASSIMO RISPETTO AMBIENTALE DELL’UNESCO e non a caso nella rivista “URBANISTICA” del 24-25 Settembre 1958, pubblicata da Giovanni Astengo in relazione al Piano di Assisi, l’area è menzionata per la vocazione agricola e per la tutela dei manufatti storici (CASTELLI E
CASE COLONICHE).
L’unica spiegazione ipotizzabile è che si tratti di una scelta destinata a SODDISFARE INTERESSI ESCLUSIVAMENTE PRIVATI, una scelta quindi gravemente ILLEGITTIMA.
I cittadini sono convinti che il solo modo per restituire chiarezza e
trasparenza all’operato dell’amministrazione comunale sia quella di restituire all’area interessata la preesistente destinazione agricola.
Altrimenti il comitato si riserva di promuovere tutte le azioni utili
e necessarie a TUTELA DEL TERRITORIO che appartiene alla loro città, avanti alle autorità giudiziarie e amministrative competenti.

Il costituendo Comitato per la Tutela dell’area dei castelli e delle
Case coloniche nella valle del Chiascio

  Al
 Sindaco del Comune di Assisi 
  P.zza Caduti di Nasseria
 06081 - Assisi

                                   e  p.c. 

Alla Regione dell'Umbria
 Corso Vannucci, 96,  06121 - Perugia

 Alla  Provincia di Perugia
 Piazza Italia, 11,  06121 - Perugia

OSSERVAZIONE

al Piano Regolatore Generale, Parte Strutturale, adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 96 in data 22/07/2010, pubblicata sul B.U.R. dell'Umbria in data 31/08/2010.


***********


I sottoscritti                                   C.F.                             firma

.....................................   …………………………………   …………………………….

sono cittadini proprietari e residenti nel comune di Assisi, in loc. Rocca S. Angelo, in quanto portatori di interesse alla tutela dell'ambiente paesistico e delle caratteristiche morfologiche del territorio, espongono quanto segue.
   1. Nella tavola parte strutturale (ep.02.a) e nella scheda allegata alle NTA del PRG adottato per Torchiagina risulta classificata una zona Af.03 , immediatamente al di là del corso d'acqua, risulta introdotta una nuova zona Af.04. In precedenza quest'ultima area era classificata nel PRG in zona agricola E1, quale area di elevata sensibilità visuale e individuata come emergenza del sistema del paesaggio.
La scheda d'ambito monofunzionale Af.04 classifica l'area nei sistemi funzionali e ambiti di salvaguardia con una superficie di mq. 57.813 per ambiti di nuovo impianto destinati anche a servizi privati.
Si tratta pertanto di un'area edificabile anche ad iniziativa privata.
E' singolare che nella tavola ep.02.a con colore verde e con la stessa destinazione sia indicata sia la zona Af.04 che la zona di cava Af.03.
Tale ambiguità in sostanza equipara le due aree destinandole a nuovi impianti anche di servizi privati, nei quali potrebbe anche intendersi una comune destinazione a cava.
Le NTA accrescono, se possibile, la confusione, in quanto non distinguono negli ambiti monofunzionali tra le varie zone Af.
Risulta comunque evidente che:
- un'area agricola di pregio  paesistico e ambientale è stata trasformata in area edificabile;
- la destinazione Af.04 non esclude alcuna destinazione, anche incompatibile con i caratteri ambientali, come quella di cava.
   2. L'operazione appare quindi priva di qualsiasi giustificazione sotto il profilo dell'interesse pubblico urbanistico e ambientale, oltre che in violazione della normativa regionale di settore.
Qualsiasi perimetrazione di nuovi insediamenti, siano essi ampliamenti degli ambiti urbani (macroaree) o ambiti monofunzionali, oggetto di nuova progettazione o frutto del meccanismo di perequazione, va individuata in continuità con l'edificato esistente o con l'edificato di progetto previsto dalla strumentazione vigente con attenzione alle zone già urbanizzate (ex L.R.27/2000 Art.30 comma 5 lett.c; L.R.17/2008 Art.8 comma 3 lett.a; L.R.11/2005 Art.3 comma 3 lett.g,l ). L'ambito monofunzionale Af.04 di nuova pianificazione introdotto dal nuovo PRG Parte Strutturale, oggetto della osservazione, é individuato in zona agricola (PRG vigente), con nessuna continuità con le aree urbane esistenti, in zona priva di urbanizzazione primaria e secondaria e quindi in evidente contraddizione con la normativa regionale vigente in materia sopra citata.
Vi sono inoltre circostanze che consentono di escludere che alla radice della scelta vi siano valutazioni riferibili a tali tipologie di interesse.
Infatti nella bozza di PRG presentata al Comune dall'urbanista all'epoca incaricato il 16.1.2008 l'area Af.03 era destinata a riconversione, da cava a zona per lo sport e il tempo libero, mentre l'attuale area Af.04 era confermata in zona agricola.
Se non ché risulta che il 24.4.2008 i proprietari della cava (area Af.03) hanno acquistato il terreno negli esatti limiti dell'attuale area Af.04.
I nuovi progettisti di PRG, subentrati al precedente, hanno poi presentato una nuova bozza nella quale appare la nuova area Af.04 con le ambigue destinazioni sopra indicate.
Frattanto, i proprietari della cava in area Af.03 hanno ottenuto il rinnovo della concessione estrattiva dalla Provincia per ulteriori 10 anni.
In conclusione:
- la cava in area Af.03 resterà attiva;
- l'area Af.04 potrà essere utilizzata anche come ampliamento della cava esistente, salvo che il Comune in sede di approvazione definitiva non escluda espressamente una tale destinazione correggendo quella attuale, confusa ed equivoca, che si legge sulla scheda e sulle NTA.
   3. Non è ipotizzabile alcun motivo ricollegabile ad un interesse pubblico urbanistico e ambientale che giustifichi la modifica della destinazione dell'attuale area Af.04.
Infatti:
- tale area è inclusa nelle zone con vincolo paesistico nei piani territoriali esistenti (PUT e PTCP);
- è inclusa tra le aree di massimo rispetto ambientale dell'UNESCO;
- era stata valutata dai primi progettisti del PRG come area di elevata sensibilità visuale e come emergenza nel sistema paesaggistico;
- nel progetto di Piano Paesaggistico Regionale pubblicato sul sito regionale è inclusa tra le aree protette per notevole interesse pubblico, per le risorse storico-culturali, come area dei Castelli di media collina e di particolare interesse agricolo.
Non a caso nella rivista "Urbanistica" del 24-25 settembre 1958, pubblicata da Giovanni Astengo, in relazione al Piano di Assisi l'area è menzionata per la vocazione agricola e per la tutela dei manufatti storici (castelli e case coloniche).
Quindi la destinazione in area Af.04 è palesemente in contrasto con un riconosciuto pregio ambientale e paesistico e contrasta con le prescrizioni di strumenti urbanistici sovraordinati. Le violazioni sono macroscopiche.
   4. Le conclusioni da quanto è esposto appaiono evidenti.
La nuova destinazione non ha alcuna giustificazione sotto profili culturali, urbanistici, paesaggistici e storico-architettonici di pubblico interesse.
E' una cosiddetta "variante francobollo" priva di qualunque connessione con i criteri generali di pianificazione del territorio comunale.
L'unica spiegazione ipotizzabile in base agli atti richiamati è che si tratti di una scelta destinata a soddisfare interessi esclusivamente privati.
Una scelta quindi gravemente illegittima.
Il solo modo per ripristinare una corretta considerazione delle esigenze del territorio e mantenere la preesistente tutela di beni pubblici è quello di cancellare l'area Af.04 e di restituire alla stessa la preesistente destinazione agricola.
E' anche il modo per restituire chiarezza e trasparenza all'operato dell'amministrazione comunale.
I sottoscritti, pertanto, chiedono l'accoglimento della presente osservazione.
Si riservano, in difetto, di promuovere tutte le azioni utili e necessarie a tutela del territorio che appartiene alla loro città, avanti alle autorità giudiziarie e amministrative competenti.

Assisi, 29/10/2010


Il costituendo Comitato per la Tutela dell’Area dei Castelli e delle Case Coloniche nella Valle del Chiascio




Inserito mercoledì 1 dicembre 2010


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