07/04/2020
direttore Renzo Zuccherini

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“La scuola siamo noi”: Lettera ai genitori
Invito alla manifestazione Piazza della Repubblica 10 dicembre 2010

ore 16.00

Il riordino della scuola pubblica, dalla primaria alle superiori, è stato presentato come “riforma epocale”, ma l’unica vera motivazione che ha guidato l’operazione è stata quella  di sottrarre alla scuola pubblica 8 miliardi di euro in 3 anni.

Comprendiamo la necessità di razionalizzare le risorse in momenti di crisi economica ormai evidente, ma non si può tagliare senza criteri, senza salvaguardare i modelli pedagogici, le sperimentazioni migliori e in controtendenza con le direttive europee, pena l’esclusione del nostro Paese e dei nostri giovani dai livelli competitivi delle altre Nazioni nel campo della conoscenza e dello sviluppo. 
Le conseguenze di questa operazione sono pesanti. La crescita del numero degli alunni, che nelle prime classi può arrivare fino a 31, rende precaria la sicurezza e arreca grave danno all'efficacia dell'attività didattica; la cancellazione dei corsi sperimentali dequalifica e impoverisce l'offerta formativa, il taglio delle risorse per il funzionamento della scuola e, in particolare, per le attività di sostegno e recupero, priva gli alunni più deboli dei necessari interventi personalizzati, il taglio dei fondi per le supplenze riduce la disponibilità di personale per le sostituzioni e produce, dunque, una diminuzione del numero di ore e di giorni di lezione effettiva per gli studenti.
Finanziamenti insufficienti permettono agli istituti scolastici di funzionare solo grazie al contributo volontario versato al momento delle iscrizioni dalle famiglie che sono chiamate anche a pagare i corsi di informatica, inglese, arte, diritto o altre discipline che prima venivano offerte dalla scuola pubblica.
È a rischio la funzione stessa della “scuola pubblica” per tutti, così come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi, a vantaggio di una scuola privata per chi potrà permettersela. Anche l’Università sta correndo lo stesso pericolo  per cui condividiamo le ragioni della contestazione contro la riforma.
La nostra protesta è nata spontanea tra i docenti anche per ragioni sindacali (il taglio dei posti di lavoro, il mancato rinnovo del contratto collettivo, la soppressione della diaria per i viaggi d’istruzione, il blocco degli scatti di anzianità) ma l’obiettivo della protesta  è rendere coscienti i cittadini delle difficoltà in cui versa l’istruzione e del rischio di un forte abbassamento della  qualità della scuola pubblica.
Gli studenti eletti nei Consigli di Istituto di molte scuole superiori condividono la protesta, appoggiata anche da tutti i sindacati della scuola, e insieme chiediamo ai genitori e ai cittadini di partecipare all’iniziativa organizzata per il 10 dicembre  a Perugia, in Piazza della Repubblica alle 16.00 in difesa della scuola pubblica.



Coordinamento docenti scuola pubblica

Inserito venerdì 3 dicembre 2010


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