29/05/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Preoccupazioni giustificate per lo sdoppiamento di Umbra Acque
Come mai la giunta non risponde alla nostra interrogazione? Operazioni di ingegneria finanziaria rischiano solo di far lievitare i costi a danno dei cittadini


“La lettera delle forze sindacali inviata ai sindaci soci di Umbra Acque conferma le nostre preoccupazioni: il management aziendale dell’azienda sarebbe in procinto di sdoppiare la società pubblico-privata che gestisce la rete idrica di 38 comuni umbri. E' evidente a tutti che se questa ipotesi trovasse fondamento, ci troveremmo di fronte a un'operazione ad altissimo rischio di ricadute negative sugli utenti, sui lavoratori e sulla gestione di un bene comune come l'acqua che deve essere tenuto il più lontano possibile da speculazioni e tentativi di privatizzazione”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna sulla notizia di un possibile sdoppiamento di Umbra Acque Spa.
“Evidentemente non erano così campate in aria le ipotesi, goffamente smentite da Umbra Acque, che abbiamo avanzato attraverso una nostra interrogazione consiliare che ancora non ha trovato risposta. Se l’intenzione fosse quella di creare una Srl a cui affidare i servizi, lasciando alla gestione pubblica solo le reti e le infrastrutture, il messaggio sarebbe chiaro: si tenterebbe di aggravare il pubblico a vantaggio dei soggetti privati che verrebbero liberati della parte economicamente più gravosa del servizio idrico. La modifica degli assetti societari e l'esternalizzazione di attività che costituiscono l’asse portante dell’azienda fanno pensare a soluzioni rischiose e volutamente non partecipate. Riteniamo invece che una decisione del genere debba prevedere un percorso condiviso con tutti i soggetti interessati, dai lavoratori dell’azienda alle istituzioni, dai comuni soci fino ai cittadini che sono la parte più coinvolta in questa rischiosa operazione. Sono loro infatti a pagare, in bolletta, il conto finale di un possibile sdoppiamento della rete idrica - notoriamente la parte più gravosa da gestire - dai servizi, la parte più redditizia e ambita dai privati. Noi riteniamo di doverci schierare al fianco dei cittadini e dei lavoratori, per tutelare un bene primario e prezioso come l’acqua ed evitare inutili operazioni di ingegneria finanziaria volte a soddisfare solo i soci privati a scapito dei cittadini”.

Perugia, 6 dicembre 2010
 




Inserito lunedì 6 dicembre 2010


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