23/01/2021
direttore Renzo Zuccherini

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Prevenzione primaria e secondaria

Prevenire è meglio che curare: questo è lo slogan che dovremmo imparare a mettere in pratica per attuare la prevenzione primaria e non solo quella secondaria.
Prevenzione primaria vuol dire intervenire prima che l’organismo si ammali. Per attuarla bisogna mettere in pratica piccoli e significativi cambiamenti che richiedono tanta buona volontà ma che possono comportare nel tempo grandi vantaggi. Una vita frenetica e stressante, ad esempio, magari associata ad un’alimentazione a base di prodotti industriali, non sono di certo in grado di assicurare il benessere.
Sicuramente di prevenzione primaria si parla nel chiuso dei convegni ma   poco trapela attraverso i mezzi d'informazione che invece continuano a dare cattivi esempi di stili di vita e martellanti pubblicità di alimenti spazzatura. Tutto è affidato alla nostra libertà di scelta, alla capacità di trovare da soli informazioni, di ragionare con la nostra testa e non seguire i comportamenti di massa.
La prevenzione secondaria attuata dalla Medicina convenzionale, consiste nell’accertare, mediante esami fisici e chimici, una malattia già impiantata,  che produce o no dei sintomi, e di curarla successivamente con farmaci sintomatici. Essa si occupa anche di diagnosi precoce predisponendo sistemi di screening di massa (pap test, colonscopia, mammografia, ecc.).
In questo caso si interviene in due modi: la prima per diagnosticare con radiografie, ecografie, endoscopie, biopsie, ecc. e la seconda per eliminare i sintomi per mezzo di farmaci, interventi chirurgici, chemioterapie, ecc.
Spesso intervenendo con il farmaco si rischia anche la possibile comparsa di patologie conseguenziali alle cure, come vengono oggi definite le cosiddette (malattie iatrogene). Un intervento troppo drastico sicuramente impedirà la reazione naturale  di autoguarigione dell’organismo.
Le malattie iatrogene (iatria = arte medica) sono quelle che si manifestano a causa degli effetti collaterali dei farmaci. In pratica il futuro medico studia anche come curare le malattie che alcuni farmaci potrebbero causare.
Sicuramente la migliore prevenzione è quella di vivere in armonia con noi stessi e con la natura, nutrirci correttamente e adottare un nuovo stile di vita. Purtroppo la società ci impone ritmi insostenibili che non permettono di applicare queste ‘semplici’ regole. 
I nostri avi avevano una buona vitalità psicofisica  perché facevano coincidere i loro ritmi vitali con quelli naturali, si nutrivano di cibo semplice e passavano gran parte delle loro giornate all’aperto assorbendo le energie cosmiche e telluriche. Oggi trascorriamo le nostre giornate chiusi tra mura di cemento che talvolta sprigionano radon, circondati e penetrati da una marea di radiazioni elettromagnetiche e ioni positivi, respirando aldeide formica, con l’illusione di essere protetti dall’inquinamento ambientale esterno!
Non dico che bisogna tornare a vivere nelle caverne, ma di prendere coscienza che modificando lo stile di vita si possono ottenere risultati inimmaginabili sia a livello fisico che psichico.
È auspicabile il ritorno ad una vita in campagna lontani dal traffico, dallo smog e da tutte le ‘diavolerie’ prodotte dalla società consumistica: un posto dove vivere e nutrirsi dei doni della natura, capirne i bisogni e imparare a rispettarla, un posto dove poter meditare, ascoltare la voce interiore e recepire i messaggi.
Vi confesso che è proprio questo il sogno che per anni ho perseguito e finalmente realizzato. 


4 – La malattia e la condizione umana

Per i cultori della Medicina olistica, la malattia non è solo legata al corpo fisico ma anche alla psiche e all’anima, quindi si inquadra bene in un’ottica di visione globale dell’uomo.
Alcune scuole, in particolare quella Teosofica, affermano che la malattia potrebbe essere legata anche al karma per cui, tramite essa, si esprime la forza rigeneratrice cosmica per la crescita e l’evoluzione spirituale dell’individuo.
Un simile approccio porta a cambiare il punto di vista abituale sulla malattia e a considerare anche una parte di noi, l’anima, per troppo tempo dimenticata. Essa ha una sua storia, un passato e un divenire, è energia pura, eterea, che avvolge e compenetra tutto il corpo fisico e gli dà vita. L'anima prima di incarnarsi in un corpo fisico era parte integrante dell’anima universale, come una delle tante cellule del corpo. E come tale ha partecipato ed è vissuta nel tutto, ne ha esperienza, ne porta le tracce e conserva parte di quell’energia cosmica divina nella quale era immersa. Tracce di questa energia si possono, a volte, scorgere nei momenti di vera e intensa partecipazione emotiva che spingono a compiere delle opere più grandi di noi, come quelle fatte da laici e santi in ogni tempo: basti pensare a Ghandi, madre Teresa di Calcutta, San Francesco, ecc. Questa sottile energia spirituale è quella che ci porta a provare amore verso gli altri, al pensiero positivo e ad accettare, consapevolmente, tutto quello che ci circonda.
A volte la manifestazione di questa energia viene disturbata e quindi attenuata dalle influenze negative di alcuni ambienti o di alcune persone e dal fatto che si dà molta importanza alle cose futili e materiali che ci ingabbiano, impedendoci una giusta visione della vita. Anche le notizie radiotelevisive e dei giornali, non fanno altro che mettere in evidenza quanto di più negativo e devastante succede nel mondo, forse per abituarci a queste cose, visto che gli interessi del potere mondiale, secondo David Icke, vanno in questa direzione1.

Ma nonostante tutto sono sicuro che l’uomo, poiché ha in sè l’essenza divina del Creatore, riuscirà a liberarsi dagli schemi mentali rigidi e dai condizionamenti sociali e culturali che ostacolano la libera espressione dell’amore ed iniziare così un nuovo percorso di crescita. 

Gli uomini di un tempo avevano una maggiore consapevolezza e quindi rispetto per la natura, per i suoi elementi e per gli animali, vivevano nel vero benessere psicofisico, proprio come Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden. Poi nel corso dei tempi, le cose sono cambiate: le energie negative si sono lentamente insinuate nell’uomo e all’amore si è contrapposta la violenza ed l’odio. Viviamo in un mondo bipolare  fatto di opposti, dove al bene si contrappone il male, al bello il brutto, ecc. e spesso ci sentiamo attratti e viviamo negli opposti e non nell’equilibrio e nell’unità. Questo crea disarmonia e quindi malessere.
Noi siamo gli artefici del futuro e tutto dipende da noi. Ogni nostro cambiamento determina il cambiamento degli altri, ogni atteggiamento di disponibilità determina la disponibilità degli altri e ogni atto d’amore per noi stessi si riflette in amore per gli altri e da questi verso noi. Quindi per cambiare le cose del mondo e guarire dalla malattia bisogna prima cambiare noi stessi, tornare esseri puri come un tempo e cercare il nostro sé sommerso nel mare dell’egoismo per far emergere la nostra vera essenza.
Un essere puro inserito in un ambiente armonico come può ammalarsi? Come può la malattia portare, addirittura, alla morte fisica?
Provate a guardare da vicino un prato fiorito, e le tante sfumature di colori, pensate a tutte le forme di vita che vi convivono, agli animali e alle tante erbe profumate, pensate all’armonia che vi regna e all’energia emanata. Anche l’uomo è stato inserito in questo contesto equilibrato e armonico ma il libero arbitrio lo ha portato a fare delle scelte, egoistiche e insensate, privilegiando oltre misura il benessere materiale-fisico piuttosto che quello psichico-spirituale. E le conseguenze di questa scelta sono ben visibili: la malattia è, appunto, un esempio di questa disarmonia.
Guardate come abbiamo ridotto il mondo! Vi sembra proprio come il Giardino dell’Eden?
E i rapporti interpersonali: vi sembrano improntati sull’amore, sul rispetto e sull’altruismo?
E come stiamo con noi stessi? Sembra proprio che non ci vogliamo bene e facciamo di tutto per distruggere la nostra salute.
Ci occupiamo solo dell’aspetto fisico, quello che appare agli altri, della nostra maschera e non del nostro reale benessere. Stiamo distruggendo la natura e quanto di più bello vi è in essa ed abbiamo creato le condizioni per ammalarci e per soffrire. Questo è il nostro inferno e la malattia è una conseguenza del nostro operato. Secondo una nota legge fisica, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria (trasposizione fisica della legge naturale di causa ed affetto). Non ci ammaliamo per caso o per sfortuna ma perché la malattia è oramai una diretta conseguenza del nostro stile di vita e del degrado ambientale.

Sappiamo che la prevenzione primaria e secondaria sono molto importanti ma non le mettiamo in pratica nel giusto modo e, intanto, continuiamo a vivere nella sofferenza e nella paura senza fare niente per cambiar le nostre abitudini. La gente è confusa anche perché continuamente riceve informazioni  imprecise  e a volte in  contrasto con le regole di un corretto stile di vita, per cui si va avanti come meglio si può sperando che non succeda l’irreparabile. Inoltre la scienza medica diffonde dati statistici allarmanti secondo cui sono 2 su 3 le morti per cancro nei paesi industrializzati: quindi viviamo nella consapevolezza che questo possa accadere e la paura ci rende  sempre più dipendenti dalla medicina e dai farmaci.

Come asserisce la filosofia ayurvedica, il perseguire un atteggiamento ed uno stile di vita errato è il fallimento della nostra intelligenza di uomini liberi2.
Siamo abituati a razionalizzare troppo e non ci affidiamo più all’intuito e alla percezione. Una parte del nostro cervello, l’emisfero destro, è spesso inattiva perché in ogni momento lasciamo prevalere l’emisfero sinistro. Siamo vincolati alla scienza e alla sua fredda razionalità, anzi ne siamo vittime: ogni sua affermazione è legge. La scienza è il risultato di indagini, osservazioni, sperimentazioni e ricerca di prove per confermare un’ipotesi di lavoro ma i suoi risultati non possono essere sempre considerati in termini assoluti di certezza.
Come dice il dottor Moerman: “negare completamente ogni cosa che sia al di là di questi confini o rifiutarlo a tutti i costi… indica l’arroganza della stupidità, che ci porta a credere nell’infallibilità della ragione umana. Questo atteggiamento mi sembra molto più pericoloso per la nostra società di quanto molti ritengono. La negazione totale, infatti, induce ad attribuire al pensiero logico, e quindi alla scienza, un valore tale da farne un nuovo ‘dio della terra’ e a seguirlo ciecamente. È sempre stato così: il pensiero logico della ragione non garantisce l’eticità. Quello che abbiamo conseguito in termini di cultura, di scienza, va di pari passo con una spaventosa caduta della civiltà. Con la nostra idolatrata scienza, siamo oramai in grado di distruggere in poche ore ogni forma di vita sulla terra”3.
Il dottor Moerman, medico olandese, ha cercato di trovare una soluzione al problema cancro attraverso la prevenzione alimentare. Nel corso della sua lunga carriera ha portato a guarigione malati dichiarati ‘inoperabili’ e ‘incurabili’.
Non considerare l’alimentazione tra le cause possibili che possono portare alla malattia  è assurdo in una società cosiddetta evoluta come la nostra, dove l’indagine e la ricerca sono al primo posto. Eppure il ragionamento è semplice: l’organismo assorbe dagli alimenti tutto quanto è necessario al suo sostentamento e alla salute cellulare e poi, attraverso il complesso meccanismo del metabolismo, le trasforma in alimento per le cellule. Il benessere cellulare è indispensabile affinché ogni cellula compia correttamente la sua funzione. È quindi ovvio che la salute organica è in relazione anche a quello che mangiamo quindi, se ci nutriamo di alimenti di qualità e nella giusta quantità, parteciperemo in primis al nostro benessere. In tutto questo il metabolismo ha un ruolo molto importante poiché ad esso è affidato il compito di rendere facilmente assorbibili i bioelementi che andranno a nutrire le cellule. 
Purtroppo una deduzione così semplice non viene data la giusta considerazione perché si pensa sia meglio curare la malattia e non prevenirne il nascere. Si preferisce lasciare le cose come stanno poiché tutto oramai è impostato sulla prevenzione secondaria e sulla cura, anche perché la cura richiede farmaci prodotti dalle industrie dove oltre a nutrire gli interessi delle multinazionali, lavorano centinaia di migliaia di persone che altrimenti perderebbero il posto di lavoro. E, quindi, un cambiamento arrecherebbe grave danno per l’economia nazionale e mondiale: finché la logica vincente sarà quella di mantenere l’impostazione economica della società, lo status quo, non ci sarà un cambiamento delle condizioni della salute collettiva. Solo una presa di coscienza personale può portarci a fare delle scelte che portano al vero benessere psicofisico.

Le scelte che possiamo fare sono relative alle cose di cui abbiamo conoscenza. Le notizie che formano le nostre conoscenze sono, in genere, costruite e veicolate in modo tale da renderle attendibili e quindi accettate anche perché hanno la garanzia della scientificità. Altre conoscenze ci sono precluse. L’uomo si illude di essere libero di fare delle scelte ma così non è poiché è libero di spaziare solo tra le scelte programmate e tutte si inquadrano nell’ottica di salvaguardare l’impostazione della società. La nostra mente non è veramente libera di pensare e spaziare poiché continuamente viene manipolata dai mezzi di informazione.
Godiamo di una libertà di scelta vigilata, possiamo spaziare, con la mente e fisicamente, entro i limiti che ci hanno imposto (come animali in un recinto) e crediamo che questo spazio sia tutto quello che abbiamo a disposizione. Molti non si sono ancora destati, non vedono il recinto e quindi ignorano che oltre il recinto vi sia uno spazio illimitato4.
Per fortuna ci sono buoni fermenti culturali che fanno ben sperare e forse manca poco per raggiungere la massa critica, indispensabile per innescare un cambiamento. Generalmente dopo un periodo di grave crisi di valori etici, religiosi e morali vi è un momento di ripensamento che porta a fare delle nuove scelte.
Mi auguro che questo possa accadere presto. Forse nel terzo millennio, appena iniziato, l’uomo scoprirà se stesso e le sue immense capacità ed allora sarà veramente un momento di grande unità e di pace mondiale.


                                                                                                  

1 D. Icke , …E la verità vi renderà liberi, Macro,  Cesena 2001
2 S. Ranade, Trattato di medicina ayurvedica, Edizioni il Punto d’Incontro, Vicenza 1995
3 Moerman, Cura del cancro con le terapie naturali, Hermes, Roma 2002
4 Cfr D.Icke, …E la verità vi renderà liberi, cit.



Aldo Alessi


Inserito sabato 1 novembre 2008


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