30/09/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Gemma, pronipote di Ribot
...un racconto

Gemma era blasonata, ma arrivò nella Tuscia, figlia di una scommessa…
Era moretta, criniera lunga, una stellina bianca sulla fronte, caviglie sottili, una fluente coda, elegante e nervosetta, tanto da dover esibire spesso, una “doppietta” scalpitante in volo, dando la sensazione di essere un cavallo alato, una leggenda nella semplice vita dei fanciulli che la incontrarono!...
Arrivò nella terra di Giovanni ed Antonia, piccola, bisognosa di cure materne; Nello e Lucio si divertivano a vederla succhiare il latte in polvere in un grande biberon, la stanza del piano-terra  del casale, si era trasformata in un centro di accoglienza “raro”, ricco di sacchi di latte in polvere,secchi per diluire l’acqua tiepida insieme alla polvere, etc…Presto però solo il lungo collo poteva fare capolino dentro l’amata stanza, Gemma si divertiva a fare dispetti dopo aver bevuto il latte nel secchio che faceva roteare intorno al lungo collo…I mobili del piano-terra erano imbevuti di latte,mantenendo un odore acidulo per molto tempo.
Il casale era la sua casa, ed era gelosa del suo territorio.Spesso sostava tranquilla vicino a Giovanni, che svolgeva lavori nei locali sottostanti, e si divertiva a togliere delicatamente il cappello di paglia, e  ad annusare il fumo della sigaretta…del suo proprietario.
Gemma era l’attrazione di molti ragazzini…
Robertino, però,era dispettoso, e invece di offrire foglie al cavallo,
lanciava sassolini…Un bel giorno, Gemma si vendicò, lo prese delicatamente per la cinta dei calzoni, e, dopo averlo agitato in alto, lo riposò fra i pianti e gli urli sul tappeto erboso.. -“Si deve domare” Questo cavallo non può continuare così,” sentenziò Andrea, pastore in quella zona.
L’uomo si presentò, quindi, armato di stivali e di una corda lunga, e iniziò a far correre in cerchio Gemma percuotendola sul dorso di tanto in tanto.
Il purosangue, dopo essersi elevato su due zampe, minaccioso, nitrì a lungo, con la criniera al vento, mettendo tutti in fuga; solo Giovanni riuscì a calmarlo…
Antonia capì che il tempo dell’infanzia di Gemma era finito, e la bestia, dolorosamente, fu portata a Tuscania, insieme ad altri cavalli.
Quando la famiglia andò a trovarla, Gemma voltò il suo lungo collo dall’altra parte poiché nessuno poteva essere all’altezza della sua regalità…. Ciao Gemma amatissima!!....
                                   
(il racconto risale al 1970)



Edy

Inserito domenica 12 dicembre 2010


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