25/02/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Regolamento impianti a biogas
L’Umbria non perda l’occasione per fare un regolamento utile all’agricoltura e alla riduzione dei rifiuti

Legambiente Umbria su regolamento per la gestione degli impianti di trattamento reflui zootecnici e delle biomasse per la produzione di biogas

Comunicato stampa             

“Pare che la regione Umbria stia perdendo una grande occasione per dare regole certe e chiare al trattamento dei reflui zootecnici e all’utilizzo delle biomasse per la produzione di biogas - è quanto dichiara Legambiente Umbria alla notizia del testo preadottato dalla Giunta regionale – un regolamento, quello preadottato, che favorisce solo un modello zootecnico intensivo che in questa regione ha fatto tutti i disastri che ben conosciamo e il biogas da colture dedicate” .
Legambiente ha più volte sollecitato la Regione ad intervenire valutando bene tutte le criticità e tenendo in massima attenzione anche le potenzialità di utilizzare i sottoprodotti agricoli e l'impiego del digestato chiedendo anche la definizione di un Piano Regionale sulle agroenergie che consideri le biomasse disponibili, partendo dai sottoprodotti, i terreni utilizzabili per la produzione e per la distribuzione del digestato e, solamente dopo, passi ad individuare il numero e l'ubicazione possibile dei nuovi impianti, senza trascurare il ruolo degli agricoltori, la tutela ambientale e il bene delle comunità rurali.
Sicuramente positivi i passaggi del regolamento che prevedo il recepimento del regolamento nazionale sul riconoscimento dei sottoprodotti, ma imporre che il 100% dell'alimentazione del digestore dovrà essere prodotto autonomamente dalla Società Agricola gestore dell'Impianto, di fatto impedisce l'utilizzo degli stessi sottoprodotti agricoli visto che le aziende non potranno alimentare impianti con produzioni extra società e garantisce invece solo quelle aziende zootecniche intensive e industriali che possono contare su una grande abbondanza di reflui zootecnici.
“E’ importante inoltre riconoscere come biomassa non solo i sottoprodotti (sansa, vinacce, pannelli di mais etc) ma anche gli scarti agro-industriali che sono l’unica biomassa presente in enormi quantità che potrebbe essere utilizzata a scopo energetico per produrre compost  e questo consentirebbe di ridurre notevolmente i rifiuti agroalimentari da conferire in discarica contribuendo così in modo significativo al raggiungimento di obbiettivi ambiziosi anche per la gestione dei rifiuti che finora peraltro paiono molto lontani dall’essere raggiunti”.

Perugia, 21 dicembre 2010



Legambiente Umbria

Inserito mercoledì 22 dicembre 2010


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