28/01/2021
direttore Renzo Zuccherini

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Il cittadino, la città, il comune
La “Cittadinanza” come linea guida della proposta politica

(Pubblichiamo qui, poiché mantengono la loro attualità, gli appunti della prof. M. A. Modolo, a suo tempo inviati al neo sindaco di Perugia Boccali)

“Non converrà- forse- cercare (per governare)  quelli che sono nobilmente capaci di seguire le tracce della natura. del bello e dell’armonioso, affinché i giovani, abitando in un luogo salubre ne traggano giovamento, allorché dalle opere belle, da luoghi sani, un’aura apportatrice di salute li conduca, sin da fanciulli, senza che se ne avvedano, a farsi conformi, amici e concordi con la retta ragione?”
Platone -Repubblica

Da Platone una sintesi per giovani e città.
Il Programma elettorale del Sindaco Vladimiro Boccali in merito ai temi cittadinanza contiene elementi di grande spessore sui quali è possibile riflettere e sviluppare idee.

 “Perugia è la mia città”, dovrebbe dire con il Sindaco ogni cittadino di Perugia: voglio costruire una  rinnovata “appartenenza” , integrata nella ricchezza della sua identità, carica di storia, arte e cultura. Questo è un elemento centrale in questo momento storico, un momento che richiama alla necessità di un nuovo “rinascimento” per la comunità dell’intero Paese,  rinascimento al quale un Partito nuovo può largamente contribuire assumendone il compito come principale missione. Le nuove tecnologie, la globalizzazione, i nuovi modi di comunicare hanno prodotto più di una incertezza proprio rispetto alla identità di ognuno di noi , e del ruolo che ciascuno può giocare nel orientare la vita propria e della comunità, nell’esercizio della democrazia. Moltissimo si può fare in positivo a cominciare dalle realtà locali, in particolare comunali, dove è possibile rintracciare un rapporto “umano” visibile e una identità; potremmo dire che ci troviamo, in base a numerosi indizi, in un momento di attesa di un nuovo “Umanesimo”. Nuovo approccio che raccolga le radici, valorizzando nei suoi vari aspetti la storia democratica della realtà comunale. Molti aspetti del Programma elettorale offrono spunti per rispondere anche a queste esigenze di fondo, potremmo dire epocali. Le quali, tuttavia, richiedono uno sforzo di organicità e concretezza.

 Il senso di appartenenza. Il cittadino.
Democrazia e partecipazione, un nuovo approccio deve essere in grado di attivare il senso di appartenenza alla società comunale, di modo che gli strumenti di partecipazione possano essere efficaci, in questo periodo in cui è dominante il sentimento di lontananza globalizzata e insufficienza personale. E’ importante attivare il sentimento per il quale si ritiene di “appartenere”, di “appropriarsi” della propria città e del Comune, cui abbiamo dato fiducia. Su questi aspetti si richiede di ricostruire l’identità , come è stato bene illustrato nell’incontro elettorale “Città e Cultura” dal contributo inglese.

Si sottolinea che “Perugia è città universitaria e di istituzioni culturali con uno straordinario patrimonio umano, storico e culturale che il Comune vuole continuare a tutelare e a valorizzare” con nuove strategie e sinergie che rilancino la loro  qualità. Unire gli sforzi e le politiche in questo ambito è determinante. Si potrebbe costruire  un Tavolo permanente tra Comune, Provincia, Regione, Università ( cui potranno unirsi di volta in volta le varie istituzioni culturali di rilievo quali l’Università per gli stranieri, il Conservatorio, l’Accademia, e altri), che consentirà approfondimenti  sulle proposte culturali nello sviluppo del Comune nella sua totalità. Una risorsa molto importante che deve partire e tenere conto dei cittadini anche ai fini della rilevazione dell’identità e della identificazione di metodi per sviluppare il senso di appartenenza.
 


IPOTESI DI AZIONI- PROGETTI - qualche idea.

A. Attenzione alla “cittadinanza”, contatto “umano” con i cittadini. Attenzione ai giovani, che in genere si sentono lontani dalla cosa pubblica.
Esperienza: avvicinare i giovani quando compiono i 18 anni, ed entrano nell’età dell’ esercizio democratico del voto: della scelta,della partecipazione. Un progetto, che potrebbe divenire programma organico ,  potrebbe dare sostanza all’obiettivo: entrare in contatto come Istituzione con  tutti ragazze e ragazzi che hanno compiuto 18 anni nel corso dell’anno con invio di una lettera personale del Sindaco e della Giunta per invitare a un incontro in Palazzo Comunale  nella simbolica Sala dei Cinquecento di Palazzo dei Priori, dove nel corso della vita del Comune medievale i cittadini di Perugia si riunivano per eleggere i Priori. I giovani sono accolti dal Sindaco e dalla Giunta, i quali illustrano funzioni, compiti e programmi. A seguire potrebbe essere prevista una Conferenza sulla storia del Comune alle origini della società comunale,  e/o altro che il Comitato organizzatore dell’evento stabilirà, per coinvolgere al meglio i ragazzi e le ragazze. Si potrebbe studiare anche una modalità per raccogliere suggerimenti , idee, e quant’altro.
Questo programma si potrebbe inserire per la prima volta nel 2010 nelle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, scegliendo una data significativa, ad esempio il  2 di Giugno oppure il 20.
Questa ipotesi si coniuga bene con l’impostazione dei manifesti della campagna elettorale.

B. Attenzione “ territorio e comunità”.  Il Programma elettorale pone attenzione allo “sviluppo del territorio”, ai numerosi piccoli centri periferici intervallati da ampi spazi verdi attraversati dal Tevere, ai quartieri, alle tradizioni, ai centri minori , alle  periferie, alle  aree più prossime alla città , mantenendo le funzioni e i servizi fondamentali., alla qualità della vita delle periferie e delle riqualificando aree industriali, con  progetti sostenibili dal punto di vista ambientale, e “umano”, accompagnati da una sensibilizzazione della comunità per adottare comportamenti consapevoli  nell’uso delle risorse…
Esperienza: su questo punto si potrebbe attivare il rapporto con l’Università per formare un gruppo che studi le possibilità di sviluppo in base alla “identità” dei luoghi e delle comunità, ispirandosi all’esempio illustrato dal gruppo inglese “City Identity” , nella manifestazione “Città e Cultura” durante la campagna elettorale. (Si potrebbe contattare di nuovo il gruppo inglese, che ha portato una impostazione di grande interesse). Lo studio condotto con lo stesso metodo presentato , non solo potrebbe consentire di affrontare i problemi più sentiti della viabilità o simili, ma anche mobilitare la popolazione nelle proposte, nel comprendere possibilità e limiti dell’amministrazione e della gestione,  e nel contempo soprattutto di “sentirsi di appartenere”. Non va trascurato anche il fatto che vi sono già attive associazione di quartiere (vedi l’Elce) o di frazione (vedi Ponte Felcino e la scuola) , o di cittadini per l’ambiente (Aria nuova in città), o le esigenze di sviluppo di aree come Ponte San Giovanni, Pian di Massiano, Monteluce,  che potrebbero collaborare utilmente con tale Gruppo. Non di secondaria importanza, la mobilitazione,  il coinvolgimento dei saperi di varie facoltà dell’Università, e la crescita di istituti culturali in un progetto unitario con l’egida del Comune. Questo potrebbe essere una delle modalità con le quali soddisfare la richiesta di collegamenti con varie istituzioni culturali, in primis l’Università, superando la possibile frammentarietà di proposte.

C. Attenzione al sociale più specifico: "Piano sociale di comunità". Anche per questo settore il Comune può contribuire a un vero “rinascimento- umanesimo”,  favorendo riorientamento dei servizi in uno stretto legame tra i sociali e quelli sanitari di territorio(poco sottolineato a livello regionale). Si deve ricostruire quella unità che era prevista nella impostazione originale del servizio sanitario nazionale con le “unità sanitarie locali”, utilizzando le esperienze dei comuni con gli “uffici di igiene comunali”.
Esperienza. Oggi si potrebbero organizzare i “centri di salute” o detti anche “case della salute” nelle quali il cittadino possa trovare tutti i servizi di base sanitari, oltre a quelli sociali,  dal proprio medico personale, incluso il pediatra, al servizio di salute mentale, ai servizi preventivi, al consultorio familiare , alle pratiche di prenotazione specialità , o anche alcuni servizi specialistici, per adulti e per l’infanzia. In tutti i Paesi europei, e anche nel nostro, si sta discutendo di soluzioni che vadano su questa linea. Si tratta di aiutare la realizzazione, mettere insieme i servizi che si sono andati complicando e burocratizzando. Fare in modo che siano al servizio del cittadino e che costui non debba girare per tutta la città per un singolo problema. E’ un aspetto dell’organizzazione molto sentito, soprattutto per quanto riguarda la popolazione anziana, che nel nostro comune non è poca. Non dovrebbe costare più di quanto costa, se si accorpano servizi, potrebbe essere favorita dagli stessi operatori, vista gli indizi sempre più diffusi del lavoro di gruppo, almeno fra i medici. Semplificare e razionalizzare, mettere il cittadino al centro, organizzare i servizi intorno al cittadino, come viene spesso citato nei Piani sanitari e sociali.

D. Attenzione  alla “famiglia e politica nuove generazioni”. Nuovi e più strutturati servizi per l’infanzia è una indicazione che può essere anche coerente in parte anche con quanto indicato nel punto C., ma può aggiungere un tassello assai importante anche relativamente agli aspetti di cui al punto B. 

 Esperienza.  Le madri sono aiutate al parto con corsi di preparazione, molto spesso sono poi lasciate sole, nella società attuale spesso più sole di quando la famiglia era allargata. Prezioso è il servizio pediatrico, ma potrebbe incidere maggiormente sull’impatto per la salute del bimbo se si organizzassero “corsi per genitori” a vari livelli, il che potrebbe avvenire ad esempio nelle “case per la salute di cui al punto C. ambito Consultori familiari. Potrebbe essere recuperata anche una vecchia esperienza del Comune di Perugia, vale a dire l’invio di una lettera mensile con i consigli del mese, che seguono il bambino mese per mese, alle madri con il primo figlio; si potrebbe obiettare che ora c’è internet per avere consigli, ma questo modo postale potrebbe essere vissuto come attenzione particolare. Il progetto potrebbe essere curato con la collaborazione dei servizi di salute mentale e della Associazione pediatri di famiglia. Per la famiglie il massimo della attenzione potrebbe essere assicurata dal ripristino del servizio dell’”assistente sanitario” che affianca i medici e pediatri di famiglia per attività preventiva e di promozione della salute; (ma questo è forse proporre troppo sia al servizio sanitario che a quello sociale?). Oggi si diplomano “assistenti sanitari” che non vengono utilizzati, il Comune di Perugia negli anni 60-70 ne aveva 10 per i servizi territoriali, in particolare famiglie e scuole, oltre alle assistenti sociali (ma questo è detto solo per la storia, negli ultimi venti anni l’ospedale ha attratto tutte le attenzioni, si attende che ci si ammali!.)

E. Sport e salute…e non solo. Oltre allo sport che serve per fare amare il moto, il che è importante per la salute sia fisica che mentale, il non agonistico, si potrebbe pensare anche a qualche altra esperienza che favorisca le salute mentale attraverso, ad esempio. alla cultura musicale. Nasciamo con la musica codificata nel nostro patrimonio cerebrale, purtroppo in Italia si fa di tutto per non sviluppare tale qualità, anzi spesso la si lascia morire. Domanda : sarebbe possibile con accordi con il Conservatorio musicale, organizzare per i bambini delle materne o forse anche dei primi anni delle elementari rappresentazioni del genere che viene trasmesso dal 3° programma TV “Gran Concerto” ideato dalla Carrà e Japino? Forse l’Assessore alla cultura potrebbe esplorare.

. giugno 2009
Consegnato al Sindaco V.Boccali



M. Antonia Modolo

Inserito venerdì 24 dicembre 2010


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