23/01/2021
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Il Muro di Betlemme
Ritengo che sia giunto il tempo di (ri)abbattere tutti i muri su questa terra,

Lettera al Direttore de "La Repubblica"

L’articolo di Scuti de ‘la Repubblica’ del 22 c. m. sulla ‘Betlemme cristiana’, se forse ineccepibile sul piano ‘religioso’ (io che non conosco questi aspetti, se non sul piano di sentite e sincere emozioni mistiche espresse dal vero ed onesto credente, che non posso condividere, in quanto laico e non credente in un Dio ‘soprannaturale’), mi ha lasciato perplesso, pur sapendo la sua conoscenza della storia dei luoghi, su due tra loro aspetti interconnessi, al di là del diritto di affermare il proprio credo (se fede sincera è): Betlemme, Palestinese (leggasi Anp), è oggi pressoché inaccessibile senza un visto Israeliano (si parla quasi di ghetto: pensate l’ironia della storia!), e ciò è indubbio; e/ma la velleitaria e incosciente costruzione del Muro da parte degli Israeliani in territorio Palestinese, realizzata ‘per difesa e protezione’, è arbitraria e colonialista, in quanto costruita per difendersi dalla popolazione, invasa, colonizzata, martoriata, che abita sulla propria (e mi auguro torni tale) non più libera terra. Ritengo che sia giunto il tempo di (ri)abbattere tutti i muri su questa terra, muri di pietra, muri di pianti, muri religiosi, muri di guerra, muri veri (?) e muri fittizi, muri umani: a dire ‘non più nemici, non più frontiere, (aggiungo: non più barriere, odio e violenza spesso gratuiti, se non fomentati dall’aggressore e dal guerrafondaio di turno), solo i confini (puramente formali, ovviamente), …... bandiere’.



Daniele Crotti


Inserito domenica 26 dicembre 2010


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