16/02/2020
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Metanodotto Snam: Impatto socio-economico insostenibile
Sono possibili soluzioni alternative. La Giunta regionale ascolti le ragioni di amministrazioni, cittadini e comitati locali

"E’ necessario che la Regione si costituisca al fianco dei cittadini e dei comitati per chiedere la revisione del tracciato del gasdotto “Rete Adriatica”, un'opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica. La scarsa sensibilità dimostrata fino ad oggi dall’assessorato regionale all’Ambiente non è un buon motivo perché l’Umbria si rassegni a un progetto che produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dal tracciato questo". Con queste parole Oliviero Dottorini torna a chiedere un impegno determinato della Regione Umbria a fianco delle amministrazioni, dei comitati e delle associazioni ambientaliste che si battono per la revisione del progetto del gasdotto Brindisi-Minerbio.
"Se sarà necessario e se la giunta non darà segnali siamo pronti a presentare una mozione in Consiglio regionale per impegnare il governo regionale ad assumere una posizione meno ambigua e appoggiare il ricorso del comitato “No tubo”, così come hanno fatto altre amministrazioni. A nostro avviso è opportuno che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici. Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico, nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce inoltre come mai la Valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato, senza prendere in considerazione l'intera opera, che teniamo a ricordare attraverserà gran parte dell'Italia lungo la dorsale appenninica, area ricca di criticità come il rischio sismico e quello idrogeologico".
"Esaminando il tracciato proposto si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. Chiediamo dunque che la Regione, rompendo una tradizione ormai consolidata, si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinché tutte le procedure autorizzative di un'opera di tale portata siano rispettate e che vengano realizzate le Valutazioni di impatto ambientale e ambientale strategia, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dell'intera comunità regionale".

Perugia, 5 gennaio 2011



Oliviero Dottorini

Inserito mercoledì 5 gennaio 2011


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