18/01/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Il canto popolare in Umbria
Esperienze e riflessioni

Spett.le 'La Tramontana', carissimi lettori e lettrici,
 
il giorno 4 febbraio al Teatro Morlacchi vi sarà un Concerto di Giovanna Marini con il 'Coro di canti popolari della Scuola di Musica del Testaccio' (che in molti conoscerete), dal titolo un po' enigmatico 'Fuori e dentro il pentagramma'.
Nella locandina che l'Associazione per Perugia e oltre ha inviato, si legge che il Concerto sarà preceduto il giorno 26 gennaio da un Incontro (a Perugia, 26 gennaio, ore 17, a Palazzo Donini) sul tema "Il canto popolare in Umbria tra ricerca e riproposizione".
Interessante  e suggestiva la cosa, indubbiamente. Io stesso, che non sono né antropologo (vedi Giancarlo Baronti e Tullio Seppilli, che interverranno all'Incontro), né etnomusicologo (vedi Giancarlo Palombini, anch'egli presente al dibattito), sono interessato, in quanto appassionato, a tale tematica, che è storica, sociale, musicale e fors'altro ancora.
Mi permetto pertanto segnalare come sul tema da qualche tempo in tanti, e seriamente, si stanno occupando, e proprio qui in Umbria (non tocchiamo altre realtà assai ben più all'interno di tale tematica, vedi l'Istituto de Martino a Sesto Fiorentino, vedi La Lega di Cultura di Piadena, vedi Il Circolo Gianni Bosio a Roma, per citare i tre a me più ben noti), proprio qui in Umbria, dicevo, in tanti (in ogni caso non pochi) si stanno occupando di 'riscoprire' il significato di ciò. Cito primi fra tutti i 'Sonidumbra', con il loro progetto, 'UMBRIA tradizioni in cammino', all'interno del quale già è stato fatto tanto (vedi www.sonidumbra.it), sia nel campo dei canti di tradizione orale sia nel campo dei balli della tradizione umbra (saltarello e quadriglia primi fra tutti, come Marco Baccarelli di recente mi diceva). Io stesso, con alcuni amici dell'Associazione dell'Ecomuseo del Fiume e della Torre di Pretola (all'interno del progetto che sembra stia realizzarsi, ovvero la costruzione dell'Ecomuseo del Tevere, per la salvaguardia innanzitutto del patrimonio materiale e immateriale del nostro territorio dei e nei sobborghi lungo e ai margini del Tevere perugino), io stesso con l'Associazione dell'EMFT, dicevo, da un paio di anni o tre abbiamo 'ripescato' la vecchia Brigata Pretolana, abbiamo raccontato il significato del gruppo con Roberto Alunno, ed ora, dopo poco più di un anno che ci ha anche lui lasciato (era l'unico sopravvissuto al gruppo del dopoguerra in quel di Pretola e lungo i borghi del nostro fiume Tevere), abbiamo ricostituito la Nuova Brigata Pretolana, che, nel suo piccolo, ha aderito al progetto tutt'altro che ambizioso, ma importante, concreto e degno di riguardo (culturale prima di tutto), proposto dai componenti di Sonidumbra (Marco Baccarelli, Barbara Bucci, Massimiliano Dragoni, Franz Mayer, Gabriele Russo e altri ancora).
Al riguardo pertanto mi permetto di allegare un mio documento (da semplice cultore e appassionato di 'canti popolari di tradizione orale') che scrissi qualche anno fa' in relazione ad un evento che come 'Amici di Dino Frisullo' organizzammo a Perugia, nella sede della Associazione 'Vivi il Borgo'. Lo allego e lo invio a tutti gli interessati, sperando di far cosa gradita, soprattutto perché, come detto, non potrò essere presente all'Incontro del 26 gennaio; documento, se tale si può definire, che in parte è riportato a frammenti nel mio libriccino, che tratta anche di tradizioni, ed in primis, forse, proprio del 'canto e della musica di tradizione popolare', 'fuori guida' a parte, dal titolo 'LE TRE VALLI UMBRE dalla Valnerina a Colfiorito lungo l'antica Via della Spina', che ormai in non pochi conoscete o conoscerete (e ve ne sono oltremodo grato).
E' per me inoltre ed infine fare cosa gradita ricordando a tutti che a fine marzo 'La Lega di Cultura di Piadena' organizza la tradizionale festa di inizio primavera proprio sul tema 'A cosa serve il canto popolare', di cui la introduzione di Alessandro Portelli, esplicativa e ricca, la potete leggere nel loro sito (www.legadicultura.it). Io stesso, che parteciperò come spettatore attivo a tale manifestazione, ho scritto un mio pensiero su tale argomento, pensiero scritto, appunto, che vi allego perché ritengo la manifestazione di Pontirolo, dei prossimi 25-27 marzo (canti e balli in musica e in festa con tanto di dibattito preliminare)  un momento interessante di e per unire le forze onde procedere insieme su tale campo della cultura musicale che molto di più è, perché (come leggerete o evincerete dalla mia presentazione) è anche storia, tradizioni, significato dei beni immateriali oltreché materiali, memoria e rivalutazione di un passato ancora vivace o quantomeno vivo nei ricordi di tanti, politica sociale, comprensione del presente, costruzione di un futuro più a dimensione umana, e tanto altro ancora.
Non sarebbe tutto; molto altro si potrebbe dire e raccontare e proporre. Ma voglio evitare la prolissità. Il tempo e la compartecipazione, il lavorare insieme, spero esprimeranno meglio tutto questo.
Grazie dell'attenzione ed un saluto con queste note tratte dalla locandina del prossimo evento del 4 febbraio con le parole della Marini: "Inutile dire l'emozione ed il piacere... di cantare in Umbria, in una terra così ricca di tradizioni orali e sempre così ospitale nei nostri confronti".

 Canti popolari.pdf

 Canti popolari della tradizione religoiosa in Umbria.pdf

 



Daniele Crotti

Inserito sabato 15 gennaio 2011


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Commenti

Nome: Nene
Commento: Chiedo scusa per l'errore ortografico: si deve leggere "religiosa", ovviamente. Grazie, D. Crotti

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