28/01/2020
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Benito Vicini: il coraggio di essere diversi
Lunedì 24 gennaio

Sandro Allegrini introduce Nello Spinelli e Gian Franco Ticchioni che parleranno sul tema: “BENITO VICINI: IL CORAGGIO DI ESSERE DIVERSO”

L’Accademia del Dónca offre ai soci e alla cittadinanza (lunedì 24 gennaio, ore 17, teatro Morlacchi) un incontro intitolato: “Benito Vicini: il coraggio di essere diverso”. Le riflessioni sull’uomo e sull’artista saranno svolte da Gian Franco Ticchioni e Nello Spinelli, introdotti da Sandro Allegrini.
GIAN FRANCO TICCHIONI, musicista, fondatore della Perugia Big Band, è coautore, con Carlo Pa-gliacci, di “Jazz e non solo jazz a Perugia e dintorni”, un libro dedicato all’avventura della Perugia Big Band e al mondo della musica di intrattenimento a Perugia dagli anni '30 agli anni '60. Parlerà dell’impegno musicale di Vicini.
NELLO SPINELLI, perugino, legatissimo alla città come il fratello Claudio, il maggior poeta nella lingua del Grifo; già top manager di una azienda multinazionale di telecomunicazioni, attualmente Amministratore Delegato della Minimetrò, è amante dell’arte nelle sue molteplici forme, appassio-nato e competente di musica, come di arte figurativa antica e contemporanea. A lui il compito di il-lustrare gli aspetti salienti della produzione pittorica di Benito Vicini.
BENITO VICINI (“Nito” per i perugini) era nato nel 1922 in via Pinturicchio, nella casa che abitò fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2003. Amò intensamente la città, tanto da effigiarla in efficaci scorci pittorici. Illustrò anche alcune poesie del poeta perugino Sandro Penna (che saranno lette da MARIELLA CHIARINI).
Persona di grande sensibilità e di squisita educazione, Nito ebbe il coraggio di vivere la propria "di-versità" (che seppe comunque gestire con dignità e coraggio), in un periodo ancora molto ostile ver-so il mondo omosessuale. Il suo “outing” fu improntato a discrezione, con grande rispetto verso quanti non accettavano modelli di vita “alternativi” rispetto al machismo dominante.
Fin da piccolo, Nito dimostrò propensione per l’espressione artistica del disegno e della musica. Nel campo della musica leggera, svolse le prime esperienze in ambito locale, partecipando a piccoli spettacoli e a concorsi. La sua attività si intensificò poi, nella prima metà degli anni '40, sia nel terri-torio perugino che a Roma, dove prestò il servizio militare.
Nel dopoguerra partecipò anche ad alcuni concorsi radiofonici per cantanti, prima presso la EIAR e poi alla RAI. In un’occasione conquistò il primo posto, anche se la carriera fu fortemente penalizza-ta dalla sua diversità. Da allora, e fino agli anni '90, il canto fu la sua vera professione che lo portò a esibirsi in tante località del territorio nazionale con diverse formazioni orchestrali e compagnie di riviste. Fu anche ballerino aggraziato e creativo. Lavorò all'estero, in particolare in Austria e in Francia. Fu scritturato da importanti locali musicali e alberghi di livello. Quando tornava a Perugia, fu la voce, sempre ricercata, dei migliori complessi orchestrali del territorio.
A partire dagli anni ’40 fino agli ’80, questa presenza nei gruppi musicali  sarà documentata con una serie di immagini/foto/filmati e con l’interpretazione di pezzi ispirati alla pagina di Spinelli.
La naturale sensibilità musicale di Nito gli permise, in oltre mezzo secolo di attività, di rinnovarsi, anche alla luce delle novità e agli stili sonori in auge nel secolo scorso, adattando costantemente le proprie potenzialità interpretative. Ma conservando sempre le caratteristiche di buon gusto, elegan-za, raffinatezza, insieme all’onestà di fondo che marcò sempre i suoi rapporti con chi gli fu accanto.




Inserito lunedì 24 gennaio 2011


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