30/05/2020
direttore Renzo Zuccherini

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La prima commissione permanente della Provincia
le associazioni ambientaliste hanno partecipato ai lavori della I commissione permanente della Provincia alla quale erano state invitate

COMUNICATO STAMPA

Il 13 gennaio le associazioni ambientaliste hanno partecipato ai lavori della I commissione permanente della Provincia alla quale erano state invitate.
Ordine del giorno: “Verifica condizioni di rischio ambientale e delocalizzazione della distilleria di Ponte Valleceppi” proposto dai consiglieri F. Granocchia (IDV) e L. Baldelli (RC). Erano stati invitati anche l’Assessore Regionale all’Ambiente ed un rappresentante dell’Arpa che però non si sono presentati, il primo con una giustificazione ma comunque facendo mancare due importanti e necessari interlocutori.
Tra i presenti invitati c’era l’Assessore Comunale all’Ambiente, tutti hanno contribuito illustrando la propria posizione politica rispetto all’ordine del giorno.
Le tre Associazioni Ambientaliste, comunque, ribadiscono che sono disponibili a collaborare purché le intenzioni dichiarate corrispondano a scelte concrete a cominciare da strumenti partecipativi adeguati, come ad esempio la Conferenza di Servizi, per la delocalizzazione della distilleria, non dimenticando le esperienze del passato che hanno visto sullo stesso argomento tavoli estenuanti ed inconcludenti. Si evidenzia che il risultato definito utile, sia pure sul tema della gestione del tratto di fiume, è stato il Protocollo d’Intesa firmato tra il Comune ed il Comitato Molini di Fortebraccio finché il protocollo  è stato operativo, e tutto questo fino a qualche anno fa.
Da allora le Associazioni, la cittadinanza e lo stesso Comitato Molini di Fortebraccio, hanno atteso per anni una relazione da parte del Comune sullo stato di attuazione del Protocollo, e procedere quindi ad un aggiornamento.
La delocalizzazione della distilleria rimane comunque una necessità non negoziabile.
Si è anche esteso il discorso, forse un po’ inutilmente visto che non era previsto dall’ordine del giorno, al fiume Tevere sul quale possiamo sostenere senza ombra di dubbio, di avere le idee chiare su come dovrebbe essere considerato il fiume (leggi per esempio il “Contratto del Fiume”). Il Tevere deve essere gestito come un unicum, un ecosistema complesso da considerare come tale sia quando si parla di arginature che di qualità e utilizzo delle acque.
Riteniamo che affrontare questi due aspetti con un approccio emergenziale non farà che peggiorare la situazione.
Una corretta e puntuale gestione ordinaria che potrà scongiurare eventi come la strage di pesci del 2008, sulla quale la Presidente del Circolo Legambiente di Perugia, ha incassato la solidarietà dei rappresentanti provinciali, sulla citazione per danni da parte della distilleria, è auspicabile invece che avvenga naturalmente con l’ausilio di tutti i soggetti interessati.


 



Italia Nostra, Legambiente, Wwf Umbria

Inserito giovedì 20 gennaio 2011


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