25/01/2021
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Acqua, Sole e Vento? Non è utopia
Questo arsenale di rinnovabili sarebbe sufficiente a svincolare il pianeta dalla dipendenza da combustibili fossili, dal nucleare e dalle biomasse


Quattro milioni di turbine eoliche da 5 megawatt, 90mila grandi centrali solari da 300 megawatt, sia del tipo fotovoltaico che a concentrazione, e 1,7 miliardi di piccoli pannelli fotovoltaici da 3 chilowatt da installare sui tetti di praticamente tutte le case del pianeta potrebbe sembrare una impresa ciclopica ma se la si considera su scala planetaria sicuramente diventa una idea molto meno utopistica. Secondo i calcoli di Mark Delucchi dell’universita’ della California e Mark Jacobson di Stanford, pubblicati sulla rivista Energy Policy questo arsenale di rinnovabili, unito ad un pò di geotermico e ad impianti in grado di sfruttare le correnti prodotte dalle maree sarebbe sufficiente a svincolare il pianeta dalla dipendenza da combustibili fossili, dal nucleare e dalle biomasse. Un mix di tecnologie a ridottissimo impatto ambientale e zero emissioni di anidride carbonica, che permetterebbe di abbandonare il petrolio già a partire dal 2030. Una vera e propria rivoluzione se si considera che oggi il nostro pianeta ricorre alle vento ed al sole per una quota marginale che non supera il tre percento.
Gli scienziati hanno calcolato e dimostrato anche la sostenibilità dello scenario proposto che in termini più realistici, soprattutto in termini economici, potrebbe prevedere entro il 2030 la costruzione dell’ultima centrale a combustibili fossili ed una graduale riconversione al rinnovabile in altri venti anni per consegnare alle generazioni future un pianeta capace di sostenersi con acqua vento e sole già a partire dal 2050.
Le materie prime per realizzare questa riconversione ci sono, i costi delle rinnovabili diminuiranno in maniera considerevole nei prossimi 20 anni e l’unico ostacolo da superare rimarrà quello politico e delle lobby di mercato.
A fronte di questi scenari ci si impone una riflessione declinata in chiave tutta italiana.
Riteniamo davvero opportuno rilanciare il piano energetico nazionale basandolo sulla produzione di energia elettrica attraverso il nucleare? Una centrale costruita oggi difficilmente arriverà ad essere produttiva prima del 2025 consumando risorse economiche e materiali importanti che andranno a sottrassi alla programmazione di un sistema sostenibile e duraturo basato su fonti rinnovabili ed eco-sostenibili, uno scenario che il lavoro degli scienziati americani sembra oggi togliere con decisione dal cassetto delle utopie consegnandolo alla sfera dei sogni realizzabili.


Trovate l'articolo sul mio blog, al link sotto riportato.

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Claudio Santi


Inserito mercoledì 26 gennaio 2011


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