27/02/2020
direttore Renzo Zuccherini

Home >> Una follia barattare i rifiuti campani col nuovo inceneritore

Una follia barattare i rifiuti campani col nuovo inceneritore
Saltare a piedi pari alla chiusura del ciclo ci sembra un pericoloso segnale di arresto culturale


 
 Preoccupanti le affermazioni dell’assessore Rometti che, a quanto riporta il quotidiano on line Tuttoggi.info (http://www.tuttoggi.info/articolo-28902.php), in risposta ad un'interrogazione posta dal consigliere regionale Pdl Stefano Nevi si sarebbe dichiarato pronto a rispondere al piano di governo per fronteggiare l’emergenza rifiuti della Campania non appena l’Umbria si sarà dotata di un impianto per l’incenerimento anche nell’Ambito Territoriale di Perugia Ati 2.

Affermazioni ingiustificate e chiaramente propagandistiche al progetto di incenerimento umbro. Se è vero quanto riportato nell’articolo, le mille tonnellate che il governo intenderebbe conferire in Umbria rappresenterebbero appena lo 0,4 percento dei rifiuti prodotti dalla nostra regione, una quantità che non giustifica la richiesta di un impianto di chiusura del ciclo e che probabilmente sarebbe risultata ininfluente se il piano regionale dei rifiuti fosse stato ad oggi applicato e rispettato. Le gravissime condizioni in cui verte il piano regionale, non sono imputabili all’assenza di un impianto di chiusura del ciclo con l'incenerimento quanto alla mancanza di un sistema di raccolta differenziata che tiene la nostra Regione ancora lontanissima dagli obiettivi fissati anche dall’Unione Europea.

Il Piano Regionale va applicato nella sua totalità oppure rivisto, soprattutto alla luce del decreto legislativo appena approvato in materia, che mette al primo posto un serio programma di prevenzione della produzione di rifiuti associato ad interventi volti a favorire il riuso ed il riciclaggio delle materie seconde.

Saltare a piedi pari alla chiusura del ciclo ci sembra quantomeno affrettato e semplicistico, un pericoloso segnale di arresto culturale nel ridisegno di una società consapevole e di modelli di sviluppo sostenibili che metterebbe l’Umbria al palo in un momento in cui le tradizioni e le risorse ambientali della nostra regione potrebbero invece rappresentare un importante volano economico-imprenditoriale.

Idv Umbria – Dipartimento Ambiente
 



Claudio Santi

Inserito venerdì 28 gennaio 2011


Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 5043191