27/01/2020
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Come democratizzare il nostro servizio sanitario?
Resoconto dell'incontro del 24 febbraio

Si è svolto ieri il secodo incontro pubblico, promosso dalla coalizione di associazioni di cittadini, realtà di base e cittadini competenti, sul tema dell'uso privato del sanitario.

La necessità di rendere più democratico il servizio sanitario era emersa nel primo incontro nel quale era stata condivisa l'evidenza di un uso privato del nostro servizio sanitario da parte dei partiti politici, favorito dalla forma “azienda” introdotta con il riordino del 1992, che porta ad un calo dell'attenzione verso i soggetti più deboli.

Nell'incontro di ieri sono state invece presentate alcune buone pratiche, da vedere come punto di partenza per avanzare proposte concrete di coinvolgimento dei cittadini nel miglioramento del servizio sanitario.

Carla Mariotti, responsabile dell'audit civico per Cittadinanzattiva, ha illustrato la metodologia con cui questo è stato condotto, dal reclutamento di 80 cittadini volontari, alla formazione degli stessi, alle verifiche presso le strutture, fino alla pubblicazione dei rapporti, che possono ora essere consultati sul sito di Cittadinanzattiva. Non ha nascosto una certa perplessità da parte dei referenti regionali nel pubblicare alcuni risultati non pienamente positivi.

Carlo Romagnoli ha presentato l'accordo tra le associazioni dei cittadini utenti e l' AFAS di Perugia, che prevede la partecipazione dei cittadini alla scelta delle priorità, la valutazione del servizio da parte delle associazioni e la redazione del bilancio sociale, che dovrebbe evidenziare il raggiungimento delle finalità sociali dell'azienda pubblica.

Giovanni Barro ha illustrato la sua attività di valutazione di impatto della programmazione regionale umbra sulla salute dei cittadini.

Molti gli interventi che hanno evidenziato le numerose aree di possibile miglioramento:

la costituzione dei comitati consultivi (Cristina Rosetti - MDC), la pubblicazione dei bilanci delle aziende sanitarie (Baronti - Cittadinanzattiva), la costituzione di un'osservatorio sulla salute anche attraverso la rete del terzo settore (Carlo Biccini), l'informazione ai cittadini (Miranda – Tribunale diritti del malato)

Un'intervento di denuncia è stato quello del rappresentante dell'ONDA, il movimento degli studenti e dei ricercatori universitari che si oppone alla riforma Gelmini, che ha denunciato come, malgrado i pesanti tagli previsti alla ricerca, il movimento non abbia avuto adesioni nella facoltà di medicina dell'Università di Perugia.






Angela Cataliotti

Inserito sabato 26 febbraio 2011


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