09/07/2020
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Le tre (in)coerenze della Presidente Marini
Presenza femminile, incarichi ricchi a ricchi pensionati e la sanità universitarizzata

Dove sono finiti tutti i buoni propositi di cambiamento? Speriamo di sbagliare, ma questo dubbio viene alimentato proprio dal comportamento recente della Presidente della nostra Regione, che sembra avallarne il sospetto.

Sono TRE i punti incriminati.

PRIMO: LE DONNE – Alla manifestazione di Roma di domenica scorsa, Catiuscia Marini  dal palco ha affermato che le Istituzioni dovrebbero obbligatoriamente (e, per noi, auspicabilmente) avere il 50% di presenza femminile. Ci domandiamo allora: come mai  la sua Giunta è al 20% e il “listino” delle elezioni, quello di sua competenza, conteneva solo uomini? Se ha quella convinzione la dimostri tornando indietro, per quanto possibile, sulle nomine fatte e agendo di conseguenza su quelle che deve ancora fare.

SECONDO: GLI INCARICHI – Dopo aver nominato i vertici dirigenziali regionali, ha premiato, alla faccia del risparmio, alcuni neo “pensionati di lusso” con contratti da 120 mila euro l’anno per tre anni (intanto!). E questo mentre non si parla, né si fa niente per i precari della Regione, ai quali si sta prospettando la ricetta “Provincia di Perugia”, una ricetta che rischia di mandarli a casa dopo anni e anni di lavoro senza alcuna garanzia. Non ci sembrano esempi di buone politiche per il lavoro, né segnali di discontinuità con il passato.

TERZO:  IL ” REPARTINO PSICHIATRICO ” PERUGINO – L’annoso problema è stato risolto, ma a Terni. A Perugia la sistemazione e soprattutto la riorganizzazione di questa eccellenza sanitaria, (di questo fondamentale pezzo di storia della civiltà umbra), è di là da venire. Nonostante le promesse e gli annunci nella duplice veste di Presidente nonché di Assessore alla Sanità. Evidentemente ciò che interessa marginalmente l’Università, desta marginale interesse anche per la Regione.

Ci sarebbero infine da aggiungere diverse incongruenze presenti nel Dap, ma, non volendo infierire, si auspica che la Presidente si fermi un po’ a riflettere. Favorendo, magari, una riflessione collettiva con l’intera coalizione per stabilire un percorso che mostri davvero ai cittadini l’inizio di un’epoca di cambiamento e non quella, con la conservazione, della fine del centrosinistra.

Il Coordinatore  regionale di Sinistra Ecologia Libertà Umbria



Luigi Bori


Inserito giovedì 17 febbraio 2011


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