21/02/2020
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A rischio il paesaggio agricolo umbro
Proposto un decreto legislativo che autorizza nuove costruzioni in aree agricole

Comunicato stampa                                                                                    Perugia, 22 febbraio


Legambiente scrive alla II Commissione consiliare della Regione

E' all'ordine del giorno della seduta della II Commissione consiliare, con procedura d'urgenza, la proposta di legge concernente “Ulteriori integrazioni della legge regionale 22 febbraio 2005, n. 11 (Norme in materia di governo del territorio: pianificazione urbanistica comunale) che prevede di autorizzare anche i proprietari che non sono imprenditori agricoli a costruire annessi e manufatti fino ad un massimo di 50 mq per superfici superiori a un ettaro e a 30 mq per quelle inferiori a un ettaro.
Di fatto una norma che apre la strada alla realizzazione indiscriminata nuovi volumi edificatori per le campagne umbre, dal momento che si potranno realizzare ex novo tanti annessi agricoli, anche in quelle aree fino ad ora precluse a nuove edificazioni.
“E' sorprendente come a detta dei proponenti – è quanto scrive Legambiente nella lettera inviata al Presidente della II Commissione consiliare - la norma dovrebbe servire per il assicurare il presidio di larga parte del territorio e la possibilità di perseguire gli obiettivi di salvaguardia del patrimonio paesaggistico".
"A noi appare invece – continua la nota di Legambiente – l'ennesimo atto che autorizza nuovi volumi nelle aree agricole: un'operazione che può portare concretamente a far sanare il già costruito abusivamente, come le oltre 50.000 case "fantasma", che verranno accatastate entro marzo. Così come potrebbe favorire speculazioni edilizie in aree di grande pregio agricolo".
La preoccupazione dell'associazione ambientalista è basata sull'analisi dei dati del consumo di suolo in Umbria: in una regione piccola, con una superficie di 8.456 Km2 di cui circa il 30% sono aree montane emerge che che negli ultimi 10 anni sono stati concessi oltre 5,5 milioni di m2, ma si arriva fino a 10.755.722 m2 di superficie se si considerano anche gli ampliamenti residenziali e non residenziali e il nuovo costruito non residenziale.
I dati raccolti nel dossier “Un'altra casa” pubblicato a luglio del 2010 da Legambiente riportano che i l 4,1% del territorio umbro quindi è artificiale: 350 kmq occupati da abitazioni, villette, aree industriali, ecc. Una superficie estesa quasi quanto l’intero territorio del Comune di Spoleto. Un dato che può sembrare rassicurante se confrontato con il 14,1% della Lombardia, il 11,3% del Veneto e il 5,5% delle vicine Marche. Ma se poi prendiamo in considerazione i m2/abitante, allora ogni umbro ha a disposizione circa 330 m2, l’equivalente di una spaziosa villa con garage e cantina. Quasi come i veneti e più dei lombardi e dei marchigiani che hanno circa 270 m2 ad abitante.
"La salvaguardia del territorio agricolo – continua Legambiente Umbria - che rappresenta appunto il paesaggio identitario della nostra regione, va salvaguardato non permettendo nuove edificazioni, ma prevedendo invece adeguati supporti economici per quegli agricoltori che operano in territori marginali e meno agevoli e sostenendo economicamente anche chi fornisce servizi all'ambiente, appunto coloro che coltivano il proprio uliveto o il proprio orto, magari facendo la manutenzione delle siepi interpoderali o delle strade vicinali".

Ufficio stampa Legambiente Umbria 0755721021



Legambiente Umbria

Inserito martedì 22 febbraio 2011


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