24/01/2020
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Ricordando Raffaele Rossi: il borgarolo che voleva scalare il cielo
Incontro dell’Accademia del Dónca del 28 febbraio ore 17, Teatro Morlacchi

 
Ricordando Raffaele Rossi: il borgarolo che voleva scalare il cielo. Relazionano  ORNELLA BELLINI (sull’aspetto politico) e CLAUDIA MINCIOTTI (sul versante di uomo e di studioso). Con audiovisivo (a cura di Simona Cortona) realizzato dal Comune di Perugia. Presente il sindaco Wladimiro Boccali

Raffaele Rossi era nato in Borgo Sant’Antonio, da famiglia operaia, nel 1923.  “Lello” – come lo chiamava chi ne era amico – verrà ricordato come una delle figure più limpide dell’antifascismo militante e della politica locale e nazionale. Animato da una sincera vocazione pedagogica e intriso di profondo senso democratico, amò Perugia e scelse di dedicarsi alla politica, intesa nel senso più alto di servizio alla comunità.
Il titolo della sua autobiografia “Volevamo scalare il cielo. Il Novecento dai luoghi della memoria” è ispirato a una frase del poeta francese Gabriel Pèri, fucilato dai nazisti: “Siamo la giovinezza del mondo, vogliamo scalare il cielo”. E giovane, Rossi, lo fu fino all’ultimo giorno della sua vita, sempre tesa all’esaltazione dei valori culturali, sociali e civili.
Il coordinatore del Dónca, SANDRO ALLEGRINI, che lo conobbe dal 1958, lo ricorda nel suo ultimo impegno: quello di celebrare il nome e la memoria del litografo libertario perugino Brenno Tilli, realizzata il 25 gennaio 2010 – alla presenza della figlia Lidia e di tanti perugini – presso il teatro comunale Morlacchi. “Lello – ricorda Allegrini – non poté onorare l’impegno della presenza al Morlacchi, perché ormai giunto alla fase terminale della sua malattia. Volle però inviare una testimonianza scritta che limò fino all’ultimo, tanto da rispedirla più volte con successive correzioni. Quel documento, datato 21 gennaio 2010, a pochi giorni dalla morte, terminava con le parole «Il fatto che Benedetta Pierini abbia pubblicato questo bel libro che restituisce al “Signor No” la sapienza familiare dell’arte litografica (Brenno Tilli era un anarchico libertario che, guarda caso, leggeva gli scritti di Capitini sulla nonviolenza), ci induce  a capire che nel recente passato ci sono principii e valori che servono per il presente. Io sono un vecchio pessimista, ma combattivo: i tempi saranno più o meno lunghi, ma è sempre  viva la speranza per una società più giusta e fraterna».
Senatore della Repubblica per tre legislature, membro del Consiglio d’Europa, Raffaele Rossi ricoprì incarichi amministrativi nel Consiglio comunale di Terni e di Perugia, città di cui fu anche vice sindaco fino al 1987. Socio della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, fu chiamato presso prestigiose associazioni culturali come il Consiglio nazionale della Dante Alighieri, l’Università per Stranieri, l’Accademia di Belle Arti, il Collegio del Cambio. Per trent’anni Raffaele Rossi è stato membro dell’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea, di cui fu anche per diciotto anni presidente, producendo ricerche di grande spessore.
La sua figura verrà ricordata da ORNELLA BELLINI (relativamente all’aspetto dell’impegno politico) e da CLAUDIA MINCIOTTI che lo frequentò, ne fu amica e ne curò l’autobiografia.
All’evento è prevista la presenza del sindaco di Perugia Wladimiro Boccali.




Inserito venerdì 25 febbraio 2011


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