03/07/2020
direttore Renzo Zuccherini

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No allo sdoppiamento di Umbria Acque
Operazione con ricadute pesanti per utenti e lavoratori. I Comuni si oppongano


“Bloccare ogni decisione almeno fino all’insediamento del nuovo Cda. Inaccettabili nuovi aumenti delle bollette quando i bilanci registrano utili costanti”

“Ci troviamo di fronte a un'operazione ad altissimo rischio di ricadute negative sugli utenti, sui lavoratori e sulla gestione di un bene comune come l'acqua che deve essere tenuto il più lontano possibile da speculazioni e tentativi di privatizzazione. Sarebbe opportuno che i sindaci dei 38 comuni soci di maggioranza di Umbra Acque battessero un colpo e contrastassero l’intenzione dei vertici aziendali di scindere in due l’azienda. Una scelta grave e sbagliata che per giunta verrebbe assunta da un consiglio d’amministrazione in scadenza, mentre richiederebbe almeno un organo decisionale in grado di fare scelte per il futuro. La fretta dei vertici di sancire lo sdoppiamento è quanto meno sospetta e a noi fa pensare che a rimetterci saranno ancora una volta gli interessi della collettività”.

“Si tratterebbe di una scelta con ricadute preoccupanti per il futuro dei lavoratori e con effetti sicuramente dannosi per i cittadini che con tutta probabilità vedrebbero aumentare le tariffe a parità di servizio. Già ora Perugia, secondo i dati dell’Osservatorio «Prezzi e Mercati» di Indis relativi al 2009, si posiziona ai vertici nazionali quanto alle tariffe sull’acqua. Adesso, con la decisione di sdoppiare la società trasferendo alla nuova azienda le sedi, il parco macchine e la gestione di servizi come il laboratorio analisi, l’ufficio progetti e il call center, si avrebbe l’effetto di aggravare i costi del servizio idrico che sarebbero riversati ancora una volta sulle bollette dei cittadini. Inoltre sembra che i bilanci di Umbra Acque continuino ad essere in attivo: nel 2009 il bilancio ha registrato un utile di circa 1 milione e 800mila euro, mentre pare che il bilancio 2010 chiuda addirittura a più 2 milioni di euro. Non si capisce quindi la necessità di continui aumenti delle bollette. I cittadini dovrebbero pagare per la fornitura di un servizio e non per garantire profitti così elevati a soggetti privati che dovrebbero invece preoccuparsi di rendere più efficiente la rete idrica e meno frequenti le esternalizzazioni dei servizi”.

“Chiederemo anche alla giunta regionale di esprimersi in maniera meno evasiva rispetto a questo progetto ancora non chiaro nei suoi contorni. Dalle notizie che abbiamo però pare delinearsi un quadro che vede un’azienda a maggioranza pubblica privarsi del patrimonio che costituisce il proprio capitale sociale per poi acquistare i servizi da un proprio doppione, garantendo così grandi profitti alla parte privata e impoverendo la parte pubblica, danneggiando i cittadini e mettendo a rischio il futuro di molti lavoratori. Per questo chiediamo che i comuni che fanno parte della società facciano sentire la propria voce, visto che detengono la quota di maggioranza dell’azienda. Occorre bloccare questa operazione e rimandare ogni eventuale decisione a quando sarà in carica il nuovo consiglio d’amministrazione”.

Perugia, 25 febbraio 2010



Oliviero Dottorini

Inserito sabato 26 febbraio 2011


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