20/01/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Bobo
Un racconto

Sfoglio  il mio album di famiglia, una foto mi mordicchia le dita: Bobo boxer, sei sempre il solito burlone!
Per me  la vera ricchezza è condividere. Regalo a tutti questa storia….

Natale 1993: arriva il cucciolo con un bellissimo fiocco rosso!!!

Un regalo più bello non esiste per i miei bambini, il marsupio rosso presto viene utilizzato per Bobo, ad indossarlo però è il papà Francesco.
Il primo giorno di scuola di settembre, Bobo vive la sua massima celebrità: i giornali di Perugia lo  ritraggono  in prima pagina contornato dai grembiuli dei bambini della scuola di piazza del Drago…
Inutile dire che Bobo diventa la mascotte di quel plesso: talvolta arriva, abbracciato ai suoi padroncini, in sella alla moto Honda, o sotto un ombrello protetto dall’impermeabile di Francesco.
“Una famiglia allargata” la nostra, dove nel giardino della nostra casa la ruota della vita viene movimentata dal vento dell’allegria…
Bobo ama Minù, il gattino al quale permette di entrare nella sua cuccia di legno, fa strage delle piccole tartarughe acquatiche, prova ad afferrare le vespe ma a farne le spese è il suo muso tamponato… Quando è sgridato si affonda nel bellissimo papiro, piantato da me, sapendo di restituire il disappunto…
Bobo talvolta entra in casa; se le assenze si prolungano sale nel letto dei bambini mescolandosi ai numerosi peluche e attende con il muso basso, appiattito sulle zampe, gli occhi vigili ad ogni leggero segnale, per saltare come un campione di quattro zampe al primo malcapitato della famiglia che fa ritorno!
Oggi è primavera, i cuscini nuovi del dondolo colorano il giardino…al ritorno a casa Bobo non ci accoglie con i suoi salti da campione, è nascosto….
Con la sua dispettosa creatività ha realizzato l’infiorata di Spello, si, ma nel nostro giardino!!
I teli sventrati del dondolo sono nell’angolo della recinzione, i coloratissimi pezzettini di spugna ad arte conducono verso l’uscita…
Rimproveri... Vorrei fuggire…
Maggio 1995, mese mariano, mese delle rose, Bobo si innamora… spesso fugge: quando faticosamente si ritrova, si nasconde dietro la tenda bianca dell’ingresso lasciandosi cadere il merletto sulla fronte vellutata assumendo un buffo travestimento da sposa, che ci fa ridere a tal punto da perdonarlo.
Settembre 1996: piove tanto, nel giardino di casa iniziano a galleggiare i giocattoli, sono sola con i bambini, timidamente chiamo i pompieri…. ”Signora!” sento urlare a squarciagola, in quel trambusto
Bobo esce in giardino e atterrito dai ”marziani”, caschi rossi, mantelle nere etc…, assume la posizione di attacco, ben posizionato sulle zampe, gli incisivi ben esposti, il suo fulvo mantello imbevuto di un tremore malefico, dalla sua gola un ululato lancinante… Cinque giovani e forti pompieri, minacciati dal boxer si incollano immobili sul muro del giardino. Ancora chiedo scusa ai generosi pompieri...
Maggio 1998: Bobo viene ingaggiato da mia figlia Dafne come attore! Il suo ruolo è interpretare la tigre della Malesia dove la regista di soli dodici anni pretende obbedienza trascinandolo nei giardini del quartiere insieme ai giovanissimi attori improvvisati nel cerchio delle amicizie.
Bobo è un attore nato, posa davanti la telecamera con naturalezza ed orgoglio, dimostrandosi un compagno di giochi, è così che vogliono ricordarlo Lauro, Eleonora, Mattia, Caterina, Paolo, Elisa, Daniele, Ludovica, Irene, ed altri bambini, consapevoli di aver vissuto insieme una “storia infinita” con il più amato boxer di via Brunamonti, il cui ululato ancora si ascolta nelle notti di luna piena…



Edy Pelagalli

Inserito domenica 6 marzo 2011


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