21/02/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Il Governo smantella le rinnovabili a favore del nucleare
L'Umbria fortemente colpita. Subito un nuovo Piano energetico regionale

Il Governo mette a rischio l'unico settore produttivo in crescita. In gioco anche il credito alle imprese

L'approvazione del decreto legislativo sulle energie rinnovabili conferma la folle strategia di un governo sempre più lontano dai bisogni della nazione, che ha deciso di boicottare le fonti rinnovabili per puntare il tutto per tutto su carbone e nucleare. 
E' un provvedimento devastante che sta già sortendo l'effetto di mettere in discussione il credito alle imprese. Sembra infatti che le banche stiano recedendo sui mutui agli impianti fotovoltaici mettendo a rischio le decine di migliaia di lavoratori già occupati e stroncando definitivamente l'unico settore produttivo che ha mostrato un trend di crescita costante, nonostante la crisi economica in atto. La scelta del governo ci allontana ulteriormente dagli obiettivi europei sulla produzione di energie da fonti rinnovabili.
Questa situazione coinvolgerà anche l'Umbria che ha trovato negli incentivi statali una straordinaria opportunità per riconvertire settori ormai fuori mercato e per coniugare economia e sviluppo sostenibile.  E' necessaria pertanto una risposta ferma e di responsabilità che sappia farsi carico per quanto possibile anche delle inadempienze del governo. Per questo urge oggi più che mai la definizione di un nuovo Piano energetico regionale, unico strumento attraverso il quale la nostra regione potrebbe dare impulso a uno sviluppo diffuso della green economy e non essere totalmente in balìa dell'arretratezza del governo di centro-destra. Occorre mettere in atto serie politiche che regolamentino la produzione e la diffusione di energie da fonti rinnovabili, prevedendo riconversioni e  puntando sul risparmio energetico finalizzato alla riduzione dei consumi. Le politiche energetiche sono troppo legate a quelle economiche, alimentari, dei rifiuti, della gestione dell'acqua e del territorio per essere liquidate in maniera approssimativa e senza la ridefinizione di un piano aggiornato e rispondente alle reali esigenze della nostra regione.
L' Italia dei Valori nei mesi scorsi ha raccolto a livello nazionale oltre 700mila firme grazie alle quali entro la metà di giugno si realizzerà il referendum attraverso il quale i cittadini potranno opporsi in maniera netta alle scelte di un governo che sta facendo di tutto per boicottare l’avvento di una strategia energetica basata sul risparmio e sulle rinnovabili. Una politica di destra, abituata ad andare a braccetto con i grandi interessi economici, vede come fumo negli occhi  un modello di produzione e distribuzione dell’energia diffuso sul territorio che lascerebbe ad ogni singolo cittadino il potere di decidere come e cosa fare dell’energia. Questo sferrato da Berlusconi e dei suoi sodali è solo l'ultimo maldestro tentativo di puntare il tutto per tutto sull'energia nucleare soltanto perché, come quella fossile, è monopolizzabile e dunque la sua reintroduzione garantirebbe la conferma di un modello energetico obsoleto e centralizzato, in grado di conferire un potere e degli introiti immensi ai pochi soggetti che lo andrebbero a gestire.

Perugia, 9 marzo 2011



Oliviero Dottorini

Inserito mercoledì 9 marzo 2011


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