02/06/2020
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Sdoppiamento Umria Acque: i comuni facciano sentire la propria voce
E' necessario tutelare cittadini e lavoratori, evitando di assecondare appetiti che avrebbero effetti negativi sul servizio e sulle bollette


 

“I comuni facciano sentire la propria voce e mettano uno stop alla sconsiderata ipotesi di sdoppiamento e ulteriore privatizzazione di Umbra acque. La prima richiesta è quella di sospendere ogni decisione fino all’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione. E’ quanto meno sospetta la fretta di fare approvare la nuova società di scopo da un cda in scadenza che dovrebbe essere chiamato soltanto ad approvare il bilancio”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, chiede che i sindaci dei 38 comuni detentori del pacchetto di maggioranza di Umbra acque (60 per cento) si facciano parte attiva per scongiurare la creazione di una società operativa e di scopo all’interno della stessa Umbra acque. La richiesta è di rinviare ogni decisione fino all’insediamento del nuovo Cda, dal momento che quello attualmente in carica scadrà il 30 aprile prossimo.

“Sappiamo - aggiunge Dottorini - che il sindaco di Perugia ha convocato per martedì 15 marzo gli altri 37 sindaci dei comuni soci per affrontare la creazione della nuova società di scopo. Un’accelerazione quanto meno sospetta che non vorremmo preludesse a una decisione affrettata. Si tratterebbe di una scelta con ricadute preoccupanti per il futuro dei lavoratori e con effetti sicuramente dannosi per i cittadini che con tutta probabilità vedrebbero aumentare le tariffe a parità di servizio. La decisione di sdoppiare la società trasferendo alla nuova azienda le sedi, il parco macchine e la gestione di servizi come il laboratorio analisi e l'ufficio progetti, porterebbe a un aggravio di costi per la vecchia società che ricadrebbero ancora una volta sulle bollette dei cittadini. La strategicità di un servizio essenziale come quello idrico induce tutti a senso di responsabilità e cautela, evitando di assecondare appetiti che inevitabilmente avrebbero effetti negativi sul servizio, sugli utenti e sulle decine di lavoratori che vedono messo a repentaglio il proprio futuro. Da questo punto di vista è molto significativo il fatto che i bilanci di Umbra Acque continuino ad essere ampiamente in attivo, mentre le bollette aumentano in modo costante. I cittadini devono pagare per la fornitura di un servizio e non per garantire profitti così elevati a soggetti privati e pubblici che sono invece chiamati a occuparsi di rendere più efficiente la rete idrica e meno frequenti le esternalizzazioni dei servizi. In attesa di una presa di posizione dell’assessorato all’Ambiente della Regione Umbra, che come da tradizione pare non volere esprimere opinioni in proposito, è importante che i sindaci tutelino i propri cittadini chiedendo almeno la sospensione di un progetto che, così come concepito, avvantaggerebbe forse il socio privato, Acea, non certo gli utenti, i lavoratori e l’ambiente”.

 

Perugia, 12 marzo 2011




Inserito lunedì 14 marzo 2011


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