23/04/2021
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17 Marzo 2011 festa dell’Unità d’Italia?
Riflessioni su una celebrazione controversa

Il 22 febbraio 2011 il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Presidente Berlusconi, un decreto legge che assicura la dovuta solennità e la massima partecipazione dei cittadini alle celebrazioni del 17 marzo 2011, già dichiarato festa nazionale, confermando che la giornata sarà festiva a tutti gli effetti previsti dalla legge. Un decreto legge che non si comprende bene, visto che la preparazione dell'anniversario era già stata avviata con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 aprile 2007, che ha istituito il "Comitato Interministeriale" cui sono state affidate, in raccordo con le Amministrazioni regionali e locali interessate, le attività di pianificazione, preparazione ed organizzazione degli interventi e delle iniziative connesse alle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità Nazionale.

Ci chiediamo dunque: chi racconterà ai nostri giovani che l'unità d'Italia nasce sulla una rocambolesca avventura dell'esercito dei Mille? Chi racconterà che l'annessione al regno di Sardegna, ancora oggi, suscita dei dubbi tra il desiderio di identità unitaria e un saccheggio vero e proprio? Forse la Questione Meridionale nasce da li ? Altro che “La storia siamo noi”! Oggi noi diremmo “i Malavoglia siamo noi” perché a distanza di 150 anni dal 1861 il Meridione non ha cambiato volto. Come mai, pur essendo l'Italia unita, si programma a Gaeta una manifestazione di “riconciliazione” tra Piemontesi e Borbonici? Che ci siano ancora vecchi rancori? E come mai si programmano quattro incontri nazionali, il primo a Roma all'Altare della Patria e gli altri al nord, poi al centro e l'ultimo al sud? Alla faccia dell'unità!!

Ci hanno imbrogliato, ci hanno fatto credere fino all'ultimo che si discuteva su “festa sì”, “festa no”, ma si era già messo a punto un “programma di qualificati interventi ed opere, anche infrastrutturali, di carattere culturale e scientifico, nonché di un quadro significativo di iniziative allocate su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle città di preminente rilievo per il processo di Unità della Nazione, tali da assicurare la compiuta diffusione e testimonianza del messaggio di identità ed unità nazionale proprio delle celebrazioni; in particolare la messa a punto dei piani economici degli interventi, sia attraverso strumenti di co-finanziamento provenienti dalle realtà pubbliche e private del territorio e, in primo luogo, dai comuni e dalle regioni, che mediante il ricorso ad impegni di spesa ed obbligazioni pluriennali”.

Noi vorremmo sapere quanto costa tutto questo e chi paga? Basterà togliere dal calendario la festa del 4 Novembre per compensare le spese? Altro che milite ignoto! Qui di ignoto c'è il nostro futuro! Ci aspetta, però, il federalismo fiscale e le nuove tassazioni che ci daranno fame e disoccupazione. Almeno potremo di nuovo chiedere pane e lavoro!
Infine, siamo pronti a GIURARE per una Giovine Italia che discute di "legittimo impedimento" piuttosto che di agricoltura? Che dilapida risorse per festeggiare una storica e gloriosa giornata, mentre qualcuno muore sul lavoro senza onore? Questa "Giovine" Italia, governata da "matusalemmi" imbalsamati! Questa Giovine Italia nella quale domani dei privati ci usurperanno dell'acqua, nostro elemento fondamentale e vitale!
Non siamo convinti che sia stato Dio a volere questa nazione, ma siamo convinti che se oggi la vogliamo libera, dovremo liberarci della Casta che la sta impoverendo. Se vogliamo un'Italia unita, le scelte di governo dovranno appartenere di nuovo al popolo, che è sovrano, e dovranno essere per il bene comune e non di pochi. E siccome lo Stato è prima di tutto laico, non vogliamo invocare l'ira di Dio, ma la sua benedizione per noi che siamo Italiani sì, ma anche Cittadini del mondo.



MoVimento 5 Stelle

Inserito giovedì 17 marzo 2011


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