22/01/2021
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Non possiamo cambiare opinione sulla guerra
Mi sbaglierò ma secondo me qualche concessione petrolifera si accinge a cambiar bandiera, ancora una volta sulla pelle della povera gente

INFARMAZONE: pubblicata da InfarmaZone onlus il giorno sabato 19 marzo 2011 alle ore 23.51

È sempre la solita storia, un dittatore armato e protetto dall'occidente con il quale abbiamo fatto affari, accordi e scambi, anche prima dei patetici baciamano e degli show di hostess tendoni ed amazzoni. Un dittatore proprietario di pozzi di petrolio e di gas, una presenza oscura nei misteri della strage di Ustica, un tiranno che ci tiene al guinzaglio con la minaccia dell'immigrazione clandestina. Un tiranno al quale abbiamo accordato tutto, persino la partecipazione ad un campionato in serie A di calcio al figlio che di calci ne avrebbe meritati solo nel deretano. Un tiranno del quale non abbiamo mai disdegnato i denari, le azioni della Juventus, la scalata ad Unicredit, le acque d Fiuggi ed ora sembra anche l'elezione di Sarkozy.

Si sarebbero potute mettere in campo tutta una serie di risoluzioni economiche e politiche, prima che la situazione precipitasse, ed invece no ancora una volta bombardamenti. Ancora una volta una no fly zone che diventa il pretesto per azioni di guerra. Già si parla di vittime civili poiché si sa i dittatori si difendono con scudi civili ed inermi e la stupidità delle nostre bombe intelligenti non è capace di distinguere i tiranni dai poveri cristi, dalle donne, dai bambini!

Siamo sempre stati contrari all'uso della violenza come metodo di risoluzione anche quando avvallato dal cappello delle nazioni unite, soprattutto quando mascherato da intervento umanitario. Lo siamo stati con D'Alema che bombardava il Kosovo, lo siamo stati contro le guerre in Afghanistan ed Iraq dei governi Prodi e Berlusconi, continuiamo ad esserlo oggi poichè siamo convinti che sotto quelle bombe cadranno ancora vite civili, vittime evitabili e non si risolverà nessuno dei problemi attuali.

Qualcuno spieghi perchè si interviene in Libia ma si tace su quanto avviene, ad esempio, in Baharein dove si spara su manifestanti inermi e si invita al massacro le truppe saudite. Ha un ruolo in tutto questo l'ospitalità alle basi USA? Ha un ruolo in tutto questo il petrolio libico? Mi sbaglierò ma secondo me qualche concessione petrolifera si accinge a cambiar bandiera, ancora una volta sulla pelle della povera gente.

 InfarmaZone onlus



Claudio Santi

Inserito domenica 20 marzo 2011


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