09/07/2020
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Il convegno-assemblea “Rifiuti e Salute”
Occorre raggiungere “quell’equilibrio difficile tra ecologia ed economia che gli amministratori migliori devono perseguire”
Venerdì 1 aprile alle 21, presso il ristorante La Ripa di Umbertide, si è svolto un convegno-assemblea dal titolo “Rifiuti e Salute”, promosso dal comitato InceneritoriZero. Lo scopo era quello di informare la cittadinanza presente sui rischi per la salute umana collegati all’incenerimento ed alla presenza di discariche, nonché – in un momento della vita della nazione in cui si grida spesso all’emergenza rifiuti – sui modelli alternativi di gestione del problema.
Relatori del tema l’assessore all’ambiente del comune di Umbertide, Federico Ciarabelli, che ci ha parlato in generale delle iniziative intraprese dal comune a favore della sostenibilità ambientale ed in particolare dell’imminente passaggio alla raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale, preceduta dalla campagna informativa della cittadinanza proprio nel mese di aprile 2011. Marco Montanucci, vice-presidente del comitato, ha sottolineato come la discarica di Pietramelina, approvata  per contenere 2.900.000 metri cubi di rifiuti, sia a soli 100.000 metri cubi dalla non auspicabile meta, mentre la raccolta differenziata continua a languire nell’ATI2 intorno al 36 % (contro il 50% previsto dal piano regionale per il 2010). La montagna di rifiuti che incombe sul nostro territorio da quasi 30 anni, come ci ha poi illustrato il dr. Giovanni Vantaggi, medico di medicina generale di Gubbio appartenente all’organizzazione “Medici per l’Ambiente”, non è poi così innocua. Si sa che le esalazioni gassose ed il percolato sono nocivi e contengono agenti cancerogeni per l’uomo; esistono inoltre studi epidemiologici dai quali si rileva un elevato tasso di malformazioni nei nascituri di popolazioni residenti entro 3 km da una discarica che – seppure non sono sufficienti a stabilire un nesso causale – meriterebbero tuttavia un approfondimento e l’adozione del cosiddetto “principio di precauzione”, secondo il quale quando c’è la possibilità che un’attività sia dannosa per la salute, essa non vada intrapresa. In tema di salute, poi, davvero sconvolgente la relazione della dr.ssa Patrizia Gentilini, oncoematologa responsabile di Medici per l’Ambiente, che ci ha presentato numerosi studi dai quali emergono dati drammatici: in questo caso esistono evidenze certe di aumento del rischio di incidenza per tutti i tumori, di mortalità infantile (fino al 10% in più!), di malformazioni fetali, di aumento di patologie neuroendocrine nelle popolazioni residenti in prossimità di impianti di  incenerimento. Questi dati ben si correlano con la composizione chimica dei prodotti di combustione dei rifiuti: diossine, furani, metalli pesanti, nanoparticelle, molti dei quali cancerogeni CERTI per l’uomo, che, una volta immessi in atmosfera, restano non solo nell’aria che respiriamo, ma entrano nella catena alimentare per cui, per usare le parole della dottoressa, “ tutto ciò che abbiamo buttato ce lo ritroviamo nel piatto”. E, purtroppo, lo diamo da mangiare ai nostri figli anche e soprattutto con quel latte materno che l’inquinamento ambientale sta trasformando in un veicolo di morte.  Di fronte a questa tragedia,  l’esperienza presentata  da Rossano Ercolini, coordinatore del Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori, appare l’unica strada percorribile.  Il progetto Rifiuti Zero, adottato in 26 comuni italiani, fa sì che nella sola Capannori la raccolta differenziata sia al 75% e che – dietro ad essa – si sia attivata tutta una filiera di impianti di riciclaggio, compostaggio, recupero e riuso che ha creato occupazione e si è rivelata oltre che ecosostenibile, anche molto remunerativa. Il Centro di Ricerca, poi, è costantemente al lavoro per rendere sempre più sottile la fetta di rifiuti conferiti in discarica, affrontando il problema su vari versanti: non solo differenziazione e riciclaggio, ma anche riduzione di rifiuti all’origine, fino alla creazione di tavoli di studio con le imprese produttrici per la creazione di oggetti che possano essere riciclabili o compostabili e – quindi , la correzione dei cosiddetti “errori progettuali”. Il tutto allo scopo di raggiungere “quell’equilibrio difficile tra ecologia ed economia che gli amministratori migliori devono perseguire”. Ci auguriamo che i nostri vogliano finalmente ripulire la vista dal miraggio del denaro facile e dell’interesse ed aprire gli occhi sull’unico percorso che porta  ad  un futuro e non ad una catastrofe, perché le generazioni future non debbano pagare un prezzo troppo alto per la nostra cupidigia e la nostra imprudenza.
        Comitato inceneritoriZero
         La portavoce
                

Alessandra Senni

Inserito sabato 2 aprile 2011


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