16/02/2020
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E' fuori legge raccogliere il rifiuto organico con sacchi monouso in polietilene
Legambiente Umbria minaccia azioni legali

                                                                                                                    Perugia, 2 aprile 2011


Mentre il dibattito sui rifiuti nella nostra regione è drogato dal tema dell'inceneritore, il dibattito in merito alle azioni da mettere in campo per la riduzione dei rifiuti e le corrette azioni per sempre più una efficace raccolta differenziata godono di minore attenzione.

Ad esempio il decreto legislativo n° 205 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 dello scorso dicembre, quello che definisce le regole per l’intercettazione dei rifiuti organici, stabilendo che “la raccolta separata dei rifiuti organici deve essere effettuata con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti compostabili certificati a norma UNI EN 13432-2002”, è totalmente disattesa dalla quasi totalità delle aziende di servizio operanti nel territorio umbro.

Infatti le aziende consegnano direttamente all'utente i sacchi monouso (quindi non riutilizzabili) in plastica o semplicemente consigliano l'utilizzo dei sacchetti biodegradabili giustificando questa modalità di operare con la procedura adottata nell'impianto di compostaggio che prevede l'eliminazione del sacco in plastica prima che il materiale organico inizi il processo di compostaggio nelle apposite vasche. Processo che poi porterà alla maturazione di un compost di qualità immesso nel circuito agricolo. Addirittura in alcuni casi arrivano a non ritirare l'organico se non esposto con il sacchetto in propilene fornito da loro, escludendo la possibilità di usare gli shopper bio presi al supermercato.

“ Una pratica che è assolutamente fuori norma – dichiara Legambiente Umbria - e che non si integra nel processo virtuoso  della raccolta differenziata che era uno degli obiettivi principali della norma entrata in vigore il primo gennaio 2011 e che prevede l'eliminazione dei sacchi monouso in polietilene per l'asporto delle merci”.

Con l'eliminazione dei sacchi in polietilene, gli esercizi commerciali e la grande distribuzione si stanno organizzando con i sacchi biodegradabili e compostabili che potrebbero entrare a pieno titolo nel sistema integrato della raccolta di rifiuti per raccogliere proprio l'organico, ma sono di fatto inutilizzati in tutti quei circuiti che propongono o addirittura forniscono il sacco in polietilene.

“ Non è accettabile che si continui ad eludere una norma così importante che ha l'obiettivo di prevenire la formazione di rifiuti – conclude Legambiente Umbria – sollecitiamo pertanto tutti i Comuni Umbri  ad intervenire con determinazione affinchè le aziende di gestione dei rifiuti non distribuiscano più sacchetti in polietilene per la raccolta dell'organico, ma consegnino agli utenti quelli compostabili certificati e che comunque svenga  previsto e promosso  l'utilizzo di quelli biodegradabili presi al supermercato. Se non verranno presi urgenti provvedimenti in questo senso ci vedremo costretti ad intervenire con azioni legali”.


Via della Viola, 1 - 06122 Perugia



Legambiente Umbria

Inserito sabato 2 aprile 2011


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