18/01/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Fine settimana a Ripa, borgo del territorio d’Arna
Sabato al Museo del Giocattolo e domenica la prima Camminata dei Cammina Cultura

Le Associazioni Culturali Arnati (leggi in particolar modo le Pro-loco di Ripa, di Civitella d’Arna e di Pianello, l’Associazione di Volontariato P. Federici, l’Associazione Sportiva di S. Egidio) in collaborazione con l’Associazione dell’Ecomuseo del Fiume e della Torre di Pretola, hanno proposto un piacevole fine settimana a Ripa (casuale, o voluto, il tutto?), nei giorni di sabato 2 aprile e domenica 3 aprile. Cosa è successo?
E’ successo che sabato pomeriggio è stato organizzato un simpatico ‘Incontro aperto’ (aperto alla popolazione del territorio, ma non solo a questa, ovviamente) presso la sede attuale del Museo del Giocattolo, ideato, costruito, raccontato dall’entusiasta e attento Luciano Zeetti, per ‘Conoscerlo insieme’. Un’ora e mezzo gradevole, all’interno del luminoso spazio al I piano della ‘vecchia’ scuola elementare di Ripa (struttura colorata e vivace), con tanti giochi e atmosfera d’altri tempi. Un paio di bambini e una trentina di adulti hanno risposto all’invito. Il numero giusto, sebbene ci si  auguri sempre una risposta massiccia, ma non è facile cambiare le abitudini ed il quotidiano nelle persone del luogo. Sarà vero? Ma a noi è piaciuto, comunque sia. Lamberto Salvatori ha sottolineato il significato di questi ‘Incontri Aperti’ del e nel nostro territorio (sapere, vedere, conoscere, comprendere la dinamica della storia della gente del territorio, nel tempo e nello spazio), Daniele Crotti ha ribadito il concetto che tali iniziative debbono rientrare nel pacchetto (ricco e complesso) dell’agognato Ecomuseo del Tevere (un museo è statico, un ecomuseo è dinamico,…), del quale il territorio arnense tra Tevere, appunto, e Chiascio, ne sarà parte importante, soffermandosi sul concetto di Centro di Documentazione più che Museo (cosa assai più ‘impegnativa’ e mirata), Renzo Zuccherini ha ricordato a tutti i presenti l’importanza del giocattolo e del gioco, che, come scrisse U. Eco, è da inserire (il gioco come tale) tra i cinque bisogni fondamentali dell’uomo (fantasia, creatività, operatività, socialità…). Era presente anche Ornero Fillanti, autore del suggestivo opuscolo che realizzò nel 2002 (lontano o vicino?) con i suoi studenti di scuola media inferiore: ‘Dalla lingua al gioco, dal gioco al giocattolo’. Ornero ci ha spiegato in pochi minuti come nacque il progetto ed il libro, e io voglio allora riportarne alcuni passi, relativi, per l’appunto, a ‘questo museo’, ossia ai ‘Giocattoli al museo’: “… i giocattoli, come tutti gli altri oggetti, sono prodotti della società ed attraverso questi si può comprendere l’evoluzione della società stessa nel tempo. … Da allora, fino ad oggi, molti giocattoli possono essere veri e propri ‘documenti’ storici, specchio del tempo nel quale sono stati prodotti. Il giocattolo, cioè, è la realtà in miniatura ed anzi spesso è stato usato per renderla più comprensibile ai bambini, ai quali, attraverso i giocattoli si è cercato di far capire il mondo futuro e quali sarebbero state le loro professioni ed il loro ruolo nella società…”. Che poi è quello che ha detto Luciano nel descrivere il percorso ideato nel creare questo ‘piccolo’ ma ‘grande’ museo (ripeto, usiamo il termine Centro di Documentazione; mi sembra più attinente), che, con il prezioso aiuto dell’amico Enzo Benda, ha arricchito la visione degli spazi allestiti con brillanti esposizioni cui hanno partecipato i presenti con dialoghi vivaci e coinvolgenti, con ricordi inevitabili, con curiosità inaspettata.
Ma facciamo un passo indietro per ‘narrare’ come e perché è nata questa idea di questo incontro, anche per meglio comprenderne lo spirito, le finalità, l’utilità.
In data 22 dicembre 2010 scrivo agli ‘animatori sociali e culturali’ di questo territorio quanto segue: “Carissimi, vi scrivo a nome dell’Associazione dell’Ecomuseo del Fiume e della Torre (l’acronimo è EMFT, che potrà, dovrà, divenire l’acronimo di Ecomuseo del Fiume Tevere, si diceva con Claudio Giacometti, che è l’ideatore di questa associazione a Pretola) che da ormai da più di tre anni collabora con le Associazioni Culturali Arnati per realizzare non soltanto il Percorso naturalistico-storico Tevere-Chiascio, ma altresì per realizzare l’Ecomuseo del Tevere (…), di cui il territorio d’Arna ne è e ne sarà parte integrante (oltre ch viva e vitale)…
Orbene, in tal contesto, l’Associazione dell’EMFT di Pretola propone alle Associazioni Culturali Arnati di organizzare insieme una iniziativa, la prima del 2011, di ‘Incontri Aperti’, proprio nel territorio arnate, ed in particolare a Ripa, in quanto tema dell’iniziativa-incontro sarà il MUSEO DEL GIOCATTOLO al momento collocato nella vecchia (ma ‘rinnovata’) e bella scuola elementare di Ripa (ora sede di ‘asilo’ comunale)”.
E Claudio Giacometti ribadisce che “è importante capire che l’iniziativa fa parte di un percorso, e di un processo rivolto a costruire l’Ecomuseo. Rimarcare che l’idea nasce dall’Associazione di Pretola e dal progetto che è nella testa di noi tutti… Ormai lo sviluppo socio-culturale e anche economico di un territorio deve essere promosso globalmente, perché da soli non si riuscirà a recuperare, preservare e valorizzare nulla…”. E lo stesso Claudio Giacometti aveva ancor prima detto e scritto a tutti noi: “… E’ anche… importante comunque coinvolgere la Comunità del luogo; è questo uno degli obiettivi più importanti per un ecomuseo, rendere protagonisti gli abitanti del luogo. Ma un Comunità, per crescere, ha bisogno anche di specialisti della materia, che potrebbero venire da fuori, essere esterni alla Comunità…  Parlare del giocattolo è cosa complessa e affascinante. Come dal semplice giocattolo, o gioco, si passa poi all’ambiente che lo ha ospitato, allo stile di vita delle persone che lo hanno creato, etc … Il Centro di Documentazione o il Museo, come tutti  i Musei, svolge le tre funzioni classiche: ricerca e recupero degli oggetti, studio degli oggetti, esposizione e valorizzazione degli oggetti stessi. Però nel Museo, i cittadini sono dei semplici spettatori (…). La ‘Nuova Museologia’, con lo strumento dell’Ecomuseo, ha inteso ribaltare questo concetto: i cittadini non dovranno essere solo visitatori, ma attori, protagonisti. Il nostro compito è quello di trovare degli strumenti o forme culturali che promuovano il ‘laboratorio del giocattolo (con il coinvolgimento della Comunità e delle scuole; ed è quello che sta facendo Zeetti all’interno della struttura, e quanto proposto da Zuccherini e da Salvatori per ‘rivitalizzare i giochi di una volta…[questo mi permetto di aggiungerlo io]), la ricerca, lo studio dei giocattoli del passato, etc… Creare una banca della memoria con i racconti degli anziani, valorizzando anche il patrimonio immateriale. … Penso ai giochi che facevamo, o facevano i nostri genitori lungo i nostri fiumi, ma anche nell’aia dei contadini, nelle piazze dei paesi, nelle case dove bambine e bambini spesso giocavano insieme…”.
Mi piace questa frase di P. Paoloni, letta su ‘Intranews’ del luglio 2007, che cita, parlando del tema ‘Alla ricerca di un Museo’: “non un cimelio storico da conservare ma un agorà, una piazza dove si possa dibattere e trovare un aiuto alle proprie incertezze”.
Poco dopo le 18.30 usciamo dal Museo e andiamo, con Cesare, con Alberto, con Gianni, con Giuliano, con Francesco, con gli altri insomma, a gustarci un aperitivo al bar del Circolo il Montarone dove la vista sulla valle umbra tra Perugia e Spoleto è meravigliosa. Prima della porta orientale del borgo-castello di Ripa, Cesare annota questi versi di Sandro Penna che farà avere a Vanni, anche per stimolarlo ad uscire dalla sua ‘città’ di Perugia:

Un sogno di bellezza
un dì mi prese
Ero fra calda gente
in un caldo paese

Domenica alle 8 siamo già in piazza sociale a Ripa. Noi del Comitato Organizzatore della V edizione dei Cammina Cultura di Attravers…Arna & Sentieri Aperti. E’ la prima Camminata! Il cielo è limpido, il sole ci scalderà, l’atmosfera sarà squisitamente primaverile.
Il tema di quest’anno di siffatte camminate (quanto ci sarebbe da dire al riguardo…; ma consultate gli opuscoli relativi alle prime due edizioni e i DVD relativi alla quarta [nota: chi li volesse può rivolgersi a Claudio Giacometti o a me o a Lamberto o a Gianni Mantovani]), il tema di quest’anno, dicevo, riguarda l’ACQUA, sì, l’ACQUA: ‘Salviamo l’acqua: bellezza e ricchezza del territorio’. Non riporto la presentazione e altri depliants o manifestini al riguardo, ampiamente distribuiti e diffusi; voglio qui solo rammentare il prossimo referendum sull’acqua ricordando che ‘è importante che ciascuno di noi si faccia carico di portare il suo contributo a questa importante sfida culturale, convincendo il maggior numero di persone a recarsi a votare e a sostenere le proposte di cambiamento alla base dei quesiti referendari’ (R. Lembo, in Solidarietà Internazionale, febbraio 2011).
Arriveranno in tanti a questo primo appuntamento. Ed è piacevole vedere volti nuovi e rivedere volti che da anno passato magari non ritrovavi. L’atmosfera è quella di sempre, accogliente, seria e scherzosa al contempo, aperta, libera… Ci conteremo, quasi 200! Incredibile? Non so... Partiti dalla piazza, scendiamo ai laghetti, luogo di pesca, tuttora, dei giovani del luogo (belle le immagini del ‘corteo’ che si riflettono nello specchio dell’acqua…) e dove ogni anno possono fermarsi vari uccelli migratori acquatici (la fortuna non ci assiste, ma è forse colpa anche degli schiamazzi, sia pur contenuti, dei tanti che siamo e che ci raccontiamo…, e allora niente germani e gallinelle d’acqua…). Superata la Stra di la rena arriviamo alla Macaja, ci descrive Luciana Sepioni, che con l’Ortica (Francesco, che sia un discendente del vecchio brigante?), un piccolo ma ‘famoso’ ruscello che attraversa praticamente tutto il territorio di Ripa. Poi il Ponte Mollo (un ‘vocabolo’ che ci accoglie per e con una merendina), le Selvette, la strada Case Vecchie, il ‘Pozzo romano (una inaspettata sorpresa)’, per ritornare in piazza per l’ora del piatto della tradizione preparato da Mirella (grazie allora ad ella e alla Pro-loco di Ripa, in tale circostanza): gli ‘antichi sapori’ ci accolgono, dopo un benvenuto e bentornati a tutti i partecipanti, con una piattone di ‘fagioli con le cotiche’, con tanta buona acqua (ovviamente!) ma pure del godibile vino (grechetto il bianco e sangiovese il rosso?). Un caffè dal buon Antonio al Montarone è poi d’obbligo (gentile come il pomeriggio avanti e come sempre).
La giornata è bellissima. La campagna affascinante…



Daniele Crotti

Inserito martedì 5 aprile 2011


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