19/01/2021
direttore Renzo Zuccherini

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La guerra dei trenta minuti
Le piccole rivoluzioni del traffico andrebbero gestite con qualche capacità e competenza in più di quanto mostrino di averne nel Palazzo

                   

La guerra di adesso, ammesso che sia guerra, ma così la chiamano, non si gioca in trenta anni o in cento, come in secoli lontani, ma in trenta minuti, come una trasmissione televisiva. Trenta minuti, trenta miseri minuti, sono quelli che il sindaco di Perugia ha tagliato allo sballo alcolico notturno, salvo poi ripensarci, trenta minuti sono stati tolti al tempo necessario per caricare e scaricare le merci in corso Vannucci e dintorni, e trenta minuti sono il tempo necessario per vivere il centro, una sveltina veloce veloce per salire con l'auto, comprare ciò che si vuole e tornare a casa, proposta questa presentata dall'associazione dei commercianti del centro storico che non devono avere una grande considerazione della città dove si trovano, casualmente, a operare, se pensano che così vada vissuta.Toccata e fuga. Tutto questo per eliminare una volta per tutte il grande persecutore dei diritti di tutti gli automobilisti, le telecamere della Ztl, la causa di tutti i mali del centro storico. Troppi divieti. La città si perde dietro queste cose, un bicchiere in meno di birra, cento metri in più da fare a piedi la sera a vent'anni di età, aprire il negozio alle dieci di mattina, che sarebbe troppo presto per il carico e scarico, senza che qualcuno cerchi di ragionare su quale città vogliamo vivere.
Le associazioni dei commercianti e degli artigiani, tutte unite, sono pronte a proporre al Comune le loro solite e antiche ricette dove si parla della città come fosse un supermercato e dove scompare il problema della residenza, la cultura, gli studenti e persino l'esigenza di un forte rilancio dell'artigianato, non solo quello tradizionale. Sembra di essere tornati trent'anni indietro, quando parlavano e venivano accettate a palazzo le solite corporazioni. Questi sindacati dal bollino blu avrebbero un potere contrattuale vicino allo zero se il Comune tenesse conto almeno di due ragioni. La prima è che dopo lo sciopero delle vetrine spente, giusto o sbagliato che sia stato, la loro capacità di rappresentare i commercianti del centro è scesa assai, la seconda è che, dal momento che alcune di queste associazioni hanno qualche interesse da difendere in materia di servizi ed eventi, possono dire tutto quello che vogliono a Palazzo dei Priori, ma a bassa voce.
Ora, ci mancava questa storia dell'orario della Ztl allungato di ben tre ore, meglio di niente, poco più di nulla, ma il tutto è bastato a far rinascere le solite polemiche sul centro blindato e a far disconoscere all'assessore competente, alla velocità della luce, le modeste novità che questa riforma del regolamento della Ztl conteneva, dopo dieci anni di attesa. Questa storia del traffico e della sosta nel centro storico, a raccontarla, sembra una barzelletta. Centro blindato? il centro storico di Perugia è aperto dalle tredici alle due di notte o alle dieci, d'estate, ma poi una volta entrato nessuno esce e dunque è come se la sera fosse sempre aperto. Contrariamente a quel che si può pensare, il traffico più consistente c'è la mattina, quando le telecamere sono accese, mentre nel pomeriggio, quando l'accesso è consentito a tutti, non passa un cane. Allora? Allora niente, il centro è blindato e basta. Naturalmente, quando si parla di traffico limitato, si dimentica che ci sono ottomila permessi a fronte di 1.360 spazi di parcheggio disponibili all'interno della zona blindata, compresi quelli riservati ai residenti o alle auto di pubblico interesse. Si può parlare di traffico limitato con ottomila permessi per un'area di pochi ettari? I soli residenti dispongono di 2.500 permessi, il doppio dei posti disponibili. Questo vuol dire che le auto di metà dei residenti bastano a riempire tutti gli spazi esistenti. Se tutti quelli che dispongono di un telepass si mettessero in fila, la mattina, in via Masi, per entrare in centro, l'ultima auto resterebbe ferma alla periferia di Foligno, diciamo verso Spello.
In questa lamentazione vecchia come il cucco dove ognuno si sente defraudato di qualche suo diritto inalienabile ci fosse un cane che si faccia una domanda semplice semplice. E' compatibile il traffico privato con un centro storico come quello di Perugia e con i suoi monumenti? Questa è una città dove non si può impedire il traffico delle auto nelle due piazze monumentali, piazza Matteotti e piazza IV Novembre, perché non ci sono percorsi alternativi per raggiungere la parte nord del centro, diciamo Porta Sole e le due vie che le girano attorno. E' ragionevole, almeno, limitare i danni cercando di far viaggiare in luoghi così importanti per la storia e anche per il turismo meno marmitte, meno rumore, meno vibrazioni a due passi dalla Fontana Maggiore? E' ragionevole e utile liberare le piazze dalle auto e restituirle ai cittadini e pensare ad una loro ritrovata vivibilità?
Certo, le piccole rivoluzioni del traffico andrebbero gestite con qualche capacità e competenza in più di quanto mostrino di averne nel Palazzo. Gli ultimi aumenti dei bus e del minimetrò e ancor prima della sosta, di certo non favoriscono soluzioni condivise. Il pasticcio di Corso Garibaldi con tutte quelle contravvenzioni ai residenti  e la pessima comunicazione che è stata fatta dopo le novità introdotte dalla presenza delle telecamere, complica qualsiasi possibilità di sperimentare soluzioni più avanzate sul versante della mobilità.
Il discorso sui giovani meriterebbe uno spazio a parte. E' accettabile che a protestare siano i locali notturni che si trovano a pochi metri dal limite della Ztl? Servono trasporti aggiuntivi la sera? va bene, ma chi paga? e poi, in ogni caso, è ragionevole pretendere anche dai giovani  che si lasci da parte questa idea che senza auto non ci si possa muovere e si faccia una scelta, giusta, di civiltà. Prendere i mezzi pubblici ogni volta che è possibile. Anche di giorno.
                                                                                                                                 renzo.massarelli@alice.it
(per il Corriere dell'Umbria, sabato 9 aprile)



Renzo Massarelli

Inserito martedì 12 aprile 2011


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