17/01/2021
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Festa d’aprile
Si sta avvicinando il 25 aprile

Si sta avvicinando il 25 aprile. A noi, a me, piace ricordare questo giorno soprattutto con questo Canto, nella memorabile versione di Giovanna Daffini con l'accompagnamento al violino di Vittorio Carpi:

http://www.youtube.com/watch?v=OAFunAUr_Mw
 
  Festa d’aprile

È già da qualche tempo che i nostri fascisti
si fan vedere poco e sempre più tristi,
hanno capito forse, se non son proprio tonti,
che sta arrivare la resa dei conti.

Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia
per conquistare la pace, per liberare l'Italia;
scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;
evviva i partigiani! È festa d'Aprile.

Nera camicia nera, che noi abbiam lavata,
non sei di marca buona, ti sei ritirata;
si sa, la moda cambia quasi ogni mese,
ora per il fascista s'addice il borghese.

Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia
per conquistare la pace, per liberare l'Italia;
scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;
evviva i partigiani! È festa d'Aprile.

Quando un repubblichino omaggia un germano
alza il braccio destro al saluto romano.
ma se per caso incontra partigiani
per salutare alza entrambe le mani.

Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia
per conquistare la pace, per liberare l'Italia;
scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;
evviva i partigiani! È festa d'Aprile.

In queste settimane, miei cari tedeschi,
maturano le nespole persino sui peschi;
l'amato Duce e il Führer ci davano per morti
ma noi partigiani siam sempre risorti.

Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia
per conquistare la pace, per liberare l'Italia;
scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;
evviva i partigiani! È festa d'Aprile.

Ma è già da qualche tempo che i nostri fascisti
si fan vedere spesso, e non certo tristi;
forse non han capito, e sono proprio tonti,
che sta per arrivare la resa dei conti.

Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia
per conquistare la pace, per liberare l'Italia;
scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;
evviva i partigiani! È festa d'Aprile.

Furono anni nello stesso tempo difficili ed entusiasmanti. Noi, allora ventenni, non potevamo ancora votare, ma non volevamo esimerci dalla partecipazione.
Ci si educava alla democrazia nelle sezioni rionali, si faceva propaganda per la strada. Le campagne elettorali non furono prive di violenza e vivemmo spesso in situazioni difficili, ma ci esaltava l’idea di essere partecipi della ricostruzione. Contemporaneamente si doveva costruire noi stessi. Bisognava ogni giorno sgombrarci della zavorra dell’educazione fascista e soprattutto liberarci con durezza da ogni forma di retorica. In questo sforzo di liberazione si era tentati di azzerare tutto quanto ci era stato trasmesso. Ci sentivamo una generazione nuova, diffidente verso gli adulti perché, tra l’altro, avevamo imparato che l’obbedienza non era sempre una virtù. Nello stesso tempo fragili e compassionevoli perché avevamo capito come fosse facile e possibile vendersi per fame o per qualche indumento. Comunque ancora oggi invidiabili perché abbiamo provato l’esperienza esaltante di chi è nato e cresciuto sotto una dittatura e ha assaggiato per la prima volta il sapore impagabile della libertà”.

[in: F. Pucci Pertusi: “Avevo diciottanni nel ‘43”]

(a cura di Daniele Crotti)





Inserito venerdì 22 aprile 2011


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Commenti

Nome: Vanni
Commento: Qua sotto il testo di una lapide che si trova a Scandicci (Fi) in Piazza Matteotti: 25 aprile 1945 ricorda, o cittadino, questa data e spiegala ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli racconta loro come un popolo in rivolta si liberasse un giorno dall'oppressore e narra loro le mille e mille gesta di quei prodi che sui monti, nei borghi e in ogni luogo sbarrarono il passo all'invasore né ti scordar dei morti né ti scordar di raccontare cos'è stato il fascismo e il nazismo e la guerra ricorda le rovine, le stragi, la fame e la miseria lo scroscio delle bombe e il pianto delle madri ricordati di Buchenwald delle camere a gas, dei forni crematori e tutto questo spiega ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli non perché l'odio e la vendetta duri ma perchè sappian quale immenso bene sia la libertà e imparino ad amarla e la conservino intatta e la difendano sempre 25 aprile 1955

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