22/01/2021
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Perugia, Primo Maggio con un garofano rosso
Con un ascolto per il Primo maggio: Simone Cristicchi e Minatori di Santa Fiora

(Un consiglio per l'ascolto per il Primo maggio:
 Simone Cristicchi e Minatori di Santa Fiora ~ Concerto Primo Maggio 2010                                                        
http://youtu.be/xKKysxRTDyM)


  Verso il XX Giugno e i 150 anni dell’Unità d’Italia con un garofano rosso

 

Al Camposanto di Perugia, in quel luogo della pietà laica attorno al sepolcro dei martiri del XX Giugno, c’è la lapide che ricorda il dottore in agraria Furio Rosi. Socialista e sindacalista della prima ora, morto in esilio per sfuggire ai processi politici sabaudi mossi contro di lui per la sua attività sindacale. Sotto il fascismo, mani libere non hanno mai fatto mancare un fiore (un garofano rosso il Primo Maggio) su quella lapide. Tuttora c’è chi non ha abbandonato questa  abitudine.

Il tipografo socialista Gustavo Castellini quando era festa aveva un garofano rosso all’occhiello, fermo antifascista volle che sulla sua tomba fosse scritto: “Dal profondo del feretro s’eleva l’inno della speranza”.

E, almeno nel cuore, portavano un garofano rosso gli antifascisti perugini che, durante il ventennio fascista, assieme ad Aldo Capitini festeggiavano il Primo Maggio nel magazzino di legnami di Enea Tondini in via Vecchia.

Ricordo il Primo Maggio dei lavoratori di Perugia nell’Italia degli anni intorno al 1960. S’incontravano in Piazza. Parlavano di Coppi e Bartali, del Perugia e di pugilato. Portavano tutti un garofano rosso all’occhiello del vestito della festa. Era un modo di rivendicare la propria dignità, la dignità che nasce dal lavoro; di riconoscersi come classe.

 Brenno Tilli Il giorno prima del 20 giugno riempiva di garofani rossi il monumento al XX Giugno; tra i monumenti risorgimentali unico nel suo genere: Non ci ricorda personaggi importanti, ma vi sono le sculture di due popolani che si sacrificarono per la libertà della loro città e l’unità del loro Paese.

PS: per chi abita a  Perugia e avesse voglia di continuare a  portare un fiore alla lapide di Furio Rosi, la lapide si trova nel muro alla destra del Monumento ai caduti del XX Giugno per chi lo guarda dando le spalle all’ingresso del Camposanto.

N.d.R.: Ringraziando Nene per il commento qui sotto riportato, suggeriamo un paio di versioni dell'Inno al Primo maggio di Pietro Gori (1892):

http://www.youtube.com/watch?v=CQHTeeWSyzU&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=WZt_2DgB8YU&feature=related



Vanni Capoccia

Inserito sabato 30 aprile 2011


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Commenti

Nome: Nene
Commento: Inno del Primo maggio (parole di Pietro Gori su un'aria del Nabucco di G. Verdi) Vieni o maggio t'aspettan le genti / ti salutano i liberi cuori / dolce Pasqua dei lavoratori / vieni o slendi la gloria del sol / la gloria del sol. Squilli un inno di alate speranze / al gran verde che il frutto matura / alla vasta ideal fiorituira / in cui freme lucente avvenire / lucente avvenir. Disertate o falangi di schiavi / dai cantieri dall'arse officine / via dai campi su dalle marine / tregua tregua all'eterno sudor / l'eterno sudor. Innalziamo le mani incallite / e ci siam fascio di forze fecondo / noi vogliamo redimere il mondo / dai tiranni de l'ozio e dell'or / de l'ozio e dell'or. Giovinezze dolori ideali / primavere del fascino arcano / verde maggio del genere umano / date ai petti il coraggio e la fé / il coraggio e la fé. Date fiori ai ribelli caduti / collo sguardo rivolto all'aurora / al gagliardo che lotta e lavora / al veggente poeta che muor / poeta che muor.

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