25/01/2021
direttore Renzo Zuccherini

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Loro, i ragazzi dello zoo di Perugia
Tutto si regge, il disagio che nasce nelle nuove periferie e la sensazione di estraneità trasmessa dalle vecchie vie silenziose dove non ci si sente responsabili di nulla

               

Annaspano. Questa è la sensazione che danno a chi li guarda dall'esterno e cioè dalle foto dei giornali, raccolti attorno al lungo tavolo della sala rossa di Palazzo dei Priori a discutere di alcol, droga e disagio giovanile, tre problemi, ognuno, alti come una montagna, messi lì in fila, dentro uno stesso ordine del giorno, come si trattasse di quelle cose di cui si parla ai convegni del Rotary. Con tutto il rispetto che si deve a chi cerca di dare una mano e alla stessa amministrazione comunale tirata per i capelli dentro una storia così grande e così terribilmente complicata, siamo sicuri che alcol, droga e disagio giovanile siano i tre lati di uno stesso triangolo? La droga è una cosa e poi, quale droga? e l'alcol un'altra cosa e il disagio un'altra ancora. Qualche volta si incontrano dentro il cammino tortuoso dell'adolescenza e poi anche dopo, ma le storie di qualsiasi generazione e di ogni singola persona sono tutte terribilmente diverse.
Comunque, la conclusione di questi tavoli tecnici non è particolarmente esaltante. Magari sarà colpa dei giornali che semplificano sempre tutto, ma leggere che il Comune impegna 40 mila euro per studiare il problema per rivedersi poi alla fine dell'estate, non è proprio il massimo. Del resto, i rappresentanti di tutte queste istituzioni, la Asl e le farmacie comunali, il Coni e le stesse università, la Provincia e la Regione, cosa possono dire? Ci penseranno un po' su e poi si vedrà. L'impressione è che il comune di Perugia non voglia restare solo di fronte a problemi così complessi. Che tutti allora si diano da fare e tornino a settembre con proposte concrete. Può essere che si tratti di una comune e più larga assunzione di responsabilità, ma può essere anche che tutto si riveli alla fine un furbesco gioco allo scaricabarile.
Di droga si muore ovunque e il consumo di alcolici è un problema planetario, allora, cosa c'è da studiare? Basterebbe rispondere a una domanda molto meno complicata. Perché Perugia è una delle capitali della droga? e perché il suo centro è diventato unicamente il luogo del consumo di alcol e di tutto quel che gli gira attorno?
La risposta più comoda è quella che dice: c'è una grande domanda, quindi è qui che si concentra l'offerta. La legge del mercato. E' vero che a Perugia ci sono migliaia di studenti, ma non ci sono mica solo a Perugia. Ci sono anche a Siena, Pisa, Urbino, per restare alle città più vicine. Allora? non ci sarà anche una nostra responsabilità per come li abbiamo trattati per così tanto tempo questi giovani, e cioè come una grande occasione di rendita e basta? tutti a prendere e così pochi a dare, a partire dalle due università, alle associazioni dei commercianti e ai locali del tempo libero, sino all'ultimo affittacamere, per non parlare della tardiva attenzione riservata al problema dalle stesse istituzioni. E non basta. A Perugia c'è stato questo ma anche qualcosa di più.
 Bisogna rovesciarla questa storia del mercato e delle sue leggi e cominciare a fare i conti con quel grande marketing territoriale che è stata l'offerta pianificata di sesso nei viali della periferia e di droga in centro, in una città che con questo fenomeno è crescita sino a diventare grande e, all'apparenza, opulenta. La domanda è venuta dopo l'offerta, dopo che era stato creato il mercato, come succede nei centri commerciali dove si entra per comprare un chilo di pane e si esce con il carrello pieno. Le scalette del duomo sono un po' la sintesi di questa storia. Non c'è giovane che ci si possa sedere senza uscirne con le tasche piene. Non di caramelle. Non c'entra il disagio, almeno non sempre. Qualche volta si paga semplicemente il biglietto per entrare in un gruppo, in una cerchia di coetanei alla ricerca di interessi comuni. Si consuma quello che consumano tutti, per questo un adolescente appare così vulnerabile, anche quando per entrare in un pub doveva consumare un super alcolico obbligatorio. E' il prezzo, dove tutto si compra e tutto si paga, per entrare nel mondo degli adulti. Se tutti lo fanno, dov'è il problema? E non si tratta solo degli studenti, ma dei giovani in genere, anche di quelli che vengono in grande maggioranza dai quartieri più lontani. Per questo il carattere della città nuova e il carattere di quella vecchia si incontrano e si riconoscono. Tutto si regge, il disagio che nasce nelle nuove periferie e la sensazione di estraneità trasmessa dalle vecchie vie silenziose dove non ci si sente responsabili di nulla. Che posto è questo, e di chi è? Non ci sono padroni e non c'è controllo sociale nel centro storico. E' così che tutti cercano la polizia. I residenti, ovviamente, e del resto cos'altro potrebbero fare? ma anche tutti gli altri. E che città è quella dove non si può vivere se non c'è la polizia a ogni angolo?
Ora c'è chi pensa ai vigilanti privati, persino alle guardie ecologiche o ai poliziotti in pensione dopo il fallimento dell'esperimento dei commessi fuori dalle porte dei locali che, dopo aver accolto con il sorriso giovani sobri, pretendono che giovani alticci o già ubriachi escano in silenzio. Non funziona, certo, una cosa così. E che tristezza la pretesa di collocare agenti sulle scalette del duomo, in alto, con l'incarico di osservare, come in uno zoo, i cazzeggi notturni di chi non sa che altro fare e dove altro andare. E' l'estrema ipocrisia di chi vorrebbe che le responsabilità siano sempre pubbliche e gli incassi sempre privati. Vediamo se dal tavolo imbandito nella sala rossa di Palazzo dei Priori esce la ricetta giusta per curare le mille contraddizioni di una città che sembra perdere, giorno dopo giorno, la tramontana. Proprio quel vento che ci è tanto familiare.
                                                                                                                                       renzo.massarelli@alice.it
(per sabato 30 aprile)



Renzo Massarelli

Inserito sabato 30 aprile 2011


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