17/01/2021
direttore Renzo Zuccherini

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Bin Laden è morto (di freddo), godi popolo!
Anche le più pessimistiche previsioni orwelliane sono in realtà largamente ottimistiche

 
riprendiamo da: http://www.cronachelaiche.it/2011/05/bin-laden-e-morto-di-freddo-godi-popolo/


 C’è da rabbrividire nel pensare quale livello di assuefazione mass-mediatica il (superiore?) mondo occidentale ha raggiunto. La morte dell’anticristo Osama Bin Laden in tal senso ha mostrato che anche le più pessimistiche previsioni orwelliane sono in realtà largamente ottimistiche.

Esaminiamo le informazioni che dalle 6.00 della mattina del 2 maggio 2011 si sono riversate sulle masse.

“Morto Bin Laden in un blitz dei soldati USA in Pakistan”

Pakistan? Prima di scendere in piazza a festeggiare non sarebbe allora il caso di domandarci per quale motivo il civile e superiore mondo occidentale ha ucciso all’incirca mezzo milione di civili (a seconda delle fonti) tra l’Iraq e l’Afghanistan, se il paese che nascondeva il nemico numero uno era un altro? Non sarebbe dunque il caso di ordinare l’immediato ritiro delle truppe dal suolo afgano, visto che evidentemente la (presunta) intelligence che ha ordinato le missioni ha preso un abbaglio colossale?

“Il blitz avvenuto in una villa fortificata a 70 km da Islamabad”.

Villa fortificata? E cosa ne è di tutte le panzane sulle inaccessibili grotte afgane che ci hanno propinato fino a ieri? Lo “Sceicco del Terrore” se ne stava tranquillo e beato a 70 km dalla capitale di uno Stato, almeno sulla carta, alleato degli Stati Uniti, e ce lo dicono come se fosse la cosa più normale del mondo?

“Corpo di Bin Laden affidato al mare dopo che Pakistani e Sauditi si sono rifiutati di seppellirlo”.

Qui si raggiunge l’apoteosi. Dopo dieci anni di caccia all’uomo ininterrotta (così ci hanno detto), dopo filmati dubbi, foto sfocate, fughe in motorino, finalmente si riesce a prendere l’anticristo e dopo due ore dalla sua uccisione se ne getta il corpo in mare senza prima fare tutti i necessari accertamenti per dimostrare che sia proprio lui e non un sosia? Con ciò si va oltre il grottesco, occorre coniare termini nuovi per descrivere le abnormi panzane che i mass media di tutto il mondo pretendono di farci ingoiare.

Stendiamo poi un velo pietoso sulla foto di Bin Laden morto pubblicata a emittenti unificate e smascherata un’ora dopo: la quantità di prese in giro sui social network circa la foto di Bin Laden taroccata in modo che anche un bambino se ne sarebbe accorto, deve aver convinto a far marcia indietro anche il più impunito dei pallonari.

Tutto ciò comunque non ha impedito che una folla di disperati americani si riversasse in strada festeggiando, mentre tutti gli opinionisti affermano concordi che l’ufficializzazione del fallimento di dieci anni di politica guerrafondaia occidentale è in realtà un successo di proporzioni storiche, e la Clinton e Obama vanno in tv a dire “giustizia è fatta”.

Di fronte a questo scempio dell’umana intelligenza suona persino confortante il monito del vaticano che ricorda più sobriamente che la morte di una persona non si festeggia mai.

Che cosa fare quando le più pessimistiche previsioni orwelliane si rivelano ottimistiche? Resistere, resistere, resistere. Sempre.



Alessandro Chiometti

Inserito giovedì 5 maggio 2011


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