14/04/2021
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Insegnanti “inculcatori”? Sospensione da uno a tre mesi
Gli insegnanti sarebbero controllati da un controllore (il dirigente): ma chi controlla il controllore?

Riprendiamo da

http://www.cronachelaiche.it/2011/05/insegnanti-inculcatori-sospensione-da-uno-a-tre-mesi/

Di tutto si può accusare il Pdl tranne che di assenza di creatività e fantasia. Alacri deputati e senatori lavorano giorno e notte per portate in Parlamento proposte il cui unico pregio è l’originalità. Dopo la legge costituzionale per abolire la norma che vieta la riorganizzazione del partito fascista, dopo il decreto legge di modifica dell’articolo 1 della Costituzione per sancire la supremazia del Parlamento sugli altri organi costituzionali (in modo che Consulta e presidente della Repubblica la smettano di rompere le uova nel paniere), arriva la norma “anti professori politicizzati”, proposta dal deputato Pdl Fabio Garagnani come modifica al Testo unico sulla scuola.

Per punire gli insegnanti “inculcatori”, ossia quelli che invece di insegnare fanno propaganda politica e ideologica come, ad esempio, «i professori della Cgil», il deputato Pdl propone la sospensione dall’insegnamento «per almeno 1-3 mesi». Il controllo sulla liceità degli insegnamenti verrebbe effettuato dai dirigenti scolastici.

Ricapitolando, gli insegnanti sarebbero controllati da un controllore (il dirigente). La domanda sorge spontanea: chi controlla il controllore? Forse il deputato pidiellino era così preso dall’entusiasmo per la sua geniale idea che non ci ha pensato. Eppure, la suddivisione dei poteri e dei relativi controlli è un punto ineludibile di ogni sistema democratico e l’istruzione pubblica non dovrebbe fare eccezione.

Lo scenario che si prospetta è a dir poco esilarante: il preside di sinistra potrebbe punire il professore che denuncia agli alunni le coercizioni dei Gulag sovietici, mentre quello di destra potrebbe risentirsi se si parla di sei milioni di morti nei campi di sterminio nazisti; il darwinismo potrebbe essere considerato un’offesa al creazionismo cattolico e l’elogio delle opere di Gabriele D’Annunzio un cedimento verso il fascismo.

L’onorevole Garagnani, nella fretta di compiacere il suo capo e punire gli insegnanti che «inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia», ha dimenticato di raffinare qualche piccolo particolare della sua proposta. Ad esempio, non ha considerato che né le famiglie né i dirigenti scolastici sono tutti di destra. Per porre rimedio a questi scivoloni, gli consigliamo di studiare la strategia adottata da Benito Mussolini. Lui sì che era riuscito a uniformare l’insegnamento e il pensiero e, soprattutto, a punire degnamente gli “inculcatori”.



Cecilia M. Calamani

Inserito domenica 15 maggio 2011


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