28/01/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Il giardino nel tempo
Dal Laboratorio della Cuparella all'incontro del 28 giugno

Il 28 giugno 2011 presenteremo il lavoro svolto durante il Laboratorio “Il giardino nel tempo. Perugia: dalla Cupa alla Cuparella di Pietro Porcinai al Campaccio e  oltre…” 
 E’ previsto un incontro - dibattito alle 16,30 presso la sala della Vaccara del Comune di Perugia con degli interventi del gruppo di lavoro (Marina Fresa, Sofia Varoli Piazza, Mara Filippi, Elisabetta Cereghini, Luciano Giacché). 

 Luigi Latini presenterà il filmato su Porcinai realizzato all’occasione del centenario della nascita del paesaggista (1910-2010). Massimiliano Minelli chiuderà questa prima parte dell’incontro presentando i primi risultati del corso di metodologia della ricerca etnografica.

 La giornata si concluderà con una passeggiata nel parco della Cupa (appuntamento alle 19,30 Via delle Forze) guidata da Giulia Giacché; lungo il percorso saranno disposte le foto di Laurent Karfala, anche lui presente a questo incontro che si concluderà con un aperitivo nel parco.

Il Laboratorio si è articolato in tre incontri che hanno analizzato le trasformazioni delle relazioni tra il giardino e il contesto urbano (1° incontro “Storie, analisi, progetti”), la percezione del luogo, i progetti esistenti per la zona della Cupa e per la città, le ipotesi di gestione sostenibile (2° incontro “Genius loci, progetto, partecipazione, sostenibilità”) e in un seminario conclusivo in cui, a partire dall’esperienza Laboratorio sono stati individuati i temi delle Linee guida per una gestione diversificata degli spazi verdi (3° incontro, “La Cuparella non vive da sola”).
Nell’ambito del Laboratorio si è preso atto della marginalità attuale del giardino, percepito come degradato e pericoloso, rispetto alla familiarità e alla confidenza di
un tempo, emerse dalle microstorie personali e sociali, intrecciate con quelle delle trasformazioni urbane e periurbane (negli anni ’50 la Cuparella era la spiaggia dei perugini che andavano a nuotare nella vicina piscina e poi a mangiare sui prati all’ombra dei lecci). Si è considerato lo stato di fatto come risultato delle trasformazioni avvenute nel giardino quale organismo vivente (la Cuparella si presenta oggi come un sorprendente bosco in città).
L’Associazione Pietro Porcinai nasce con l’intento di far conoscere la figura e le opere di Porcinai (1910-1986), paesaggista di fama internazionale. I suoi oltre mille progetti spaziano dal giardino al parco urbano, dal complesso industriale all’area archeologica, dal tracciato autostradale al recupero ambientale.
Tra le sue attività, l’Associazione programma “Laboratori” su differenti tematiche che, a partire dallo studio delle opere di Porcinai, facciano emergere l’attualità del suo modus operandi, capace di mettere in relazione la natura con l’artificio, dialogando col genius loci.
Il primo Laboratorio, (Perugia, autunno 2010) ha avuto per oggetto il giardino della Cuparella, progettato da Porcinai nel 1948.
L’Amministrazione Comunale nell’urgenza di ridare vivibilità a un luogo diventato marginale e teatro di attività illegali, ha realizzato un Progetto di rifunzionalizzazione e riqualificazione dei giardini del Campaccio (2008-10).
L’Associazione Pietro Porcinai ha ritenuto che nell’intervento non fosse stata messa al centro la preziosa ed esemplare lezione progettuale del paesaggista toscano, nè il contesto storico, culturale, sociale e paesaggistico.
Il Comune si è reso quindi disponibile ad aprire un tavolo di confronto con l’Associazione con l’intento di favorire uno scambio costruttivo di conoscenze, idee, punti di vista.


PROGRAMMA

28 giugno, Ore 16.30, Sala della Vaccara
Presentazione e coordinamento, Marina Fresa
Saluti del Vicesindaco, Nilo Arcudi
Luigi Latini, Presidente Associazione Pietro Porcinai
Presentazione dell'Associazione e proiezione del video “Pietro Porcinai, 1910-1986”, regia Matteo Frittelli 2010.
Marina Fresa, Vicepresidente Associazione Pietro Porcinai
Presentazione dell’esperienza Laboratorio
Sofia Varoli Piazza architetto paesaggista, (Università della Tucia) e Mara Filippi, architetto paesaggista:
Riconoscere il progetto di Pietro Porcinai. Come svelare il fare del paesaggista, il luogo e il progetto.
Elisabetta Cereghini, docente presso l’Ecole Nationale Supérieure du Paysage di Versailles: La Cuparella non vive da sola: guardare e gestire gli spazi paesaggistici.
Luciano Giacchè, docente presso l’Università di Perugia: Storia e memoria: strumenti per una conoscenza consapevole dei luoghi.
Massimiliano Minelli, ricercatore in discipline demo-etno-antropologiche: Primi risultati del Corso in Metodologia della ricerca etnografica.
• Dibattito

Per non concludere....ore 19.30, giardini del Campaccio, entrata da via delle Forze (porta s.Giacomo)
Passeggiata condotta dall’agronomo Giulia Giacchè. Alla riscoperta della Cuparella, con le foto di Laurent Kalfala, le note etnografiche degli studenti del corso in Metodologia della ricerca.

Laboratorio “Il giardino nel tempo. Perugia: dalla Cupa, alla Cuparella di Pietro Porcinai, al Campaccio e oltre…”
promosso dall'Associazione Pietro Porcinai, in collaborazione con l'Amministrazione comunale, l'Associazione Per Perugia e oltre..., il FAI (Fondo Ambiente Italiano), il Dipartimento Uomo&Territorio dell'Università di Perugia, e il patrocinio della Regione dell’Umbria e della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Umbria.
L’Associazione “Pietro Porcinai” ha tra i suoi scopi far conoscere la figura e le opere di Porcinai (1910-1986), paesaggista di fama internazionale. I suoi oltre mille progetti spaziano dal giardino al parco urbano, dal complesso industriale all’area archeologica, dal tracciato autostradale al recupero ambientale.
L’Associazione ha previsto anche la programmazione di una serie di “Laboratori” su differenti tematiche che, a partire dallo studio delle opere di Porcinai, facciano emergere l’attualità del suo modus operandi, capace di mettere in relazione la natura con l’artificio, dialogando col genius loci.
Il primo Laboratorio, (Perugia, autunno 2010) ha avuto per oggetto il giardino della Cuparella, progettato da Porcinai nel 1948, committente il Comune di Perugia. Occasione di riflessione sul tema della progettazione e della gestione degli spazi verdi urbani, sulle problematiche del loro governo nella logica della sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Una scelta motivata dall’operato dell’Amministrazione Comunale che, nell’urgenza di ridare vivibilità a un luogo che era diventato marginale e teatro di attività illegali, he realizzato un Progetto di rifunzionalizzazione e riqualificazione dei giardini del Campaccio, senza metterne al centro la preziosa e impegnativa eredità ricevuta né il contesto (storico - culturale - sociale - paesaggistico) in cui era inserito. A fronte del disagio manifestato dall'Associazione Porcinai per questa rimozione, l'Amministrazione comunale si è resa disponibile ad aprire un tavolo di confronto con l’Associazione che ha invitato professionisti e studiosi, esperti del contesto su cui il giardino insiste, insieme a tutti i soggetti coinvolti nel progetto stesso (tecnici comunali, progettisti ed operatori scolastici) con l’intento di favorire uno scambio costruttivo di conoscenze, idee, punti di vista. Il Laboratorio si è articolato in 3 incontri che hanno permesso di svelare il progetto di Porcinai come esempio di metodo progettuale
Nel 1948, Porcinai è stato chiamato dall'Amministrazione Comunale a realizzare il giardino/parco urbano in un luogo impervio e inaccessibile, utilizzato come discarica urbana. L’ampliamento della viabilità sottostante e l’apertura di una nuova galleria, imponeva una soluzione paesaggistica di alto profilo. Porcinai, rimodellando la scarpata, è riuscito a raccordare la nuova arteria della mobilità urbana con il paesaggio della città storica esaltato dalla monumentale cinta muraria. Un luogo inospitale veniva trasformato in un accogliente giardino. creare un deposito per una memoria condivisa
L’Associazione, attingendo ai materiali conservati negli archivi e a testimonianze orali, ha ricomposto un profilo storico della Cuparella e del suo contesto, colmando la carenza cognitiva e di memoria del luogo. La socializzazione della conoscenza diventa precondizione per una effettiva e consapevole partecipazione dei cittadini alle successive fasi di progettazione, realizzazione e gestione degli interventi. La collaborazione della sezione antropologica del Dipartimento Uomo & Territorio dell'Università degli studi di Perugia, ha permesso di indagare anche le pratiche sociali e le rappresentazioni del luogo Cuparella (narrazioni degli abitanti e degli operatori raccolte dagli studenti del corso di Metodologia della ricerca etnografica). L’Associazione a conclusione dei lavori passerà il testimone affidando alle scuole che si trovano in prossimità della Cupa i materiali e le elaborazioni prodotte per, durante e dopo il Laboratorio. La scuola sarà il luogo, simbolico e vitale, per la socializzazione della memoria come progetto pedagogico/didattico. scoprire/riscoprire il Giardino della Cuparella attraverso un nuovo sguardo
Nell'ambito del Laboratorio si è preso atto della marginalità attuale del giardino, percepito come degradato e pericoloso, rispetto alla familiarità e alla confidenza di un tempo, emerse dalle microstorie personali e sociali, intrecciate con quelle delle trasformazioni urbane e periurbane (negli anni '50 la Cuparella era la spiaggia dei perugini che andavano a nuotare nella vicina piscina e poi a mangiare sui prati all'ombra dei lecci). Si è considerato lo stato di fatto come portato delle trasformazioni avvenute nel giardino quale organismo vivente (la Cuparella si presenta oggi come un sorprendente bosco in città). Lo sguardo poetico del fotografo francese Laurent Kalfala ha fissato dei momenti segreti del giardino, ha aperto una finestra sulla Cuparella, per offrire alla città uno sguardo altro. fornire suggestioni e visioni per il futuro
Il parco della Cuparella e le mura urbiche formano un’entità connessa al contesto urbanistico e paesaggistico della città. In continuità con quella che Porcinai definiva “mentalità naturale”, mura e parco insieme agli altri spazi verdi aperti della città (giardini, parchi, boschi, orti, nonché tutti gli spazi di risulta) potrebbero costituire una trama verde dove la Cuparella potrebbe diventare stazione di partenza per un percorso di riscoperta/riconoscimento delle mura, del patrimonio vegetale e botanico, della biodiversità nel paesaggio urbano e periurbano.
ll gruppo di lavoro dell’Associazione Pietro Porcinai che ha ideato e realizzato il Laboratorio è formato da: Elisabetta Cereghini, Mara Filippi, Marina Fresa, Giulia Giacchè, Luciano Giacchè, Sofia Varoli Piazza.  




Inserito martedì 7 giugno 2011


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Commenti

Nome: Maria Pia Battista
Commento: Vorrei dire che sono molto contenta di aver potuto partecipare all' incontro sulla Cuparella. Mi è sembrato un pomeriggio molto vivace, anche se per mancanza di tempo non si è potuto tenere il previsto dibattito finale. Veramente interessante il documentario sulla vita e sulle opere di Porcinai. Bellissime anche le interviste ai giardinieri che hanno lavorato con lui ed hanno svelato i suoi segreti professionali e le sue severe pretese. I suoi giardini sono dei quadri. Mi dispiace solo che il video sia durato poco. O forse così mi è sembrato. Imbarazzanti invece le immagini del grave stato di degrado in cui versa la Cupa, imbarazzanti e preoccupanti insieme perché appare un degrado senza rimedio. Ma forse perché dei rimedi non si è ancora parlato. Un ringraziamento quindi all'Associazione Pietro Porcinai, che con la sua iniziativa ha arricchito la nostra conoscenza dei beni culturali che Perugia nasconde e un ringraziamento particolare al prof. Bruno Toscano che ci ha onorato della sua presenza e che, paragonando la Cupa ad un quadro da restaurare, ci ha voluto insegnare la strada da seguire negli anni futuri. Maria Pia Battista

Nome: Maria Pia Battista
Commento: Mi sembra molto importante questa iniziativa, che offre ai perugini l’opportunità di conoscere la figura di Pietro Porcinai, le sue opere, la filosofia del suo agire. La città di Perugia non può che essere grata a Pietro Porcinai per la piccola grande opera d’arte che ha voluto donare alla nostra città con la realizzazione del Giardino della Cupa. Pesa sulla coscienza degli enti pubblici interessati il compimento di un progetto di riqualificazione che ha mortificato la filosofia di Porcinai e stravolto l'identità di un luogo. Spero che in futuro si possa passare a correggere l'errore compiuto. Per quanto riguarda il coinvolgimento delle scuole sarebbe sicuramente cosa gradita coinvolgere anche l’Onaosi, visto che il Collegio femminile si trova proprio in Via della Cupa. Ringrazio l’Associazione Porcinai e tutte le Associazioni che hanno voluto dare vita a questa iniziativa alla quale auguro ampio successo. Maria Pia Battista

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