21/02/2020
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L'Umbria ancora al palo sulla differenziata
Tutti gli interessi conmcentrati solo sull'inceneritore


“Nel 2010 la differenziata si ferma al 33%, salendo appena dell’1,5% rispetto al 2009. Dati sconfortanti: di questo passo l’obiettivo del 65% raggiungibile tra oltre 20 anni”

“A dispetto delle aspettative, dobbiamo registrare la perdurante inefficacia delle politiche di gestione integrata dei rifiuti messe in atto fino ad oggi. I primi dati relativi al 2010 inchiodano l’Umbria ad un misero 33 per cento di raccolta differenziata, con un incremento che non supera l’1,5 per cento rispetto al 2009. E’ un trend modesto e allo stesso tempo costante ormai da diversi anni. Di questo passo gli obiettivi di differenziazione fissati dal Piano dei rifiuti per il 2012 non verranno raggiunti neppure tra venti anni”. Con queste parole il capogruppo regionale dell’Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta i primi dati disponibili relativi all’andamento della raccolta differenziata in Umbria.

“Una situazione grave e preoccupante – continua Dottorini – che vede tutti e quattro gli Ati ampiamente al di sotto degli obiettivi fissati dal Piano che per il 2010 fissava l’obiettivo del 50 per cento di raccolta differenziata. Sono dati sconfortanti che certificano l’inefficacia delle politiche messe in campo dalla Regione e mettono in evidenza la volontà di non attuare il Piano dei rifiuti nella sua interezza, ma solo nella parte che riguarda l’incenerimento. E’ ormai evidente infatti che l’impegno dell’assessorato all’Ambiente è diretto esclusivamente alla chiusura del ciclo e all’accelerazione sull’impianto di smaltimento ultimo. Si spiega solo così l’operazione portata avanti pochi mesi fa, quando con una forzatura apparentemente inspiegabile si sono disconosciuti gli accordi sul Dap, giungendo a una sostanziale modifica del Piano dei rifiuti per accelerare l’individuazione del sito del termovalorizzatore. Lo stallo sulla differenziata, unito a queste forzature, ci danno il polso di una situazione tutt’altro che rassicurante: non vorremmo che la mancanza di impulso alla differenziata fosse finalizzata a portare la nostra regione in emergenza al fine di giustificare l’inevitabilità dell’impianto di smaltimento finale”.

“Una situazione – conclude il capogruppo Idv – che conferma i nostri timori sulle reali intenzioni dell’assessorato all’Ambiente. Per quanto ci riguarda, continuiamo a sostenere che il Piano dei rifiuti non può essere applicato a pezzi, dando impulso soltanto alla parte più arretrata della gestione integrata. E’ evidente infatti che con questi dati sarebbe assurdo pensare alla chiusura del ciclo e alla realizzazione di impianti di smaltimento ultimo dei rifiuti, mentre occorre intervenire quanto prima con politiche concrete ed efficaci, investendo su metodi di differenziazione spinta, magari basandosi su sistemi meccanico-biologici già funzionanti in altre regioni. Il 2010 doveva essere l’anno della svolta e invece certifica, in maniera brutale, la mancata attuazione al Piano dei rifiuti. E’ giusto ricordare che Italia dei Valori continuerà a battersi perché al centro delle politiche sui rifiuti vi siano gli interessi della collettività e non quelli legati al business dell’incenerimento”.

Perugia, 11 giugno 2011



Oliviero Dottorini

Inserito sabato 11 giugno 2011


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