02/06/2020
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Il referendum ha scelto: pubblico è bello se partecipato
Ora la prossima tappa è la gestione pubblica e partecipata dei “rifiuti”: nessuno pensi di fare un inceneritore senza consultare cittadine e cittadini su cosa realmente vogliono

Il risultato del referendum è positivo per tanti motivi: innanzitutto perché dà un nuovo indirizzo sulle tematiche specifiche (acqua pubblica, uscita dal nucleare, uguaglianza davanti alla legge), perché apre la strada a una nuova concezione dei beni pubblici, perché punisce severamente i “ladri di democrazia” che invitavano all’astensione per perpetuare il loro potere.

Ma il risultato del referendum è importante anche perché ci dice che l’ideologia della privatizzazione è fallita, e ormai si può parlare di gestione pubblica dei beni comuni, che smettono finalmente di essere considerati una merce. Si è chiusa una fase storica, e se ne apre un’altra in cui  “pubblico” non potrà più essere sinonimo di partitocrazia ma di gestione trasparente e partecipata.

Questo risultato si è ottenuto grazie alla entusiastica partecipazione di tante cittadine e tanti cittadini alla mobilitazione referendaria, sia nelle piazze che in rete. I partiti che solo negli ultimi tempi hanno orientato il loro atteggiamento nella direzione indicata dai promotori dei referendum e che oggi festeggiano valorizzino il contributo della società civile aprendo spazi reali alla partecipazione.

Ora sappiamo che la prossima tappa, per noi, è la gestione pubblica e partecipata dei “rifiuti”, cioè delle materie recuperate. Tutti i cittadini e le cittadine devono essere informati e si devono poter pronunciare su come gestire un settore che coinvolge importanti beni comuni, come la salute e la disponibilità di materie, che rischiano di essere sottratti alle generazioni future. Nessuno pensi di fare un inceneritore senza consultare cittadine e cittadini su cosa realmente vogliono.

Perugia, 14 giugno 2011

Il Consiglio Esecutivo



movimento Perugia Civica

Inserito martedì 14 giugno 2011


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Commenti

Nome: marcello
Commento: All’indomani del risultato referendario non potevamo certamente non porci commenti e domande come quelli dei lettori che qui mi hanno preceduto. Respinto l’ingresso di capitali privati ai quali il miraggio garantito di un 7 percento risultava più che appetibile, non è però, a mio parere, che tutto si sia risolto. Secondo me sarebbe il caso, prima che si spengano le luci su quanto verificatosi, di cominciare ad esaminare funzioni e situazioni delle cosiddette “municipalizzate”. Da chi e come vengono esercitate? chi ne controlla l’esercizio? Qual è il ruolo di noi cittadini nella loro conduzione? Che possibilità abbiamo di controllare (o cambiare) il vertice dell’azienda quando questa non andasse per il giusto verso? Il discorso qui tira in ballo non solo l’acqua, ma i rifiuti, i trasporti, l’ambiente e non so cos’altro. Ho l’impressione che col sistema attuale le amministrazioni comunali si siano liberate dalla responsabilità diretta delegando il tutto ad “aziende” che, in quanto tali, sono al di fuori delle regole della democrazia. Queste consentono di assumere personale senza garanzie di trasparenza (idem per i dirigenti e i consiglieri di amministrazione), di operare scelte operative insindacabili, di non riconoscere professionalità maturate da operatori del settore, di assegnare incarichi senza gare pubbliche. Non è augurabile che questi settori tornino sotto la responsabilità diretta degli assessori delle amministrazioni comunali in modo che i cittadini chiamati alle urne possano promuoverli o bocciarli per il loro operato? Sono “antiquati” questi miei interrogativi? Mi sarebbe utile una risposta da qualcuno sull’argomento più preparato di me. Grazie.

Nome: Roberto
Commento: La sera della vittoria referendaria, in una atmosfera che definirei moscia, tra bandiere spelacchiate e slogan abusati ho intravisto i volti di alcuni politici di professione: come per magia, da palazzo dei Priori erano usciti alcuni esponenti della locale maggioranza di centro sinistra. Ma guarda, dico tra me e me, cos’hanno da festeggiare costoro? Non mi risulta che PD e PSI abbiano organizzato banchetti di raccolta firme. Mi risulta invece che quegli stessi politici, poco più di un anno fa, l’8 febbraio 2010 per l’esattezza, non ebbero il coraggio di sostenere posizioni contrarie a quelle del governo nazionale. Quel giorno me lo ricordo bene: il consiglio comunale discuteva la proposta di iniziativa popolare di inserire nello statuto comunale tre articoli che affermassero l’importanza dell’acqua come diritto e bene pubblico privo di rilevanza economica. Proposta che fu bocciata dagli stessi politici di “sinistra” che erano in piazza IV Novembre a festeggiare!

Nome: Paolo
Commento: Come avvenuto per i referendum, ora sarebbe necessario fare rete anche allo scopo di evitare che nelle società partecipate dai Comuni (gestione acquedotti, rifiuti ecc.) ci sia una distribuzione di poltrone da parte dei partiti. Come cittadino vorrei che i bilanci delle società fossero trasparenti così come le assunzioni o le nomine che vengono fatte, in poche parole democrazia partecipativa.

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